Florilegio Stampa
    Da DOVE del Novembre 2006 - Autori vari


Revival di stile: Il feltro

METTERSELO BEN IN TESTA
 
    E’ il fiore all’occhiello del made in Italy.
E dopo anni di anonimato è ritornato prepotentemente.
Lo sfoggiano attori, manager, nuovi dandy.
Le dritte per indossarlo con eleganza.
E abbinarlo con un altro classico da riscoprire: la sciarpa.

I cappelli d'Italia? Cominciano da Borsalino: da quando nel 1850 il giovane Giuseppe se ne andò a Parigi a imparare l'arte e sette anni dopo impiantò ad Alessandria la prima fabbrichetta, inondando il mondo con un nome diventato subito il feltro per antonomasia. Tramontato negli ultimi vent'anni, il copricapo classico è tornato in testa ai più insospettabili, non solo agli chic in tweed e principe di Galles, ma anche ai giovani rampanti che vanno in ufficio con le sneakers, ai grintosi e ribelli come Johnny Depp, che della lobbia grigia ha fatto un'icona, e a giovanotti distinti e appena stropicciati alla Jude Law, dallo stile dandy bohémien così bene interpretato da una fedora sulle ventitré. Tornano le icone del passato, le tese larghe che AI Capone esigeva in pelo di castoro misto lepre e con cui nel 1970 la coppia Delon-Belmondo fece faville nel film Borsalino; le tese strette alla Monsieur Hulot anni Cinquanta, addirittura lobbie e bombette per gli eccentrici alla Tom Wolfe, e le coppole in genere, rigide, alla Windsor, o morbide, alla Salvatore Giuliano. Oltre all'innegabile funzione di riparare dal freddo, il cappello completa l'abito, incornicia il volto, valorizza la personalità - s'immagini un Bogart senza feltro o un James Dean senza Stetson - ed è un biglietto da visita per gli intenditori. Capaci di apprezzare, con un'occhiata, leggerezza (il record sono 40 grammi), dettagli rifiniture, come il nastro di vera seta. In Italia, il boom del cappello è ai primi del Novecento. Cuore della produzione il Nord, particolarmente ricco di acqua, elemento indispensabile per la lavorazione del feltro. "Se Borsalino regnava ad Alessandria, Monza ebbe un'età dell'oro proprio grazie ai copricapi", ricorda l'imprenditore milanese Carlo Guido Rossi, che custodisce con religione i cimeli del laboratorio di famiglia, la premiata ditta Rossi. Oggi, a Monza sono rimasti attivi solo Frigerio 1938 e Melegari, mentre sulle colline dietro Biella l'industriale Giorgio Borrione ha rilevato il vecchio Cappellificio Cervo (www.cappellificiocervo.it; cappelli a prezzi di costo nello spaccio della fabbrica, tel. 015-473635) e il marchio Barbisio, sulla via del tramonto, riportando in vita entrambi. "I cappellifici italiani? Un fiore all'occhiello del made in ltaly", dice Borrione. L'emozione più grande? L'ordine di un feltro candido in puro pelo di lepre taglia 58 per papa Ratzinger, patito dei cappelli. La routine? Berretti e baschi Bantam per l'esercito italiano, ma soprattutto le commissioni di stilisti internazionali, compresi insospettabili nomi dello chic mascolino inglese. "Siamo solo in cinque in Italia a creare un cappello dall'inizio alla fine", spiega l'industriale, "con gli strumenti di una volta e l'abilità di chi lavora qui da trent'anni e ha visto fare cappelli dalla nonna". Il segreto di base sta nella scelta del pelo - miscele pregiate di lepre dall'Argentina e dall'Australia, castoro, più prezioso dell'oro, e cashmere lavorato in Belgio, dove sono maestri nell'arte di trattare le pellicce. Poi, la nascita del feltro, uno stupore per i profani: la massa del pelo è gettata all'interno di un cilindro di rame e ricade su un cono centrale in metallo su cui si compatta in pochi minuti con l'azione combinata di vapore e acqua, formando così la prima calotta di feltro. Follata, stagionata tino a sei mesi, stirata su vecchi stampi in legno con campane di tela colme di sale e sabbia per un massimo di uniformità, dopo mille passaggi manuali viene modellata in un piccolo capolavoro. Per questo, forse, le cappellerie sopravvissute in Italia, dagli arredi d'antan, sono luoghi un po' magici, depositari di storie e segreti.

