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allora iniziò un regime fondato sul pensiero ed
il volere di un solo uomo, il che impedì in ogni
settore l’affermarsi di gerarchie intermedie, di
quadri dirigenziali con responsabilità gestionali
stabili, insomma di punti di riferimento costanti con
poteri commisurati alla carica. Se nel pubblico si raggiungono
anche notevoli risultati, nelle attività in cui
ci si deve confrontare con i privati la complessa macchina
comunista gira lenta e non tiene il passo con la competizione
internazionale. Questo periodo, tuttora in corso, gira
intorno all’impossibilità di prendere decisioni
in luoghi dove dovrebbero essere assunte, alla lentezza
delle trasformazioni, al peso incombente di un’economia
in affanno, alla gestione di quadri scelti per l’affidabilità
politica e non per il valore tecnico, a dirigenze le cui
mani, legate da debiti economici e politici, non possono
manovrare agevolmente. |

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breve
ed oscura. Staremo a vedere, perché le ere non
si prevedono e si possono solo riassumere.
L’assestamento, ovvero l’ora del grande rischio.
Nei primi anni del nuovo assetto politico, le grandi famiglie
del sigaro lasciano Cuba, spesso trapiantando la loro
attività in altre regioni tabacchifere.
Ciò da luogo ad una certa confusione su marchi,
che perdura ancor oggi ed attende una soluzione. Scompaiono
completamente alcune case tra quelle più celebrate
negli anni immediatamente precedenti alla rivoluzione,
come Villar Y Villar, La Corona ed Henry Clay, ma anche
tantissime altre meno note. Ad un certo punto sembra che
l’immenso patrimonio di inafferrabili differenze
debba lasciare il posto ad un unico Avana statale. |
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Quanto al sigaro, a tutti i sigari e in generale al tabacco,
fino agli anni sessanta ben poco sembrava cambiato dai tempi
del signor Nicot. I regimi speciali fiscali e legislativi,
le garanzie e le limitazioni cui tutti gli Stati hanno sottoposto
il prodotto, avevano generato una sacca di resistenza all’evoluzione.
Diciamolo: non è un commercio come gli altri! La soglia
di ingresso è alta ed inaccessibile e i gruppi che
vi lavorano tendono a restare gli stessi per decenni o per
secoli, così come le etichette e le abitudini. Si tratta
comunque di un mercato internazionale, che quando il mondo
cominciò ad avviarsi alla globalizzazione doveva diventare
forzatamente più aggiornato e dinamico. Si alternano
periodi di crescita a quelli di stasi o di crisi, poi negli
ultimi dieci anni la domanda si impenna e cambia, allargandosi
la base dei consumatori. La reazione cubana a questo stimolo
non sarà sempre tempestiva e coerente, ma genererà
comunque grandi novità. Lungo questi anni il ritmo
di fondo resta a lungo inadeguato alle trasformazioni della
domanda e dell’offerta, ma si notano anche all’Avana
numerose e significative trasformazioni, diversi orientamenti,
sicché questo periodo risulta comunque accelerato,
ricco di avvenimenti. Vi si alternano diverse concezioni,
personaggi ed istituzioni, sulla base delle quali possiamo
ricordare questi anni come a loro volta suddivisi in brevi
epoche. Enuncio quelle che avevo codificato in un Ottobre
che, visto dal Marzo successivo, non potrebbe apparire più
lontano. A Cuba il fumo è stato fortemente limitato
e violentemente condannato dallo stesso lider maximo.
Siamo forse all’inizio di un’altra epoca, che
potrebbe essere
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Per la civiltà è un rischio terribile e solo
ad immaginare un mondo senza Punch o Romeo y Julieta, senza
il carro del Rey del Mundo e le spade di Montecristo, correranno
a tutti i brividi lungo la schiena. Infine, i fumatori di
tutto il mondo possono tirare una boccata di sollievo: i nomi
più prestigiosi restano in vita, con tutto il loro
vitolario.
Davidoff, ovvero gli anni del genio.
Dopo la Baia dei Porci e la crisi tra Kennedy e Krusciov,
i rapporti economici e politici con gli Stati Uniti sono azzerati
in maniera che si rivelerà stabile e definitiva. La
crescita orientale è di là da venire e per i
suoi costosi sigari Cuba non può che vedere come interlocutore
privilegiato la nostra vecchia, cara Europa. Nel 1967 prende
l’iniziativa e fa giungere a Zino Davidoff la proposta
di installare una manifattura all’Avana. Di lì
a poco il marchio oro su fondo bianco potrà giovarsi
del prestigioso sigillo Hecho en Cuba, ma non basta: una simile
licenza viene accordata anche ad Alfred Dunhill. La strategia
di produzione e promozione di queste due case è esemplare,
ancor oggi in grado di fare scuola. Già nel 1940 la
Duhr s.a. aveva registrato a Cuba una linea di sigari coi
nomi di grandi bordeaux, che venivano commercializzati col
marchio di Hoyo de Monterrey. Davidoff riprende questo progetto
e lo abbina a scelte straordinariamente omogenee e coerenti,
conferendogli così un valore comunicativo senza precedenti.
I sigari dei due marchi europei immediatamente si distaccano
dagli altri per presentazione e per costo: da un giorno all’altro
nasce a Cuba una nuova categoria. Torneremo sull’argomento
in seguito, perché ora incalzano altre vicende storiche.
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ZINO
DAVIDOFF E' CONSIDERATO IL SOMMO PONTEFICE DEL SIGARO, L'ESPERTO
POU' CELEBRE AL MONDO
DEL XX SECOLO. HA, INFATTI, TRASCORSO TUTTA LA SUA VITA IN MEZZO
AL TABACCO E HA SAPUTO
DARE UNA DIMENSIONE INTERNAZIONALE AL COMMERCIO DEGLI AVANA. |
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