Florilegio Stampa
    Il tempo perde la struttura tradizionale con la quale veniva vissuto: passato, presente e futuro. L'argomento mi interessa particolarmente ed ho trovato molto interessante questo pezzo di Javier Marias, che vive la mia stessa preoccupazione. Qui al castello, In questo laboratorio umanistico permanente, è bene tenere d'occhio non solo cosa accade nelle sartorie, ma anche nelle coscienze. Del resto, ciò che accade o non accade ad una giacca può spiegarsi anche sul piano sociologico. Offro in anticipo una postilla al pezzo di Marias. L'evoluzione nella percezione del tempo è in relazione alla sua suddivisione in spazi sempre più piccoli. Il tempo individuale è polverizzato in una quantità di eventi, appuntamenti, momenti, che aumenta giorno per giorno. Da ciò dipende una riduzione della capacità di concentrazione. No ci soffermiamo abbastanza a lungo né su un piatto di maccheroni, né su una notizia. Da questa incapacità di star fermi, ecco partire la fuga in avanti così ben individuata da Marias.
Giancarlo Maresca


"Lasciatemi Respirare" di Javier Marias
da "La Repubblica delle Donne" n. 389 del 21.02.04, pag. 58
Nella rubrica: Zona Fantasma

Sta succedendo qualcosa di veramente strano riguardo alla nostra percezione del tempo; o peggio ancora, riguardo alla nostra comprensione. Già da un pezzo l'accelerazione generalizzata ha avuto come conseguenza che i fatti più recenti ci appaiano subito antichi, e che ciò che finisce diventi per noi remoto appena dopo la sua fine. La distruzione delle Torri Gemelle ègià lontana, e forse la guerra in Afghanistan, pur essendo stata successiva, lo è anche di più. Entrambi i fatti accaddero sotto il mandato di Bush Bis, che ha appena compiuto tre anni alla Casa Bianca e, al contrario, dà la sensazione di essere lì da un paio di lustri (ciò si potrebbe in parte spiegare in quanto è un potente che, come il premier spagnolo Aznar, in realtà appesantisce ogni giorno: come se fossero fardelli sul mondo e sulla Spagna, rispettivamente, per cui noi spagnoli ne sopportiamo ben due). Ma se pensiamo a Clinton, che non governa più, gli stessi tre anni del suo ultimo mandato non sembrano lustri, bensì decenni. È come se ogni persona o situazione che termina, che smette di essere in vigore,subisse istantaneamente l'effetto dell'abisso temporale. Nel momento in cui è passato, ne viene ingoiato, come si trattasse di un magma che non ammette più sfumature né gradazioni - passato recente, lontano o remoto. Come se quanto finisce, o scade, o si ferma, o va in prescrizione (non ne parliamo, poi, se scompare o muore), fosse immediatamente trasportato in una regione uniforme e distante chiamata, appunto, passato. O più semplicemete: ciò che finisce è già vecchio o antico per il solo fatto di essere finito. Questa strana equazione non è nuovissima, e per falsa e assurda che sia, viene normalmente accettata. È ancora più strano che un simile rapido processo di isolamento riguardi anche ciò che continua a essere presente o è, diciamo, inglobato in esso: le Torri Gemelle e l'Afghanistan sono già accaduti, ma con Bush Bis di mezzo, la cui legislatura non è finita. Ma l'accelerazione non si rassegna, e ho notato che inizia a trangugiare: addirittura, ciò che è ancora presente o lo è stato. solo un minuto fa. E così, francamente, non si può vivere. I primi indizi li ho notati nello sport, molto utile per individuare le tentazioni del mondo. Il Real Madrid da trent'anni non vinceva più una Coppa europea. Fu sufficiente vincerla di nuovo ("la Settima" desiderata ), perché la si dimenticasse subito e si reclamasse "l'Ottava", "la Nona" e adesso "la Decima". Ho visto un'infinità di volte come, appena il pilota vincitore raggiunge il traguardo, appena un tennista o un golfista conquistano un torneo importante, appena Indurain vince il terzo o il quarto Tour, appena un nuotatore o un atleta si appendono la medaglia olimpionica, la prima cosa che viene loro detta, tanto dai giornalisti quanto da buona parte dei tifosi (dopo un frettoloso complimenti, se si ha fortuna) sono frasi del tipo: "Bene, e adesso sempre di più", "A quando a la prossima?", o "Dopo questo trionfo, anche quello che verrà deve essere nostro" (il patriottismo vicario è sempre presente), senza dar loro nemmeno il tempo di tirare il fiato o di godersi quella vittoria raggiunta dopo una lunghissima preparazione e uno sforzo spaventoso. Sembra che ciò che già è eccellente o meritevole non abbia più interesse e non valga più la pena neppure di festeggiarlo, perché si direbbe che l'essere, l'essersi dati, l'essere accaduto, anche se solo un minuto fa e pertanto appartenente di regola al presente, si percepisca come passato. In altre parole, si sta arrivando alla folle identificazione tra il passare e il passato; ciò che succede è vecchio, dunque è nuovo solo ciò che non è successo. Il sintomo più allarmante, tuttavia, l'ho vissuto sulla mia pelle come qualsiasi altro scrittore, cineasta, musicista, o persona che semplicemente sia attiva e faccia qualcosa, suppongo. Lo sport, in fondo, tende al superamento costante, al trionfo in ogni competizione, alla progressione insaziabile; è un campo molto particolare, penserebbe un ottimista. Ma è lo stesso in tutti i campi: uno fa un nuovo romanzo, o un film, o un disco, che a volte costano lo stesso sforzo del Tour de France e sono sicuramente più lunghi, e raro è l'intervistatore o l'appassionato che non chieda quasi subito: "E allora, come sarà il prossimo, in cosa sta lavorando adesso, quali sono i suoi progetti futuri?". Verrebbe voglia di rispondere ciò che esce dal cuore: "Uomo o donna che sia, mi lasci respirare; devo decantare ciò che ha davanti agli occhi", Forse è che oggi non si concepisce, o non si capisce, che le cose che si consumano richiedono tempo e fatica. O forse è tutto dovuto a un fenomeno più ampio che coinvolge tutti gli ambiti, in quest'epoca non di finzioni, ma di farse: lo sdegno per ciò che esiste, e il fascino per l'inesistente.
 
 

Home , Visitatori , Atti , Libro dei Fornitori , Eventi , Rassegna Stampa , Florilegio , Registrazione ,
Intenti dell'Ordine , Gola , Azione , Donne , Arte , Gioco , Fumo , Abbigliamento , Tauromachia , La Nona Porta