Retro-Eccentrics
[ di Christian M. Chensvold da L'Uomo-Vogue n. 352 del Luglio/Agosto 2004 ]
Tweed suit, gilet di cashmere, cravatta regimental e Borsalino hat: arriva da Londra il nuovo gentleman pre T-shirt e cellulari. Che, con humor irrive rente, critica gli aspetti più “volgari” della società contemporanea
 
C’è un distinto gentleman a Londra che, abbigliato di tutto punto completo di tweed, cappello di feltro e ombrello sotto braccio si aggira per Locali e negozi disseminando atti di “disobbedienza civile”, come quello di ordinare yorkshire pudding da McDonald’s o pretendere un abito su misura da Gap. 11 suo nome è Gustav Temple, trentanove anni, ambasciatore del gusto, rivoluzionario dell’estetica, paladino del bello. La sua missione? Riconvertire il mondo in quel paradiso di raffinata eleganza che era prima dell’avvento dei cellulari, delle T-shirt e della musica elettronica. Per meglio diffondere ii messaggio Temple ha fondato, cinque anni fa, The Chap (www.thechapmagazine.com), una rivista trimestrale da 5.000 copie. “Chap” è un termine inglese un pò demodé che in origine indicava il “buon uomo”, affadabile e perbene, ma che neò 21 secolo acquisisce tutta un’altra connotazione. «Il mio chap è una radicalizzazione dello stereotipo inglese» spiega Temple sornione. La rivista, che gode dell'appoggio anche economico, di numerosi simpatizzanti, è una specie di cocktail a base di pseudo-nostalgia per gli anni 50, humor irriverente e critica mordace nei confronti degli aspetti più volgari della società contemporanea Come già Marcel Proust, di cui è peraltro fervente ammiratore, Temple ama sottoporre le proprie vittime a una doccia  

scozzese di satira e adulazione. Le feste che la rivista organizza ogni anno calamitano gli aficionados del buon tempo passato, che sfoggiano ogni sorta di mise mai transitata da un armadio tra I’epoca edwandiana e gli anni 70, neo dandies uniti dal desiderio comune di dare voce al disprezzo per la contemporaneità attraverso lo sfoggio di eleganza rétro. L’Inghilterra ha fama di essere terreno fertile per gli eccentrici, ma secondo Temple è andata diventando sempre meno tollerante nei loro confronti e adesso celebra l’uniformità e l’omologazione.
«Sembra che oggi Ia gente ci tenga ad apparire tutta uguale», lamenta Temple. «Invece quando indossi un abito speciale ti comporti in maniera diversa. Stai più dritto e riscopri le buone maniere». Come un missionario deciso a conventire i pagani, Temple sa che salvare le anime perdute è impresa titanica che comporta dispendio di sangue, sudore e lacrime. «Comunque vale sempre la pena dare il buon esempio», commenta ottimista.
Dopo aver scritto tre libri a quattro mani con il collega Vic Darkwood, l’esimio Mr. Temple (a proposito: è un nom de plume) sta lavorando a una sitcom per la Tv e intanto progetta di aprire un gentleman’s club nel cuore di Londra; ma uno di quelli in cui, per diventare soci, non servono né blasoni né vitalizi a sei zeri.