Tovaglie fiandra. Candelabri di Cristofle. Champagne La Grande Dame di Veuve Cliquot Ponsardin. E un fotografo di vaglia per tramandare ai posteri quella che malgrado le apparenze non è una cena di gala, ma una lucidatura di scarpe: o, per usare la terminologia originale, una cerimonia di cirage Berluti, che avrà luogo a Napoli il 28 ottobre prossimo all’Hotel Excelsior.
Se non avete ancora capito bene di che si tratta, non preoccupatevi: vuole solo dire che non siete (ancora?) membri dello
Swann Club, l’associazione più snob del mondo fondata da madame Olga Berluti. Anche questo cognome non vi ricorderà
nulla, se non la storpiatura di quello d’un asso italiano della corsa? Vi basterà allora sapere che madame Berluti è l’ultima
discendente di una dinastia di bottier italo-francesi che dal 1895 hanno letteralmente «fatto le scarpe» ai potenti (e ai poeti)
della Terra: i Rotschild e Giovanni Paolo II, il duca di Windsor e Bob Kennedy, Jean Cocteau e Federico Fellini tanto per fare qualche nome. Le calzature che escono dalla bottega parigina di rue Marbeuf hanno come si può immaginare una lunga
gestazione: almeno sei mesi per modellare la forma, un anno per fabbricarle, e costi in linea con i tempi e i modi estremi di lavorazione. Insomma, chi si ritrova ai piedi un paio di Berluti ci tiene a non rovinarle: e per questo madame ha creato un appuntamento annuale (allargato bontà sua anche a chi calza altre firme, non necessariamente eccelse) durante il quale le scarpe di pochi eletti vengono pulite e lucidate secondo quel cirage (lustratura) che da tecnica pare essersi evoluta in vera e propria liturgia, con tanto di sacerdotessa (lei) e di credenti (clienti o meno dell’atelier Berluti). Panni, pezzuole di lino, pazzole, pigmenti speciali, oli essenziali sono gli strumenti indispensabili al compiersi del rito; ma, trattandosi di religione e non più di mera eleganza, non mancherà l’elemento che transustanzierà la scarpa in oggetto divino: lo Champagne, il vino che qui non serve solo a mettere in comunione attraverso il brindisi i fedeli, ma soprattutto – secondo l’insegnamento di Lord Brummel – a dare l’ultima e definitiva patinatura alle scarpe.
Per la prima volta l’esclusiva cerimonia avrà luogo a Napoli, ad opera dei Cavalieri delle Nove Porte; che, avendo già goduto in un recente passato (Pitti Uomo) del privilegio lustratorio, così evocano quei momenti per loro sublimi: «C’è non poco di alchemico nella trasformazione che avviene sotto i nostri occhi », ricordava ad esempio il Gran Maestro del Cavalleresco ordine Giancarlo Maresca sulle colonne del periodico «Monsieur»: «La materia si eleva e con essa lo spirito. Obbedendo ai precetti berlutiani, l’ultima laccatura avviene con lo champagne ghiacciato. Il pubblico comprende e tace. Ammira. Credeva di sedere in un salotto e si ritrova in una cattedrale. I risultati sono pari al sentimento: quando le candele vengono spente, i riflessi delle scarpe e lo sguardo compiaciuto degli impavidi lucidatori illuminano la sala. Qualcuno che era venuto solo per bere una flûte di champagne se ne va, ebbro di significati ».
E ancora più commossa è la testimonianza di Salvatore Parisi, primo guardiano dei Cavalieri, quando turbato rammenta come, «terminata l’esperienza della lucidatura», non provasse l’imbarazzo o la vergogna che attanagliano l’uomo elegante quando si ritrova con le mani macchiate e le unghie nere. Al contrario: avvertiva «una sensazione di orgoglioso autocompiacimento... Continuavo a guardarle (le mani, ndr), ma non riuscivo a vederci qualcosa da nascondere. Quelle macchie erano divenute un trofeo. Mi sentivo come un soldato reduce da una battaglia, che contempli narcisisticamente le proprie ferite». Soldato, torero, veterano che partecipa a una cerimonia o cadetto al momento dell’investitura: non stupisca che proprio Napoli – città degli opposti estremismi dell’eleganza assoluta e dello sbracamento totale – ospiti dunque la prossima seduta di «lavoro» del Club Swann (non mi dilungo ovviamente sulle ragioni del nome prescelto). Non stupisca, a patto di ricordare anche che questa era anche la patria dell’umile sciuscià. Di cui il metodo Berluti può, a ben vedere, considerarsi la vendetta postuma, nonché una variante sciamanica: il lustrascarpe come medium tra il mondo sensibile (e calzabile) e l’assoluto, la via calzaturiera alla Verità. Dove prima bastava una «cascetta» e un po’ di lucido Brill per far contento il gagà, ora risplende il candido tovagliato (madame Berluti, in un empito ulteriore di generosità, ha voluto spedire a Napoli lenzuola tessute a mano a Venezia per i suoi antenati) intorno al quale il Mistero si svela: crediamo di essere noi a scegliere le nostre scarpe, e invece sono loro a scegliere noi. E quando le puliamo sino a rendere il cuoio simile alla superficie d’uno specchio ambrato, in quest’ultimo vedremo riflessa anche la natura della nostra anima (il che, conveniamone laicamente, può essere una scoperta non sempre piacevole).

