Maestri dell'ago e del filo
Complice un paniere con gli attrezzi del mestiere, che la mamma sarta gli preparava per la scuola,
per Luigi Rollo, cucire abiti è una questione di Dna. Ma il segreto del suo successo fa rima con qualità
Galatina è una piccola città del Salento, non lontana da Lecce. Antico feudo di importanti famiglie, ospita palazzi sontuosi e chiese sorprendenti. Nella chiesa di San Paolo, nota come Cappella delle Tarantate, qualche tarantolata si reca tuttora nel giorno dei SS Pietro e Paolo a ricordare il “tristo evento” e ringraziare per la guarigione. Sotto la diretta protezione del Santo, il territorio di Galatina è sempre stato ritenuto immune dal morso e dallo stato di malattia che ad esso consegue. Come fumatore e bevitore sono anch’io poco sensibile ai veleni e le tarantole non mi degnerebbero mai delle loro attenzioni. Sono qui per incontrare Luigi Rollo, ma mi accorgo che la visita ai Maestri della Camera Europea dell’Alta Sartoria, a parte l’approfondimento del loro mestiere, mi sta consentendo un piccolo giro d’Italia che parte dalle bellezze architettoniche, ancora hanno un talento per la grande cerimonia, per il taglio sportivo, per la solennità o per la disinvoltura che conceda qualcosa alla moda. Uno degli scopi fondamentali della Camera è quello di trovare i terreni comuni, coltivando i quali ciascun artigiano guadagna spazio come singolo e prestigio come categoria. Ciò non significa che proprio i sarti, creatori della vera unicità, vogliano diventare eguali tra loro, ma che il momento è propizio per unirsi in uno sforzo che riconosca loro non solo la dignità, conquista già da tempo realizzata, ma un ruolo di primo piano nell’indicazione e nel sobrio accoglimento di nuove tendenze, nella formazione della cultura del cliente e del suo guardaroba. La circolazione sempre più facile delle idee e degli uomini permetterà presto, grazie al lavoro di organismi come la Camera, di superare grazie alla
attraversa le curiosità antropologiche e finisce, come sempre, tra le meraviglie gastronomiche. Poiché devo parlare d’altro, tacerò del Primitivo che Rollo mi ha offerto, dalla gradazione proibitiva. Come sono diversi i vini, sono diverse anche le sartorie e le differenze tra esse sono un fattore di vitalità del mestiere che andrebbe meglio valorizzato. Gli stili di riferimento, le tecniche di taglio e costruzione, la dimestichezza con certi materiali o con altri, creano un caleidoscopio che divide l’offerta e mostra come tra i sarti non ci sia concorrenza, ma complementarietà. Non si può parlare di una vera e propria specializzazione, perché ogni vero sarto sa realizzare qualsiasi capo, ma di un orientamento che il cliente può sfruttare per ricavare la massima soddisfazione. Nella vita di un uomo capita più volte di cambiare gusto ed allora, in molti casi, si cerca anche una nuova sartoria. Quella di affrontare un terreno inesplorato è un’avventura che al momento giusto ci piace vivere di nuovo. Le donne cambiano colore e acconciatura, noi cambiamo sarto. Alcuni sono particolarmente tagliati per un pubblico giovane, altri per i signori di mezza età. Altri   comunicazione l’abisso che una volta esisteva tra le sartorie di provincia e quelle di città. Abbiamo già visto come sarti apparentemente decentrati abbiano una clientela internazionale, ma il futuro è nella formazione di nuove leve di artigiani e nel far sentire a coloro che sono già pronti al gran passo che le porte della sartoria sono quelle dove essi troveranno una giusta risposta, se giuste sono le domande. Luigi Rollo mi accoglie con un sorriso che rivela una grande esperienza umana, prima ancora che professionale.
“Lavoro da sempre e da quarant’anni sono in proprio. Non è stato facile e se oggi ho una splendida sartoria lo devo a molti sacrifici e ad una sola persona: mia moglie.
Ci sono stati tempi difficili, che non dimentico. Il benessere si è diffuso nei pieni anni sessanta, ma prima di quell’epoca alla mille lire si dava ancora del lei. Da ragazzo lavoravo sino alle due o alle tre di notte. Mio padre faceva il panettiere e, quando rincasavo, lui si stava alzando per andare al forno. D’inverno mi coricavo al posto suo, vicino alla mamma, così trovavo il posto bello caldo e mi addormentavo tranquillo.
 
SOPRA, LUIGI ROLLO, 60 ANNI, NELLA SUA SARTORIA DI GALATINA (LE), IN VIA GALLIPOLI 59 (TELEFONO 0836.562864)
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