Solo la parte mondana funziona e la cena a onor del vero è andata migliorando. I seminari targati Habanos S.A. restano però tanto credibili quanto un concorso sulla pasta organizzato dalla Barilla. Da anni mi sembra mancare una grande associazione internazionale con sede all’Avana, che, anche se in qualche modo legata ad Habanos S.A., ne sia indipendente. Presentai a Basulto un progetto completo, che sarebbe stato sostenuto dal Parlamento Internazionale dei Fumatori, la prima associazione di associazione che nel lontano 20000 aveva contribuito ad unire i più scapestrati, impenitenti pionieri e i sodalizi più attivi. Non se ne fece nulla, ma la documentazione che conservo è la prova di come tentai di sdebitarmi per tutto quello che l’Avana mi aveva dato. Una simile struttura avrebbe potuto e potrebbe organizzare un Festival con un parterre più brillante, gestire durante l’anno eventi minori, creare pacchetti a tema per agenzie come si fa per gli appassionati di pesca subacquea o di enologia, organizzare aste. Qualcuno dovrebbe meravigliarsi che all’Avana si tengano solo aste di beneficenza e quelle commerciali, dove occorre garantire un prodotto e quindi presentarsi con un’immagine di massima credibilità, siano tenute tutte altrove. Non sarà che un establishment così verticale, che tutto controlla e da nessuno è controllato, risulti poco credibile? L’iniziativa avrebbe aperto la via a quello che avverrà comunque, ma che avrebbe avuto maggior significato qualche anno fa: la vendita en primeur. Nonostante qualche attacco portato dal sottoscritto quando era impegnato al fronte, sinora a Cuba nessuno ha compreso che questo è l’unico sistema per far giocare il tempo nella squadra della qualità e non in quella avversaria.   orientamenti e garanzie. Tra ristoranti, alberghi e privati, nel mondo esistono migliaia di cantine in cui si conserva un valore di almeno cinquecentomila euro in vino. Equivalenti concentrazioni in sigari, nonostante con essi si faccia molto presto ad arrivare a queste cifre, sono molto inferiori in numero. Certo, oggi il fumo nel locali aperti al pubblico è un problema in molti paesi, ma questo gap non è recente ed affonda le radici nella mancata attenzione alla qualità della materia prima, che a sua volta si traduce nella mancata percezione dei miglioramenti che un’adeguata conservazione induce e quindi nell’aumento di valore anche venale di un prodotto invecchiato. Se si coltivasse la giusta ricerca e comunicazione sui tabacchi, sulla loro specie, lavorazione e origine, avremmo in breve, come per i vini, anche dei sigari di cui si conosce bene la capacità di affinarsi col tempo. Una maggiore chiarezza in generale, che sarebbe di grande giovamento per tutti: per il consumatore, che troverebbe maggiore varietà e flessibilità; per il mondo della cultura, che si inserirebbe orientando il pubblico con il ruolo ed il rilievo che le compete; infine per quello del produttore, che con la creazione di maggiore credibilità potrebbe aprire maggiormente il ventaglio dei prezzi, ma anche migliorare il merchandising già esistente e soprattutto stimolare la formazione di un maggior numero di grandi concentrazioni presso comunità e privati. Per quanto mi riguarda, dopo aver illustrato queste strategie ed aver ricevuto solo quei si senza conseguenze che formano i muri di gomma, me ne sono tornato tra le file dei fumatori silenziosi, seppure di quelli che bruciano almeno due Avana al giorno.
Quando partecipo a qualche serata, mi sento una
Un “future” su sigari di cui si è vendemmiato il tabacco consentirebbe un incasso immediato e da quel punto in poi la società emittente conserverebbe il tabacco per una fermentazione della lega in barile, impegnandosi a confezionarlo e consegnarlo entro una certa data. Sino a questo termine il titolo emesso sarebbe commerciabile e tutto il tempo che passa sarebbe un vantaggio per chi vende, ma anche per chi compra. Un terzo polo, culturale, è comunque indispensabile per fare un passo avanti nell’evoluzione del sigaro, perché il pubblico richiede porcellana del servizio buono, di quelle che si mostrano e non si usano. Del resto mi invitano sempre più raramente e dopo questa pubblicazione le mie quotazioni scenderanno ulteriormente.
Ringrazio quindi il Club della Calle-de-la-Industria-520 per la considerazione dimostratami e mi scuso con quanti abbiano trovato irriverenti alcuni miei pareri.
Me ne assumo in proprio ogni responsabilità e, perché essi siano letti nella luce più corretta, dichiaro ad alta voce che la mia concezione di inferno è quella di un mondo senza sigari Avana.
 
IL VASO CONTENITORE ARGENTO E AVORIO DI TIFFANY MANTIENE IN FORMA I CUBANI:
UN OGGETTO DA COLLEZIONISTI PER FINI E RAFFINATI INTENDITORI.
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