|
|
|
Maestri
dell'ago e del filo
"La sartoria genera prodotti complessi con attrezzi semplici": questa una delle massime di
Filippo Viglione, scaturita nel corso di una conversazione che è stata lezione di lavoro e vita.
[ DI GIANCARLO MARESCA - FOTO DI GIORGIO DE CAMILLIS ] |
| Faccio visita al Maestro in un momento un po’ speciale. Tra pochi giorni, la Camera Europea dell’Alta Sartoria presenterà alla stampa il suo guardaroba. Ciò significa che i suoi Soci, che come artigiani sono abituati a lavorare in un certo isolamento, si preparano a scendere nel ring dei fotografi e della mondanità. Una sfilata, anche non competitiva, è pur sempre un confronto ed i sarti lo avvertono in modo particolare. L’attività impone loro di misurarsi quotidianamente con se stessi e con il cliente, ma in queste occasioni ciascuno sottopone la sua opera allo sguardo di un parterre competente e soprattutto a quello implacabile dei colleghi. La voglia di esprimere una visione personale, di valorizzare la propria tecnica, insomma di distinguersi, genera una spinta che da un lato è |
 |
Già durante l’apparecchiatura delle tele è indispensabile a creare e posizionare le forme di petto, adattandole alla conformazione fisica del cliente. Durante ed alla fine di ogni fase, il ferro torna costantemente in azione per rimette a posto ciò che si è spostato. A giacca chiusa, poi, la stiratura finale assume un’importanza centrale. Me ne occupo personalmente, per tutti i capi che escono dalla sartoria. E’ innanzitutto il momento in cui si dona ai baveri la curvatura giusta, ampia, che li faccia staccare dal tronco e doni loro quell’indipendenza estrosa che è tra i principali ingredienti del fascino di un abito artigianale. Quante volte i clienti tornano da me con giacche schiacciate, rese irriconoscibili da stiratrici maldestre o da macchine micidiali! Il sarto cerca di dare al tessuto la sua espressione |
|
filologica e dall’altro è creativa. In uno o due capi ciascun maestro si sforza nel dimostrare sia la padronanza della tradizione che l’attualità della concezione estetica.
Ogni giacca o cappotto, infatti, vorrà mettere in evidenza il pregio intrinseco di una meticolosa lavorazione, ma al di là della struttura c’è l’impatto complessivo, in cui il capo apparirà tanto più desiderabile ed espressivo quanto più azzeccate saranno le scelte di linea e più coerenti quelle dei materiali. Torneremo sull’argomento il mese prossimo, quando sarà possibile fare i conti ed i resoconti di un evento la cui importanza per la sartoria potrebbe essere storica. Intanto ne parlo con Filippo Viglione, nella sua bella e vivace sartoria nel quartiere romano di Vignaclara.
Anche le due giacche che farà sfilare sembrano voler partecipare alla conversazione, tanto si impettiscono sui manichini.
Già complete sino alle asole, attendono solo di essere stirate. «Il ferro è lo strumento principale del sarto, forse più dell’ago e della forbice. |
|
migliore. Con la pressione e l’umidità, ma soprattutto col tempo e la pazienza, ne schiaccia o ne gonfia il vello perché guadagni lucentezza o perda quella in eccesso. Soprattutto con i tessuti tradizionali, di un certo peso, una lenta e profonda stiratura con il gran ferro da sarto è a pieno titolo una fase di finissaggio. Intervenendo sulla struttura, oltre che sulla superficie, permette a ciascun materiale di esprimersi secondo la propria natura e ne valorizza la qualità. Il ferro ripulisce tutte le piccole imperfezioni e contribuisce anche alla modellatura della spalla e del giro. I clienti abituali conoscono benissimo la caratteristica mezzaluna di legno che usiamo in queste occasioni, quella che in gergo si chiama la “forma di cacio”. In effetti, la sartoria genera un prodotto complesso con attrezzi semplici, esattamente il contrario di quanto faccia la confezione». Filippo Viglione si presenta come un gagliardo, attivissimo signore di 64 anni, schietto ed acuto sia nel parlare che nel tacere. La sua sartoria è anche un magazzino di abbigliamento. |
| |
ORIGINARIO DI CASERTA, FILIPPO VIGLIONE LAVORA A ROMA DAL 1964. L'ANNO PRECEDENTE AVEVA RICEVUTO
UN PREMIO DALLE MANI DI NICOLA BLASI, UNO DEI PATRIARCHI DEI GRANDI SARTI NAPOLETANI.
IL SUO LABORATORIO E' IN VIA DEI GIOCHI ISTMICI 19/23 (TELEFONO 06.36309542).
|
|
|
|
|
|