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Il Fumo è strettamente legato
al sentimento del Sacro. Per la sua essenza inafferrabile; per la
tendenza a salire verso l'alto e sparire, esso attua un immediato,
metaforico richiamo alla natura divina. Fumo di sacre pipe, fumo di
antichi sciamani, fumo di incensi orientali ed occidentali. Si potrà
obiettare che l'impulso mistico sia conferito dall'odore piuttosto
che dalla presenza evanescente del fumo, ma così non è. Vi immaginate
i sacerdoti in San Pietro rivolgere all'officiante ed al Sacramento
un diffusore di invisibili aromi al posto del fumante incensiere?
L'attrazione che l'uomo prova per il fumo è determinata quindi
da molteplici componenti:
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L'effetto psicotropico, più o meno blando per i tabacchi e
via via più intenso nella zona degli stupefacenti.
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Il
conforto che il fumatore trae dagli stessi oggetti del fumo e
dai suoi accessori: dal contatto e dalla manipolazione di una
pipa e del suo corredo, di una sigaretta e di un accendino.
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Il
piacere immediato del palato e del naso.
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L'insondabile gratificazione del fumo in se stesso, dovuta alla
sua citata carica simbolica. Chi tra di voi accenderebbe il suo
tabacco al buio? Non avrebbe senso fumare privandosi della vista
del fumo vergine che sale azzurrino dalla brace, delle grigie
volute che la bocca restituisce con un gesto creatore.
Ai suoi nemici dispiacerà
sapere che quello del Fumo è un piacere ancestrale, che in qualche
modo tocca e gratifica le fibre più intime della nostra natura. E'
per questo che esso è il rifugio ultimo o l'unico efficace linimento
nelle situazioni estreme, come sono quelle del prigioniero, del condannato,
del soldato in trincea, dello studente alla vigilia dell'esame o del
giocatore. Il Fumo è anche l'unico piacere che si combina volentieri
con altri di diversa natura. Si può infatti fumare mentre si gioca,
si chiacchiera, si viaggia, si beve, si corteggia una ragazza. Inoltre
esso è il complemento ideale ed il gran finale di ogni attività che
solleciti in modo deciso i sensi o le emozioni. Istintivamente si
desidera o si apprezza maggiormente il fumo dopo una cena sontuosa,
dopo aver fatto l'amore o alla soluzione di un problema.
Ebbene, date per dimostrate
queste sottovalutate attitudini, noi affermiamo che tra tutti il Fumo
più nobile, più trascendente, quello che meglio di ogni altro ci eleva
e ci avvicina a quello che vorremmo essere, è il Fumo del Sigaro Cubano.
Non si spiegherebbe altrimenti l'attaccamento dei suoi seguaci, la
cui fede è tale da dimenticare il rilevante sacrificio economico che
esso comporta. Nei loro scaffali sono orgogliose armate di valorosi
e fedeli veterani, pronti ad ogni battaglia. In mano conferiscono
la voluttà del possesso. In bocca la loro evidenza dona il Piacere
della consapevolezza, della fiducia in se stessi, di una sfrontatezza
che in qualche zona oscura ed inesplorata confina con l'estrema raffinatezza
e viceversa. Le sue ampie volute sono navate di cattedrali. Le scatole
barocche sono il suo traje de luz, così come l'eccessiva evidenza
dell'anello ricorda le goffe calze rosa del torero.
Il Sigaro dona lo stesso Piacere alla mente ed ai sensi.
Alla
vista il colore incomparabile e la lucentezza di una fascia
ben arrotolata.
Al tatto
l'elastica consistenza che ci rivela la cura ed il tempo che sono
stati necessari a conferirgli la sua maestà.
Al gusto
ed all'olfatto una gamma infinita di note, che il fumatore
esperto sa abbinare agli stati d'animo ed alle situazioni, per trarne
armonie incomprensibili ai profani.
Non possiamo
d'altronde ignorare come il nostro tempo stia conoscendo una sempre
più diffusa, sempre più isterica intolleranza nei confronti del Fumo.
Ci sentiamo pertanto vincolati a prendere una posizione in questa
fastidiosa polemica, per semplificarla, approfondirla secondo i nostri
criteri e poi abbandonarla per sempre.
La questione
secondo noi è in questi termini:
- Primo Principio: chi non fuma ha il diritto di non essere
infastidito dal fumatore.
- Secondo Principio: chi fuma ha il diritto di fumare, purchè
non violi il Primo Principio.
- Terzo Principio: non essendo altrimenti misurabile il fastidio
causato dal fumo, esso non potrà essere considerato tale
che alla luce dei criteri della Buona Educazione e del Buon Senso,
che sono limite e fondamento dei primi due principi.
A chi obietti che queste sono congetture, rispondiamo in anticipo
che lo stesso può dirsi della politica, del calcio, della giustizia,
della pasta e fagioli e di qualsiasi altra attività umana. Negare la
suprema opportunità e necessità della Buona Educazione e del Buon Senso
porterebbe del resto a compromettere la possibilità di ogni umana convivenza.
In definitiva - e ciò valga anche per ogni altro campo -
noi siamo dell'idea che, finché non rechi nocumento al prossimo,
ciascuno possa scegliere per se stesso quello che crede.
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