Milano
Come Mutinelli, bel negozio austero in corso Buenos Aires, attivo fin dal 1888,con un ricco assortimento di modelli e marchi internazionali, pile di feltri e panama fino al soffitto e intere rastrelliere di bastoni e ombrelli; o la piccola bottega L. B. in via dei Piatti, che fa su misura lobbiee berretti,o come Melegari, dal 1914 in via Paolo Sarpi, arrivato alla quarta generazione della famiglia, i fratelli Paola e Sergio Anzani. Al secondo piano del negozio, specializzato anche in abbigliamento tirolese, irlandese e norvegese per donna, uomo e bambino, si scoprono feltri, cilindri e berretti da tutto il mondo: dai Lock e Chrisry's inglesi ai caschi coloniali in sughero, agli Akuba australiani, dai feltri Borsalino a quelli col marchio Melegari: la qualità si equivale, e il prezzo è di 60 euro contro i 100 di un Borsalino simile. Il loro forte? Il su misura per clienti pignoli che esigono feltro, colore, modello, nastro e cifre interne personalizzati, e la conseguente manutenzione: per 30 euro, il prezioso copricapo viene smontato, lavato a secco, stirato e apprettato al punto giusto, quindi rimontato, tornando come nuovo.

Genova
In una delle vie più antiche e variopinte del centro storico, dal 1814 si trova la Cappelleria Angelo Pesce, un museo del cappello in miniatura, sempre appartenuta alla stessa famiglia. Tra i mobili d'epoca e gli attestati by appointment di Casa Savoia, fanno bella mostra di sé i vecchi attrezzi per misurare la circonferenza del capo e per allargare i copricapi. L'aria sembra intrisa di storie e personaggi del passato, come il comandante di Marina che acquistava le campane di paglia al di là dell'oceano e le portava qui per farle mettere in forma.Qui si trovano cappelli firmati Lock; Borsalino e Barbisio: modelli a falda stretta (da 175 a 250 €), bombette e cilindri. Una vasta scelta di cloche impermeabili Barbour e di coppole all'inglese, che i genovesi richiedono tutto l'anno, d'estate per la montagna e il golf, e d'inverno per affrontare la tramontana cittadina senza correre il rischio di vederli volare via (da 45 a 65 €). Una nota speciale merita il Diplomatico, panama finissimo proveniente dall'Ecuador, ma a Genova ha molto successo il Papier, simil - panama in carta speciale, ottimo per l'estate: colorato, per signora, o bianco, per l'uomo, costa 70 euro. Una storia prestigiosa pure quella della Cappelleria Gian Luigi Pesce, fondata nel 1870 in vico delle Erbe. Benché la vendita comprenda oggi capi e accessori di produzione artigianale (ombrelli, guanti, tabarri, le giacche Lodra' di Valgrisain lana tessuta a mano), anche qui, in vetrina, si ammirano pezzi da museo: panama ingialliti dal tempo, vecchie cappelliere e gli splendidi modelli che l'artigiano De Mata, grande fuma di una volta, realizzava appositamente per la Casa. Qui la parola d'ordine è: classico rivisto in chiave moderna. La scelta è ampia: dal berretto di Sherlock Holmes in lana di Olney ai panama dell'Ecuador, arrotolati nelle classiche scatole di acero per mantenerne l'umidità (75 – 400 €), ai pratici cappelli di panno (sfoderati, non rasati, sportivi e tascabili) prodotti dall'artigiano toscano Michele Rinaldi (da 90 €), ai mezzi cilindri per chi si sposa in tight: a Genova, un'usanza radicata. E una lunga storia anche per la centenaria Cappelleria Crippa di via Santa Zita, anch'essa mai passata di mano. "Non sono più i tempi di una volta", dicono i proprietari: oggi i più venduti sono i cappelli "da tutti i giorni", pratici, impermeabili, tascabili, comodi per chi sale e scende da auto e moto. Ma i fedelissimi della buona società, oculati oggi come un tempo, portano ancora qui i loro preziosi copricapi da riparare.

