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QUEI MASCHIETTI MOLTO SELVAGGI
"Amiamo il lusso, purché sfrenato", dicevano gli spiritosi di una volta, quando il lusso non era ancora di massa, vastamente griffato e propagandato su infiniti giornali, fra pubblicità e vetrine. Dunque, oggi, un "lusso diffuso" accessibile per moltissimi acquirenti. E non soltanto riservato a quegli evasori fiscali con look da precari indebitati, come nei comunicati ministeriali in tv, privi di facce allegre malgrado gioielli e orologi e profumi, suv e spider e yacht di gran marca.
La pubblicità anche redazionale propone immagini di una spensierata Bengodi (come dicevano i vecchi), attigua alle foto di morituri e morenti e morti. Come nell'alternanza di tragedie e disgrazie televisive di massa, tra le festose réclames nei gabinetti di massa. E le solite deduzioni: il Cielo non fa più miracoli, che peccato. Dunque, volgersi in massa alle automobili e alla gastronomia? Qui, sarà sarà davvero così smisurata la golosità per gli antichi sapori tradizionali? E anche eccessiva – non solo intellettuale, ma praticamente realizzabile – una voglia di nuovi motori, grandi velocità, nuovi sorpassi? Magari abbondante, il desiderio di profumi maschili, da parte di maschietti selvaggi o di vecchietti più o meno chic? "Mmm, che fragranza"? Ma allora, attualmente, sono più numerosi i vecchi o i nuovi utenti dei lussi di massa, o gli squattrinati magari indignati? E saranno parecchi quelli "in crisi"?
Osservando la stampa e le propagande e i video, infatti, si apprendono assilli circa il design e la tecnologia e il prêt-à-porter e l'antiquariato e il modernariato e magari i neutrini, a proposito di orologi da polso. E circa i gemelli per i polsini, le sempre nuove preoccupazioni sulle circostanze giuste per infilarseli, e sfoggiarli. Cerchietti o gomitoli rigorosamente d'oro? O solo dorati? O sbarrette di pietre semipreziose? E gli smalti, con o senza brillantini, dove e quando? Passino, i glomeruli o gliommeri di filoni vivaci, purché acquistati dai migliori fornitori. Ma, per favore, mai quei gemelli per americani, con un pataccone da una parte e una barrettina dall'altra.
Camicie e cravatte: sempre un problema! Camicie bianche, per non sbagliare, anche dove tutti gli altri sfoggiano righe monocrome o magari policrome, o addirittura quadrettini? Cravatte a larghe righe (uguali o alternate alle strette?) da yacht club con blazer a bottoni metallici (dorati, o argentati-opachi?). Oppure, disegnini minutissimi? Più chiari da mattina, più scuri da sera, in accordo col blu tinta-unita o col gessato (largo o stretto) da cocktail?
Un tempo, i vecchi gentiluomini portavano calze rosse da sera, acquistate nei negozi ecclesiastici e cardinalizi. Oggi, gli ordinari sfoggiano scarpe marrone col completo blu. E magari calze fantasia. Ma a quale "dress code" tipo "gli sta bene tutto" si atterrano oggidì i ventenni in ascesa e gli ottantenni in discesa? E a un danaroso vegliardo, starà bene "la barba di tre giorni"?
Alberto Arbasino |
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