Maestri dell'ago e del filo
Continuano gli incontri con i sarti italiani della Camera Europea dell'Alta Sartoria.
Ecco Gaetano Lentini, che tiene ben viva a Palermo la tradizione siciliana del ben vestire.
Se osserviamo un carretto siciliano, simbolo dell’isola, probabilmente riconosceremo che in esso perizia tecnica e decorativa sono coniugati in un’armonia inquieta che raggiunge con forza il suo scopo: lo stupore. L’immaginazione vi è profusa con tale potenza da trasfigurare prima i singoli materiali e poi l’oggetto nel complesso, portandone la natura e l’aspetto ad un livello onirico. Fenomeni di questa portata dimostrano come la Sicilia abbia potuto sempre contare su grandi risorse artigianali e di fantasia, spesso portate a livelli assoluti. L’origine di questa peculiarità è probabilmente da ricercarsi non solo nell’isolamento, che ha reso necessaria una diffusione su un territorio ristretto di una quantità di mestieri che nel continente sono diffusi su una maggiore superficie, ma anche “Per un mestiere come quello del sarto occorrono attitudini naturali nel carattere e nel talento. Una modestia ed una curiosità che permettano di apprendere per tutta la vita, ma che abbiano al loro servizio un paio di mani e di occhi veloci e precisi. Una volta a bottega si andava già da bambini. Io ho cominciato a sette anni e sin da allora non ho mai avuto dubbi. La mia vita sarebbe stata quella del sarto, ma se si vuole che il destino ci trovi o che noi si trovi lui, bisogna anche andarselo un po’a cercare. Appena giovanotto mi spostai ad Enna e per qualche tempo a Milano. Infine mi sono stabilito a Palermo e me ne sono subito innamorato. E’ una città veramente elegante, di una raffinatezza non sempre evidente, eppure profonda, diffusa in tutti gli strati sociali. C’è ancora molta aristocrazia e la sua influenza
in una committenza patrizia di raffinatezza ineguagliabile. Questo patrimonio umano si è diffuso in tutta Italia ed all’estero, influenzando talvolta in modo decisivo interi settori. Nella storia della calzatura troviamo molti maestri siciliani ed è agli indimenticati Orio e D’Agata che si può ascrivere la creazione di un vero e proprio canone estetico milanese della scarpa. In una regione eccezionale, Palermo è una città a sua volta speciale. Colta e raffinata, nel diciannovesimo secolo è stata influenzata da una forte e duratura presenza inglese, che ha contribuito non poco a dare impulso ed originalità alla sartoria locale. Sommandosi cultura a cultura su una base già antica e complessa, si è ottenuto uno stile impareggiabile, che nasce da un atteggiamento nei confronti della vita, si forgia nella certezza del gusto e si esprime attraverso un’abilità tecnica sopraffina. I parametri fondamentali della scuola palermitana sono nella naturalezza, nella semplicità che conosce l’artificio, ma lo utilizza nascondendolo. Il tempo profuso nel lavoro, altrove più o meno evidenziato, qui viene mimetizzato il più possibile in favore di una semplicità disarmante e pertanto vincente. Gaetano Lentini è originario di Villarosa, un piccolo paese nella provincia di Enna, ma lavora a Palermo da trentasette anni.. Appassionato d’arte, nel suo lavoro traduce al meglio, aggiungendovi un inevitabile tocco personale, le qualità stilistiche della tradizione siciliana in genere e palermitana in particolare. Non ho alcun bisogno di fargli un’intervista. Parla come cuce, con grazia, rispondendo con precisione e competenza a tutte le domande che non gli ho fatto.
  si fa sentire, ma non sono solo i nobili a vestire bene. Quando un palermitano indossa giacca e cravatta, non è secondo a nessuno. La Sicilia non è solo memoria e sa anche arrivare prima degli altri, pur se forse è troppo pigra e distratta per vantarsene. Ricordo che i Florio sono stati tra i pionieri dell’industria italiana e non solo di quella, ma anche delle competizioni automobilistiche come grande spettacolo internazionale”.
“Mi sono formato presso i fratelli Traina, maestri attivi sino agli anni ottanta, ma qui a Palermo non sono mai mancate le sartorie di assoluto prestigio. I Laparola, ad esempio, hanno dato al nostro mestiere tre generazioni che hanno vestito il mondo e dato compattezza e notorietà alla scuola palermitana. Si può essere orgogliosi anche nel riconoscere i meriti altrui ed oggi è più che mai importante prendere coscienza della tradizione locale e allo stesso tempo sapere cosa fanno gli altri, perché le distanze si sono di molto ridotte. Se lo stesso problema è di molti, la soluzione può essere unica per tutti ed insieme è più facile individuarla e attuarla. L’istituzione della Camera della Sartoria mira a favorire una coesione in un settore dove non è più tempo di isolamento. L’artigiano è individualista per natura e le condizioni del lavoro tendono ad accentuare questo tratto tipico, ma tra sarti bisogna fare in modo da non tracciare un solco o innalzare un muro e anzi sforzarsi di comunicare e collaborare. Il lavoro non manca e quanto alla domanda il futuro sembra positivo, ma occorre prepararlo. Tutte le grandi città subiscono oggi una metamorfosi negativa nei costumi, che si estende in ogni
 
GAETANO LENTINI (IN ALTO) ESERCITA IL MESTIERE DI SARTO A PALERMO, IN PIAZZA LUIGI STURZO 4 (TEL. 091.328846)
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