Torino
AI mito Borsalino è legata la cappelleria Foresto, sotto i portici di piazza Carlo Felice. Aperta nel 1857dalla figlia del fondatore del noto cappellificio di Alessandria, maritata Foresto, preserva buon gusto e tratti del passato che affascinarono Federico Fellini. Sugli scaffali di gusto razionalista, pile di coppole, cloche in tweed e feltri ad ampia falda con il proprio marchio. Qui la parola d'ordine è funzionalità: berretti destrutturati in puro cashmere che sta in un pugno; il Borsalino classico e quello indeformabile, leggero, arrotolabile, e waterproof (da 100 a 300 €). La sua chicca è però il Felt-Cashmere (da 180€) che il Cappellificio Guerra di Borgosesia, al lavoro dal 1855,produce per i migliori punti vendita. In cashmere e pelo di lepre. Tra i più illustri della categoria è Viarani, aperto da Agostino Varani a fine Ottocento. E nel 1931entrato tra i Fornitori della Real Casa per la bustina ispirata dal conte Calvi di Bergolo. Noto per l'originalità dei modelli femminili, che Gloria Swanson si faceva recapitare al suo abituale hotel di Parigi, era tra i preferiti di Marcello Mastroianni, che a ogni suo passaggio in città vi acquistava coppole irlandesi. Una babele di cappelli di ogni foggia, lisciatoi, forme in legno per cilindri e cappelliere verde scuro con il marchio della ditta occhieggiano dagli scaffali anni Quaranta. Oggi è Anna Maria Viarani a scegliere quanto di meglio esiste sul mercato per una clientela affezionata. Professionisti che cercano il classico Rolé Borsalino (da 100 €), nero, con falda rialzata bordata di gros-grain, un tempo prediletto da banchieri e diplomatici, ma anche Montecristi autentici (120-580 €) cap in tweed irlandese tessuto a mano. I giovani puntano a cupolini in lana, feltri a tesa media da suonatore di jazz 55 €), cappelloni australiani e Stetson a cowboy. In più, la signora personalizza i manufatti importati in esclusiva, o conia esemplari ex novo con materiali forniti dai clienti. Purché siano di qualità. Sotto i portici di piazza Castello, fra vetri a cattedrale, armadi in noce biondo dai richiami decò e l'originaria insegna a caratteri rossi, Barbisio è uno dei 15 punti vendita che il celebre cappellificio aprì, tra il 1937e il 1950,in tutta Italia, poi rilevati da diversi proprietari. Piergiuseppe Acquadro, già direttore di una 'delle due rivendite subalpine, lo acquisì negli anni Ottanta e tuttora è la guida spirituale di questo negozio che negli anni è divenuto un riferimento per l’abbigliamento maschile. Al cappello è riservato un ruolo privilegiato, con grande assortimento di modelli: classici, in feltro o tessuto, della Cervo, che ha da tempo assorbito il marchio Barbisio e di cui sono esclusivisti, o sportivi. Tra i più richiesti fra i giovani, i cappelli a cencio in tessuto da pescatore, i cap in tweed e i cappelli a tesa larga e media in versione tascabile (da 130 € in su).