CHI E'
Olga Berluti rappresenta la quarta generazione d’una dinastia di artistiartigiani unica al mondo: il bisnonno Alessandro creò nel 1895 la derby a tre buchi senza linguetta, calzatura a tutt’oggi imitatissima.
Olga ha fondato il Club Swann, che ogni anno celebra il rito del cirage.
La cerimonia di Napoli è dunque la prima (e forse l’ultima) a svolgersi su invito privato: quello di Giancarlo Maresca dei «Cavalieri delle Nove porte», della rivista «Monsieur» e di Maurizio Marinella.
I PARTECIPANTI AL CIRAGE

Olga Berluti (la Sacerdotessa, Parigi), Guy Chuynard (professore, Toronto), Franz Botré (direttore di Monsieur,
Milano), Maurizio Marinella (imprenditore, Napoli), Giancarlo Maresca (avvocato, Napoli), Mirco Braccini (fotografo, Monticelli Terme), Salvatore Parisi (Scuola Rorschach, Roma), Massimo Massaccesi (pres. Yacht Club Capri), Gianni Klemera (Importatore, Bolzano), Antonio Sinopoli (consulente finanziario, Salerno), Augusto Micheli (Como), Nicola Gargìa (cons. finanziario, Napoli), Pasquale Petillo (commercialista, Napoli), Oreste Majorano (avvocato, Napoli), Giovanni Palumbo (avvocato, Napoli), Federico Bergaminelli (avvocato, Nocera inferiore), Luca Porfiri (avvocato, Cesena), Giosi Campanino (avvocato, Napoli), Roberto Boscia (pres. Club Cig@rome, Roma), Diego Carbone (avvocato, Napoli), Nicola Scotti Galletta (avvocato, Napoli), Paride Caputi (assessore, Napoli), Nunzio di Giacomo (presidente Azienda Soggiorno e Turismo, Napoli), Rolando Monzani (imprenditore, Milano), Fulvio Foti (avvocato, Milano),
Stefano Tredici (direttore marketing, Ferrara), Andrea Castaldo (costruttore, Napoli), Domenico Castaldo (costruttore, Napoli), Antonio Rossi (imprenditore, Napoli), Massimo Lonigro (agente di commercio, Napoli), Franco Forni (ingegnere, Bologna), Fabio Tonelli (mercante tappeti orientali, Roma), Andrea Cozzolino (assessore regione Campania), Enzo Liverino (imprenditore, Torre del Greco), Pasquale Alfieri (giornalista, Napoli), Enzo Perrotta (imprenditore, Napoli), Pino Fotino (avvocato, Napoli), Paolo Fiorillo (imprenditore, Napoli), Luca De Filippo (commercialista, Roma), Thierry Maman (direttore Berluti, Parigi), Enrico Tuccillo (ambasciatore all’Avana dei Cavalieri di Malta, Napoli), Andrea Molinari (Cigair Lauda air, Milano), Carlo Guardascione Scalo (pubbliche relazioni Città della Scienza, Napoli), Antonio Fiore (giornalista Corriere del Mezzogiorno, Napoli), Mario Fabbroni (giornalista economico L’Espresso, Napoli), Pippo Dalla Vecchia (presidente Yacht Club Canottieri Savoia, Napoli), Giuseppe Fotino (consulente aziendale, Napoli), Mauro Salvatore Salice (psicologo, Roma), Paolo Tirini (manager, Cento).

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