Chi
confeziona il suo stile solo per piacere agli altri viene ben presto smascherato.
Perchè l'aplomb ciel vero gentleman non s'improvvisa e non si costruisce
a tavolino, ma deve nascere giorno per giorno dentro se stessi, senza abdicare
per nessuna ragione alla propria personalità. Insomma pollice verso
alle divise, per quanto lussuose siano, e semaforo verde alla nascita di
un raffinato individualismo. Una nascita che è stata sancita ufficialmente
da uno studio commissionato da Facis e con l'aiuto dall' Università
Bocconi di Milano su un campione di top manager: inaspettatarmente, moltissimi
si affidano alle mani e al metro di un sarto per la confezione dei Ioro
abiti e, a sorpresa, ai Iuoghi comuni del blazer blu e del completo grigio
si contrappone sempre più spesso un gessato con righe colorate. Lo
studio della Bocconi fotografa in modo puntuale la tendenza del classic
with a twist, cioè del classico con un tocco di follia in cui è
maestro Paul Smith, il mago del colore che racconta a Gentleman,
con un suo arti- |
coIo,
come i suoi abiti in technicolor nascano dall'osservazione dei quadri di
Matisse, ma anche dalle straordinarie cromie della vita quotidiana, che
Io stilista fotografa durante i suoi viaggi per poi al ritorno, distillarne
ispirazione. Anche un altro principe della moda, Kean Etro, crea le sue
coIlezioni guardando con l'occhio del sognatore gli oggetti che raccoglie
quando è in viaggio per il mondo. Per lui un'idea può arrivare
da un versetto in lingua ashanti o da un'usanza dei Tuareg. Un cacciatore
di misteri esotici, insomna, capace di svelarli e di valorizzarli. Ma c'è
un mistero dell'eleganza molto più vicino, anche se per questo non
meno intrigante: è quello della nona porta, quella dei Piaceri ignoti,
Che l'uomo può raggiungere soIo dopo essere passato) attraverso quelle
della gola, del fumo dell'eros, dei motori... A guardia di quelle porte
ci sono i 140 adepti dei Cavalleresco ordine. Pretoriani dell'eleganza maschile,
che intendono difendere con ogni mezzo. Ma sempre e comunque con stile.
(Franz Botrè) |