Roma
L'Antica Manifattura Cappelli, dal 1936 nascosta tra i palazzi umbertini del quartiere Prati, non ha nulla da invidiare alle vetrine di Jermyn Street. Nata nel 1936,è stata rilevata nel 2003 dalla stilista Patrizia Fabri e dal fratello Pierpaolo che hanno esaltato lo spirito artigianale e la tradizione nell'arte del cappello. "Abbiamo recuperato tutto il materiale esistente, arredi e forme di legno", sottolinea Patrizia Fabri, "e ancora oggi modelliamo i copricapi come agli inizi del secolo: vecchio ferro da stiro stondato per la curva della falda, vapore, forno e tanta manualità". I feltri, rigorosamente di lapin (per la materia prima di un cappello serve il pelo di II conigli, tiene a sottolineare la signora), finiscono in forno, o meglio, nell'essiccatoio, durante una delle fasi di lavorazione. E se il cappello nasce dalla sua forma in legno, una vera scultura in negativo che conferisce armonia, eleganza e unicità a ogni pezzo,il valore aggiunto, qui, come per tutte.le lavorazioni artigianali, lo conferiscono i particolari. "Come il girotesta interno", sottolinea la proprietaria, "che deve essere in marocchino, una fasciain pura pelle antisudore, e non in gros-grain, mentre il nastro esterno rigorosamente in seta e non in poliestere". Acquirenti di rango si riforniscono qui anche per i cilindri da tight, ineccepibili nel grigio d'ordinanza, ma molti acquistano feltri con falde larghe o strette da accompagnare anche, in modo provocatorio, a un semplice giubbotto. Mentre i fashion victim ordinano il Borsalino in cavallino o in visone. Dal 1857,è arrivata alla quinta generazione la Cappelleria Trancarelli a piazza Navona. Clientela variegata, dai turisti di passaggio ai personaggi celebri che abitano nei dintorni, scegli equi cappelli di ogni foggia, compreso lo zuccotto, versione preziosa in cashmere del classico berretto in lana col risvolto, anche se "è tornato di moda il cappello anni Cinquanta a falde piccole". I cappelli inglesi per uomo targati Lock e Lincoln Bennet, ovviamente made in England, nei modelli Regent o Executive, da indossare con il montgomery o il cappotto, si comprano dai Fratelli Viganò, vicino alla nuova galleria Alberto Sordi, in un bellissimo negozio d'antan, sopravvissuto all'assedio degli store monomarca che regnano intorno, frequentato anche da Woody Allen quando è di passaggio per la capitale. Da notare qui i feltri impermeabili da mettere in tasca e i cappelli da Indiana Jones. Ma l'incredibile ascesa del cappelletto alla mafiosa, sempre più spesso mania dei divi, si registra nel successo dei negozi La Coppola Storta, due nel giro di poco tempo a Roma e uno anche a New York, dove si vendono solo coppole, di tutti i tessuti e colori, a partire da 50 euro. Il laboratorio è a San Giuseppe Jato in Sicilia e una parte degli incassi va alle donne vittime della mafia.

Napoli
Tutta colpa del clima, o forse della moda, se a Napoli le cappellerie sono scomparse da anni. Resiste un negozietto, li Cappellaio, da più di un secolo nel cuore elegante di Chiaia: pochi metri quadri e scaffali in radica di noce e cristallo con cappelli fino al soffitto. Luogo di altri tempi: alle pareti, vecchie locandine di Borsalino e le forme del secolo scorso. Per decenni è stato l'indirizzo di riferimento di chi vestiva panama e Borsalino, come il presidente della Repubblica De Nicola. Ora cominciano ad affacciarsi i giovani, nuova generazione di curiosi che sta riscoprendo il fascino del cappello. Del panama, ma anche del feltro, lavorato a mano come una volta. E in tanti vengono qui per portare a rigenerare vecchi cappelli di papà o di nonno grazie all'effetto vintage tanto di moda. Da tre generazioni producono cappelli classici anche i Castaldo: di padre in figlio si sono tramandati questa antica arte. Il primo fu Gennaro nel 1899,oggi la tradizione di famiglia continua con Agostino e il figlio Vincenzo, a capo del laboratorio di Afragola, alle porte di Napoli, che esporta in tutta Europa senza tradire la lavorazione artigianale: quella col vapore, con dettagli cuciti a mano, oggi come un tempo (laboratorio: 081.85.22.024).La produzione comprende sia cappelli classici in pelo di lapin sia berretti sportivi. Da qualche mese hanno aperto il punto vendita Old England a Santa Maria Capua Vetere, non lontano da Caserta. Il clima sarà anche eccellente, ma d'inverno un bel cappello non guasta nemmeno dove splende 'o sole mio.

