Florilegio Stampa
   

Ma la vera eleganza si trova solo a Napoli

 

 
   

  L'avvocato Colica segnala un altro pezzo dedicato al pensiero dandy che Camillo Langone scrive su il Giornale. Pubblichiamo con piacere quest'altro tassello di un piccolo mosaico, che ci riguarda da vicino. La missione cavalleresca, fondata su un lavoro a tratti solitario ed a tratti comune, non riproduce esattamente lo sforzo estremamente individualista del dandy, ma non può non guardare con ammirazione chi coltivi con sincerità e ben dissimulato sacrificio l'arte di vivere. Quella che noi, come i dandies, maggiormente apprezziamo.

Questa volta Langone intervista Philippe Daverio, assessore alla cultura di Milano, gallerista e collezionista d'arte. Conduce la rubrica "Passepartout" in onda ogni martedì sera su Raitre. Lo riconoscete dal farfallino e dal buon italiano.
"Non ha caldo così vestito di tutto punto, camicia, giacca e farfallino"?
Per niente. quando fa molto caldo il completo di lino è insuperabile. Se piano piano è stato abbandonato è per la sua difficoltà di gestione".
"La stiratura"?
"No,anzi, col lino è lecito essere poco stirati. Richiede soltanto più attenzione. E' il più nobile tessuto dell'eleganza mediterranea, un mondo scomparso che spaziava da Beirut ad Alessandria d'egitto a Rabat, e di cui resta il ricordo nei romanzi di Lawrence Durrell. Era l'epoca felice del cotone makò e di altri tessuti oggi introvabili, se non presso alcuni piccoli sarti di Napoli. Infatti la via più elegante d'Italia non è via Montenapoleone, ma via Filangieri" ... "Bisogna ribadire che l'eleganza estiva si è sviluppata al meglio in due sole aree, quella napoletana e quella sudista-americana, dove per ragioni climatiche la mondanità si svolge quasi sempre all'aperto. E' a Capri che il lino bianco vive la sua grande stagione, è nelle ville coi colonnati della Virginia e della Georgia che furoreggiano il tessuto seersucker e le giacche in madras, che magari a noi fanno l'effetto direttore di circo, ma che in quel contesto sono di un'eleganza assoluta".
"Questa domanda se la devono sciroppare tutti: chi è il più dandy dei dandies viventi?"
"Il più dandy dei dandy viventi è appena morto".
"Risposta molto dandy".
"Si chiamava Davide Mosconi, era un fotografo milanese e anche la sua morte è stata molto dandy: un mese fa è stato investito in pieno centro da un tassì".
"Può fare il nome di qualche personaggio più fortunato e tuttora tra noi"?
Non me ne vengono in mente. La politica, che per tutto il novecento ha fornito ottimi esemplari, da qualche tempo ha smesso di produrne. Adesso abbiamo il partito unico, il partito di Caraceni: sono tutti vestiti uguali, forse anche bene, ma uguali. Niente a che vedere con Churchill, De Gaulle, Roosvelt, Sadat".
"Ho capito bene? Sadat"?
"Sì, il Presidente egiziano, forse l'ultimo esponente della tradizione di eleganza mediterranea di cui parlavo. Lui e gli altri citati erano dandy perché vestivano in modo sempre perfetto ma sempre diverso, adeguandosi alle circostanze. De Gaulle era grande sia in frac che in divisa militare che in tenuta da gentiluomodi campagna. Tutti e quattro avevano problemi fisici: uno grasso e l'altro in carrozzella, uno troppo alto e l'altro troppo basso. Anche Mosconi non era un adone, alto un metro e 58 con delle orecchie a sventola da far paura. La vera eleganza nasce dall'esigenza di milgiorare la natura con qualche artificio. Tanto per capirci: Sean Connery non è un dandy e non potrebbe mai diventarlo".
"Nessuna speranza nemmeno per Raul Bova, quindi. Noi che invece non siamo nè Connery nè Bova a quali vertigini estetiche possiamo aspirare, quest'estate"?
"Alla villegiatura, un concetto che amo moltissimo, che si concretizza quando si chiude la casa di città e ci si rasferisce per un congruo periodo di tempo nella casa al mare o in campagna. Niente a che vedere con le vacanze, che non ho mai fatto".
"Perché lavora tutto l'anno o perché è tutto l'anno in vacanza"?
"Voglio lasciarla nel dubbio. C'è comunque una regola: in villeggiatura, al contrario che in vacanza, non si cambiano le proprie abitudini".

 
 

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