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Avana story - parte seconda |
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1994 si cambia registro. Cubatabaco lascia il posto ad
un’entità nuova per dimensioni, natura e
scopi: Habanos S.A. La sigla della tipologia sociale,
esibita come parte integrante del marchio, fa subito capire
che non si tratta più di un organismo centralizzato
di tipo governativo, ma di una società con velleità
commerciali, che vuole diventare soggetto internazionale
nei settori mercantili. Improvvisamente ci si rende conto
che l’Avana è nel mondo il prodotto che dal
bacino di produzione più piccolo viene esportato
nel maggior numero di paesi. La Coca Cola ha una distribuzione
pari o maggiore, ma può venir prodotta e imbottigliata
ovunque, mentre gli Avana, dalla foglia al confezionamento,
vengono lavorati completamente a Cuba ed anzi solo in
regioni specializzate. Si punta allora ad estendere il
dominio cubano anche sulla |
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investigare
su cosa abbia dimenticato del passato ed eventualmente
non abbia realizzato nel presente o preparato per il futuro.
Proprio intorno a quella metà del decennio, il
sigaro conosce un boom imprevedibile. Il movimento parte
dagli Stati Uniti, che riversano sul “fumo lento”
quella voglia di tabacco che viene penalizzata anche eticamente
se rivolta alla sigaretta. Scende l’età dei
fumatori ed il sigaro comincia ad apparire anche sulle
labbra femminili. I nuovi fumatori e quelli che aspirano
(verbo qui molto adatto) a diventarlo hanno bisogno di
informazioni e di formazione. Cogliendo questa necessità,
di lì a poco cominceranno a nascere associazioni
e riviste, a pubblicarsi libri vecchi e nuovi sulla materia.
Il fenomeno si diffonde prima in Francia e poi in tutta
Europa, con l’Italia che in poco tempo intende riguadagnare
il tempo perduto. Si viene |
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commercializzazione, che rappresenta un affare di grosse dimensioni,
sino ad allora quasi totalmente trascurato. Comincia una sistematica
acquisizione dei pacchetti di maggioranza delle società
di importazione e distribuzione. Ma i conti si possono fare
in molti modi e alcuni di quelli che Habanos S.A. fa nei primi
anni di attività sono un po’ troppo semplici per
funzionare bene in una realtà complessa come quella del
tabacco.
Vediamo più da vicino cosa accade in quei vorticosi anni
novanta, decisivi per comprendere l’Avana odierno ed |
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disegnando così uno scenario culturale che non era mai
esistito e che non poteva che sorgere intorno al sigaro cubano.
Da sempre esso è stato infatti aggregante e gli va riconosciuto
un primato non solo qualitativo, ma come veicolo di comprensione
tra gli uomini. Il risultato più evidente è un
incremento folle della domanda. In Repubblica Dominicana nascono
molte nuove marche e i Don Qualcosa si sprecano. Vengono individuati
nuovi suoli tabacchiferi e valorizzati altri che erano poco
sfruttati: Bahamas, Perù, ma soprattutto Nicaragua e
Honduras. |
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NELLA
FOTO SOTTO, GIANCARLO MARESCA, MENTRE CONIUGA DUE DELLE SUE
PASSIONI:
I SIGARI E IL CIRAGE, CIOE' IL RITO DELLA PULITARA DELLE SCARPE. |
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