Donatella Bernabò Silorata,Emanuela Clavarino, FedericaDe Luca,
Martina Grandon; Loredana Tartaglia e Gilbert oMaltinti
A cura di Maria Luisa Bonacchi


GLI INDIRIZZI

Milano
Borsalino

Indirizzo:galleria Vittorio
Emanuele 92, tel. 02.89015436.
Orari: 10 - 19, lun. 15 - 19
(chiuso dom.). C/credito: tutte.

Melegari
Indirizzo: via Paolo Sarpi, 19
tel. 02.312094. Orari: 9.30 - 13, 15 - 19.30; lun. 15 - 19.30
(chiuso dom.). C/credito: tutte.

Mutinelli
Indirizza: corso Buenos Aires, 5
tel. 02.29523594. Orari:9.30 - 12.30, 15 - 19.30; lun. 15 - 19.30 (chiuso dom.).
C/credito: tutte.

L.B.
Indirizzo: via dei Piatti 5,
tel. 02.874705. Orari: 8.30 - 12.30, 14.30 - 18.30 (chiuso dom.).
C/credito: tutte.

Torino
Barbisio

Indirizzo: piazza Castello 31,
tel. 011.542740. Orari: 9 - 12.30, 15 - 19.30; lun. 15 - 19.30
(chiuso dom.). C/credito: tutte.

Foresto
Indirizzo: piazza Carlo Felice, 9
tel. 011.539489. Orari:
10 - 13, 15.30 - 19.30; lun.15.30 -19.30 (chiuso dom.).
C/credito: tutte.

Viarani
Indirizzo: corso Vittorio Emanuele Il, 27
tel. 011.6699672. Orari: 9 - 12.30, 15 - 19.30; lun. 15 - 19.30 (chiuso dom.).
C/credito: De, Me, Visa.

Genova
Angelo Pesce
Indirizzo: via San Luca 7 - 9
tel. 010.2510654. Orari:9.30 - 12.30, 15.30 - 19.30 (chiuso dom.).
C/credito: De, Me, Visa.

Eredi Gian Luigi Pesce
Indirizzo: vico delle Erbe, 13
tel. 010.2468483. Orari: lun.- ven. 1 0 - 13, 15.30 - 19.30; sab. 10 - 20 (chiuso dom.).
C/credito: Ae, Me, Visa.

Cappelleria Crippa
Indirizzo: via Santa Zita, 21
tel. 010.591570. Orari:9 - 12.30, 15.30 - 19.30; lun. (chiuso dom.).
C/credito: no.

Napoli e dintorni
Il Cappellaio
Indirizzo: via San Pasquale 17
tel. 081.418681. Orari: 10 - 13.30, 16.30 - 20.
C/credito:Ae, Me, Visa.

Old England
Indirizzo: via Gallozzi 7, Santa Maria Capua Vetere (Ce)
tel. 081.85.22024 (laboratorio Castaldo).
Orari: 9.30 - 13, 16.30 - 20; sab. 9.30 - 13 (chiuso dom.)
C/credito: no.

Roma
Antica Manifattura Cappelli

Indirizzo: via degli Scipioni 46
tel. 06.39725679. Orari: lun.- ven. 9 - 19 (chiuso sab. e dom.)
dicembre tutti i giorni 9-13, 15.30 - 19.30.
C/credito: no.

Troncarelli
Indirizzo: via della Cuccagna, 15
tel. 06.6879320. Orari:
9.30 - 13.30, 14-20; domo 10-13.30, 15.30 - 19.30: lun. 15.30 - 19.30 (mai chiuso).
C/credito: tutte.

Fratelli Viganò
Indirizzo:via MarcoMinghetti, 8
tel. 06.67.95.147.Orari: 10 - 13, 17 - 19 (chiuso domo e lun. mat.)
dicembre aperto tutti i giorni. C/credito: tutte.

La Coppola Storta
Indirizzo: via Piè di Marmo 4,
tel. 06.67.95.801. Orari: mar.- sab. 10 - 13, 13.30 - 19; lun. e dom. 13 - 19.
C/credito: tutte.

