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ha statuto, non ha tessere e non ha presidenti. Si riunisce
per convocazione spontanea e ogni invitato può
indicarne altri meritevoli. Lo chiamiamo La Cumbre e per
ora si riunisce solo una volta all’anno, su un tema
specifico. Visto che certi argomenti restano poco dibattuti,
sorge ora l’idea di creare un sito che li discuta
e che esprima il punto di vista di chi ha speso e fumato
in sigari l’equivalente di qualche appartamento
in città. |
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tempo
e spazio ne aggiungerei un terzo, meno evidente. Le aziende
del lusso, che producano vini o divani, ci tengono ad
informare puntigliosamente la clientela sui dettagli delle
lavorazioni e specialmente della materia prima. Esattamente
all’opposto, nel sigaro cubano vengono taciute sia
le varietà di tabacco utilizzate, che i processi
di lavorazione. Alla fine degli anni novanta, le piante
di criollo e corojo vengono rimpiazzate da altri ibridi, |
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Le
prime tre riunioni annuali, tenutesi nella casa-caveau di Salvatore
Parisi e nella casa di Valerio cornale all’Avana, sono
state riportate da MONSIEUR e poiché l’avventura
continua, se ne parlerà ancora.
Ed ora torniamo a Cuba. E’ certo che negli anni in cui
si vive lì una vicenda politica e sociale di cui è
ancora troppo presto per tracciare il bilancio, ma che tra i
prezzi o tra i vantaggi ha certamente comportato l’isolamento,
l’occidente conosce il boom economico. La ricchezza si
distribuisce maggiormente in senso geografico e sociale ed il
mondo del lusso moltiplica i fatturati. Si elaborano linguaggi
sofisticati, ma alla fine se ne sceglie uno comune: quello della
trasparenza. Non si tratta di una conquista tout court e ci
sarebbe anzi molto da dire su di essa, perché anche una
lente deformante è perfettamente trasparente. In ogni
caso rappresenta un impegno comune di molti settori, un’aspettativa
del consumatore, ma anche una strada lungo la quale resta al
sigaro ancora molto cammino da percorrere.
Quanto al sigaro cubano, due sono i principali nodi da sciogliere:
1) Astrazione dalla materia prima.
La produzione cubana ha innanzitutto trascurato un punto che
in prodotti analoghi si è rivelato fondamentale: la massima
importanza e la massima chiarezza sulla materia prima.
2) Impersonalità dei marchi.
Habanos S.A. continua ad agire come una holding fittizia, che
gestisce marchi privi di personalità commerciale e giuridica,
privando in tal modo gli interlocutori di punti di riferimento
chiari.
Esaminiamo questi punti con la dovuta calma, ma se resta |
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come l’Habanos 2000 e il Criollo 98. Jim Suckling, dalle
pagine di Cigar Aficionado, canta un bellissimo de profundis
a queste varietà pensionate, ma sino ad allora pochissimi
erano al corrente di ciò che accadeva. Per qualche anno
anche alcuni libri sul sigaro avevano continuato a parlare di
corojo e criollo, copiando dagli autori precedenti. Orbene,
visto il puntiglio con cui si informa il consumatore non dico
sulla natura di un vitigno in un vino, ma anche sulla qualità
del pomodoro in una salsa, il fatto che una svolta epocale come
questa non sia stata dichiarata appare immotivato, quasi offensivo.
Lo stesso accade per i processi di lavorazione, che vengono
ancora descritti come erano tanti anni fa, mentre oggi in molti
punti sono stati accelerati. Avete certo assaggiato i primi
Edmundo giunti in Italia. Un formato indovinato, una buona confezione,
tabacco di qualità, ma acerbo. Credo quindi che una delle
richieste che i fumatori consapevoli dovrebbero far sentire
sino a Cuba è quella di una maggiore chiarezza sul tabacco.
Il mondo dello champagne ci ha abituato a censimenti delle vigne
secondo la qualità, quello in generale del vino e dei
distillati ad un certo rigore sull’origine delle materie
prime, quello dell’intero settore alimentare alla tracciabilità
degli ingredienti. Cuba tace su tutto e per decenni ha lasciato
cadere in ogni scatola la stessa generica scritta di tre righe
e mezza in quattro lingue, detto in gergo il cuatroidioma. Sia
chiaro, la qualità della materia prima resta in media
sempre molto alta, grazie alla vigilanza dell’istituto
botanico sulla purezza delle sementi e soprattutto alla perizia
dei vegueros. Questi ultimi, sfruttati e misconosciuti, seppure
in qualche modo tutti riscattati attraverso la beatificazione
mediatica della figura papale di Don Alejandro Robaina, sono
la forza del tabacco cubano ed i suoi veri paladini. |
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SOPRA I VEGUEROS, O PINATORI, MENTRE CONTROLLANO L'ESSICAZIONE
DENTRO LA CASA DEL TABACCO. |
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