A volte ritornano
Esattamente un lustro fa, su Torpedo, il nostro collaboratore Giuseppe Martini (attuale recensore letterario di Monsieur, per i casi della vita...) scrisse con l'eleganza che gli compete di «un'accolita sapientemente classista di umani decisi a valorizzare il meglio della vita»: il Cavalleresco Ordine delle Nove Porte. «Per l'accesso ai piaceri, d'altronde, è necessario l'approfondimento della tradizione, della cultura che permette l'elevazione; in breve, di tutto un apparato di usi ed espressioni dello stile di anzianità millenaria ma che l'ultimo mezzo secolo ha spazzato dal mondo occidentale». Gran Maestro è Giancarlo Maresca. Nostro guru personale che torna al mondo del sigaro, mentre su Monsieur continua la circumnavigazione degli altri segmenti dell'estetica maschile. Qui riprende un tema affrontato in pubblico in un ottimo convegno organizzato a Iseo dal Calle de la Industria 520. Iniziamo dunque dalla storia del sigaro... Il lavoro è ponderoso...
Andrea Grignaffini
L'Avana che non c'è
Era da un po’ che non scrivevo sul sigaro. Il suo mondo, che posso ricordare quando era un villaggio in cui tutti si conoscevano, si è fatto così vasto che si potrebbe già scrivere una piccola storia sulla cultura del sigaro nel nostro Paese e sulle generazioni che in essa si sono succedute. Io appartengo alla seconda, quella dei Molinari, dei De Sury e dei Parisi, succeduta ai pionieri come Plenizio e Bozzini. Di essa fui un leader, anche se molti non lo sapranno. Mi sento ancora un figlio di Davidoff e non rinnego questa vocazione tradizionale, elitaria, anche in quest’era dominata dai nipotini di Che Guevara. Non condivido la via demagogica Se dovessi avere ragione, dovrebbe anche concludersi che la padronanza dell’arte di fumare non si acquisisce lambiccandosi sull’accostamento al cioccolato o al distillato di lingue di tortora, ma perfezionando l’approccio e gli strumenti personali. L’Avana si abbina alla propria vita e la propria vita deve abbinarsi all’Avana. Non ci sono esperti al di fuori di questo circuito, poiché questa è la via. Grazie a idee come questa e non avendo mai scritto un libro in materia, come fumatore sarò dimenticato presto. Però il congresso di Iseo, organizzato nell’Ottobre del 2004 da Calle de la Industria, mi ha richiamato all’impegno di prima linea ed offerto
intrapresa dai leader che mi hanno seguito e continuo a ritenere che la comprensione profonda di un oggetto di gusto presupponga un adeguamento alle sue leggi, un apprendistato che si estenda su un’ampia base di esperienze.
Al di fuori di una sensibilità educata al rispetto di certe regole anche di comportamento, l’esperienza delle aree sofisticate del gusto non viene dominata dalla giusta distanza e si rischia di vedere come importanti cose che non lo sono affatto, o viceversa.
Il fumo merita tanta attenzione se viene vissuto come un piacere, non come un semplice divertimento. Il primo è un fattore di elevazione spirituale che matura e si rivela nella disciplina, mentre al secondo basta una pianificazione che quasi sempre si trasgredisce.
  un’occasione che ho utilizzato per affrontare problemi poco o punto dibattuti. Insieme ad una ricostruzione di vicende antiche e recenti, ho sottoposto ai convenuti qualche conclusione molto personale. Investigando alcuni motivi dell’affermazione del sigaro Avana ed il modo in cui esso è stato presentato e percepito, ho cercato di capire se ad un’offerta così vasta non manchi qualcosa di importante. Qualcuno penserà: si parla ancora una volta di Avana, ma delle cose importanti non si può mai dire tutto. In termini di immagine, di gusti, di cultura e di fascino, esso ha un’estensione, una profondità ed un’identità tale che i suoi fumatori, primi e sinora unici, si sono sempre sentiti orgogliosi di riconoscersi come una nazione. Per cominciare, vorrei azzardare una divisione in fasi della grande storia del cubano.
 
SOPRA, L'AVVOCATO GIANCARLO MARESCA, GRAN MAESTRO DEL CAVVALERESCO ORDINE DEI
GUARDIANI DELLE NOVE PORTE E PRESIDENTE DEL PARLAMENTO INTERNAZIONALE DEI FUMATORI
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