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Maestri
dell'ago e del filo
Gaetano Aloisio è il perfetto anello di congiunzione
tra la sartoria di ieri e di oggi. Perchè applica
i dogmi dell'artigianalità, ma non scorda mai che intorno
a noi si agita un mondo tutto nuovo. |
| Quelle
di sarto e capo di stato sono le uniche attività
in cui si è considerati giovani a quarantacinque,
anche a cinquanta anni. Gaetano Aloisio, calabrese di
origini e romano di adozione, ne ha poco più di
quarantadue, eppure non è certo un esordiente.
Membro attivissimo della Camera Internazionale dell’Alta
Sartoria, dimostra non solo un’eccezionale solidità
professionale, ma anche una lucidità di visione
degna di un manager. Per età, talento ed attitudini
egli incarna un nuovo tipo di artigiano, quello che vive
e conosce pienamente il proprio tempo. Sempre al loro
banco di lavoro, intenti all’ago o alla lesina,
la gran parte dei sarti o calzolai di una volta non si
interessavano al mondo che, fuori dalle loro botteghe
e sempre più lontano, girava molto velocemente. |
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sensibilità.
Mentre una volta qualità significava innanzitutto
durata, quest’ultima interessa oggi poche persone,
molte delle quali stanno probabilmente mentendo. Quello
che oggi il cliente richiede, prima ancora che al prodotto,
è la massima attenzione a se stesso. Prima vuole
essere consigliato, poi servito e infine seguito. Tra
più botteghe ci sarà un uomo che conosce
il prodotto e cercherà la bottega dove ottiene
quello migliore, ma altri nove frequenteranno quella che
li fa sentire dei rajah, che rispetta gli appuntamenti,
che inventa, che fa sentire più avanti piuttosto
che più eleganti, insomma quella che non procura
problemi che non risolva essa stessa. Il cambio nella
sartoria è un cambio nella clientela e né
qui né altrove dobbiamo porci il problema se fosse
meglio prima od oggi, ma continuare a |
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Incapaci di seguire l’inesorabile mutamento nella percezione
della qualità da parte del mercato, di comunicare con
una clientela che mutava ogni giorno, di raggiungerla e di comprenderne
i desideri, questo isolamento ha rappresentato in molti casi
un diaframma invalicabile tra offerta e domanda. Quest’ultima
non è mai venuta meno e, se in qualche periodo è
calata, possiamo dire che in questo momento sia ad un massimo
storico. Le occasioni di mostrarsi individuo sono sempre meno
man mano che si abbattono i confini tra classi e nazioni. Molti
azzardano un rilancio per indurre gli altri a passare e decidono
di accedere alla possibilità di personalizzazione che
offre l’esclusività degli oggetti di lusso. Essi
occupano sempre più spazio nelle nostre case e nelle
nostre città, sempre dando al destinatario l’illusione
dell’unico, della scoperta, del pezzo originale contrapposto
alle imitazioni. Lo sanno bene le grandi manifatture, che in
ogni modo cercano di proporre giacche e giacchette, ma anche
pasta e merendine, come fossero state realizzate or ora dal
nonno Ciccio. Le esigenze del pubblico in questo nuovo millennio
sono molto cambiate e richiedono un nuovo tipo di |
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divertirci in un gioco che ha solo cambiato qualche regola.
Non è successo anche nel tennis e nella palla a volo?
Una maggiore vicinanza tra cliente e artigiano è stata
uno dei motivi dell’ascesa sociale di sarti e calzolai,
ma per raggiungere e mantenere questo livello c’è
bisogno di un certo standard di cultura generale e di esperienza
del mondo. Sin qui sono io a parlare e se ho introdotto una
discussione su scenari globali, piuttosto che su fenomeni tecnici
o stilistici, è perché so che il mio interlocutore
la sa veramente lunga. Lo conoscevo già prima di visitarlo
per questa intervista e avevo avuto modo di apprezzare non solo
il suo lavoro, ma anche il suo pensiero. “Egregio avvocato
– interviene a questo punto il Nostro – è
indubbio che l’attività del sarto sia passata da
un mestiere ad una professione e questo proprio mentre, ma allo
stesso tempo nelle attività professionali si è
reso indispensabile un atteggiamento imprenditoriale. Questo
fenomeno comporta alcune conseguenze che vanno tenute in conto
per comprendere il presente della sartoria ed i suoi possibili
futuri.
Come vede il mio laboratorio è a Roma, ma il mio lavoro
è in tutto il mondo. |
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IL LABORATORIO DI GAETANO ALOISIO SI TROVA AL NUMERO 10 DI VIA
CHELINI, A ROMA (TELEFONO 06.8081621). |
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