C’è
un distinto gentleman a Londra che, abbigliato di tutto punto
completo di tweed, cappello di feltro e ombrello sotto braccio
si aggira per Locali e negozi disseminando atti di “disobbedienza
civile”, come quello di ordinare yorkshire pudding da
McDonald’s o pretendere un abito su misura da Gap. 11
suo nome è Gustav Temple, trentanove anni, ambasciatore
del gusto, rivoluzionario dell’estetica, paladino del
bello. La sua missione? Riconvertire il mondo in quel paradiso
di raffinata eleganza che era prima dell’avvento dei cellulari,
delle T-shirt e della musica elettronica. Per meglio diffondere
ii messaggio Temple ha fondato, cinque anni fa, The Chap (www.thechapmagazine.com),
una rivista trimestrale da 5.000 copie. “Chap” è
un termine inglese un pò demodé che in origine
indicava il “buon uomo”, affadabile e perbene, ma
che neò 21 secolo acquisisce tutta un’altra connotazione.
«Il mio chap è una radicalizzazione dello stereotipo
inglese» spiega Temple sornione. La rivista, che gode
dell'appoggio anche economico, di numerosi simpatizzanti, è
una specie di cocktail a base di pseudo-nostalgia per gli anni
50, humor irriverente e critica mordace nei confronti degli
aspetti più volgari della società contemporanea
Come già Marcel Proust, di cui è peraltro fervente
ammiratore, Temple ama sottoporre le proprie vittime a una doccia
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scozzese di satira e adulazione. Le feste che la rivista organizza
ogni anno calamitano gli aficionados del buon tempo passato,
che sfoggiano ogni sorta di mise mai transitata da un armadio
tra I’epoca edwandiana e gli anni 70, neo dandies uniti
dal desiderio comune di dare voce al disprezzo per la contemporaneità
attraverso lo sfoggio di eleganza rétro. L’Inghilterra
ha fama di essere terreno fertile per gli eccentrici, ma secondo
Temple è andata diventando sempre meno tollerante nei
loro confronti e adesso celebra l’uniformità
e l’omologazione.
«Sembra che oggi Ia gente ci tenga ad apparire tutta
uguale», lamenta Temple. «Invece quando indossi
un abito speciale ti comporti in maniera diversa. Stai più
dritto e riscopri le buone maniere». Come un missionario
deciso a conventire i pagani, Temple sa che salvare le anime
perdute è impresa titanica che comporta dispendio di
sangue, sudore e lacrime. «Comunque vale sempre la pena
dare il buon esempio», commenta ottimista.
Dopo aver scritto tre libri a quattro mani con il collega
Vic Darkwood, l’esimio Mr. Temple (a proposito: è
un nom de plume) sta lavorando a una sitcom per la Tv e intanto
progetta di aprire un gentleman’s club nel cuore di
Londra; ma uno di quelli in cui, per diventare soci, non servono
né blasoni né vitalizi a sei zeri. |