Numeri utili
Aquascutum, tel. 02.436039.
Ballantyne, tel. 02.5849821.
Barbisio: Cappellificio Cervo, tel. 015.473635.
Barbour: W. P. Store Lavori in Corso, tel. 051.4161411.
Borsalino, tel. 02.8901.5436.
Brioni, tel. 02.7788741.
Brunello Cucinelli, tel. 02.33601990.
Canali, tel. 039.2014226.
Carlo Pignatelli, tel. 011.2292811.
Fay, tel. 02.772251.
Hermès, tel. 02.76398517.
Louis Vuitton, numero verde 800.30.89.80.
Luca Roda, tel. 030.6871172.
Schneider's: Cashmere, tel. 02.48010299.
Seventy, tel. 041.5899555.

Didascalie

Dieci sciarpe per dieci cappelli
1. Il modello fedora, a cupola alta e tesa larga (Barbisio), è un cappello impegnativo, importante, adatto a chi è alto e slanciato. Abbinato alla sciarpa pied-de-poule annodata (Luca Roda) e al cappotto in cashmere mélange (Canali).

2. Il ranger ha cupola più bassa dietro per lasciar defluire la pioggia, tesa larga e nastro in
cuoio a tre colori (Barbisio). Qui si accompagna alla sciarpa tartan e al giaccone con collo
in velluto a costine (entrambi Barbour).

3. Il modello alphos, sportivo, ha una cucitura centrale che permette di arrotolarlo
e di infilarlo in tasca (Barbisio). La sciarpa è in cashmere a stuoia (Luca Roda), la giacca è una Barbour con collo in fustagno.

4. La lobbia, con tesa rialzata e bordata di nastro in gros-grain (Barbisio), è adatta a occasioni eleganti. Si sposa alla sciarpa in cashmere gessato grigio e antracite (Louis Vuitton) e al cappotto in cashmere nero (Canali).

5. La caciottella, cioè il cappello con cupola bassa e sagomatura tonda (Barbisio),
è adatta a chi non è di alta statura. È abbinata alla sciarpa in cashmere color paglierino (Ballantyne) e al loden con sottocollo in pelle (Schneider's).
6. Nerao grigia, la bombetta, con cupola dura e tesa sollevata, bordata di gros-grain,
è un modello formale, oggi poco usato (Barbisio). La sciarpa è di seta bianca (Borsalino),
il cappotto in cashmere nero (Canali).

7. Il cappello a tesa stretta, svelto e poco impegnativo, diventa raffinato a seconda di
come è interpretato. (Barbisio). Qui è in colar tortora, con nastro in seta marrone, ed è abbinato alla sciarpa in cashmere e lino beige e marrone (Brunello Cucinelli) e al cappotto in cashmere mélange (Canali).

8. La cloche sportiva è interpretata nel motivo a quadretti di Aquascutum ed è accostata alla sciarpa in cashmere a righine sottili (Ballantyne) e al giaccone in tessuto tecnico (Seventy).

9. Il cap rigido, senza cuciture, è un classico inglese, adattissimo a tutte le occasioni sportive. La sciarpa in cashmere a righe orizzontali di diversi colori ravviva il sobrio giaccone sportivo beige (Fay).

10. Il cap morbido con calotta tagliata e impunturata qui è realizzato in pelle colar cognac (Borsalino). Sportivo-chic, è abbinato alla sciarpa in cashmere doppiata in raso grigio a disegni Monogram di Louis Vuitton e al cappottino in fustagno testa di moro (Seventy).

Pag. 201 1. Uno dei celebri manifesti creati negli anni dall'artista Carlo Dudovich per Borsalino. Questo è del 1921. La Fedora in guanaco (Borsalino) è abbinata al trench a riquadri con collo e fodera in panno (Schneider’s) e alla sciarpa in cachemire con semi del poker multicolori (Luca Roda).





 
 

Home , Visitatori , Atti , Libro dei Fornitori , Eventi , Rassegna Stampa , Florilegio , Registrazione ,
Intenti dell'Ordine , Gola , Azione , Donne , Arte , Gioco , Fumo , Abbigliamento , Tauromachia , La Nona Porta