Indietro Corriere del Mezzogiorno, 28-09-2000 Successivo
Giancarlo Maresca, organizzatore dell’iniziativa: Le regole: pince lunga nel davanti, spalla morbida, spacco alto tra collo e bavero, tessuto inglese

Giacca i risvolti dell’eleganza napoletana
Domani sera un convegno da Marinella. "Il taglio partenopeo è imitato e celebrato in tutto il mondo"
di MELANIA GUIDA
Avviso agli Eleganti. Quelli con la e maiuscola. Quelli per cui vestirsi è ben altra cosa del coprirsi. Quelli che partono dal presupposto che abbigliarsi sia Arte, anche questa con la a maiuscola. Vale a dire capacità di moltiplicare l’effimero per l’effimero ed ottenere un prodotto sublime. A loro, ultimi sopravvisusti apostoli del Gusto, è dedicato un ciclo di appuntamenti dal sapore autenticamente retro’, i <Laboratori d’Eleganza> a cura del Cavalleresco Ordine del Guardiani delle Nove Porte. Si comincia con la giacca, protagonista, domani sera, alle 18, del primo <convegno> presso il Salone dell’antica casa Marinella, in piazza Vittoria. <Ospite d’onore l’Ombrello, spada e bastone dell’uomo che non porta più né l’una né l’altra> spiega Giancarlo Maresca, Gran Maestro dell’Ordine, ideatore e orpnizzatore del ciclo di seminari. A lui, moderno arbiter elegantiae chiediamo lumi su questa singolare iniziativa. <Da tempo una spregiudicata politica commerciale diffonde messaggi ambigui e prodotti ibridi, definendoli capziosamente “sartoriali”. II risultato è che questo tipo di comunicazione finisce per minacciare un mestiere che a Napoli ha trovato interpreti tra i più celebri in assoluto>. Per esempio? <Antonio Panico. Uno tra i miglion sarti di Napoli, cioè del mondo. Con lui domani sera, cercheremo di individuare i punti cardinali della sartona in generale e. più in particolare,i segni distintivi di quella partenopea>.Vale a dire? <Pince lunga nel davanti, innanzitutto> spiega l’avvocato Maresca che peraltro proprio in questi giorni sta scrivendo una relazione sulla giacca destinata a Monsieur Berluti (<il più grande calzolaio di Parigi>) nel momento in cui il taglio napoletano viene più che mai celebrato e imitato. A seguire, spalla morbida con poca o nulla imbottitura, decisamente omerata. Manica <a mappina> e fortemente modellata, collo che rimonta a lato nella parte posteriore (per consentire il massimo risalto alla figura e stimolare fortemente la competizione maschile, le donne manco ci fanno caso). Ultimo dettaglio: <spacco tra collo e bavero piuttosto aIto>. Questo per quanto attiene al taglio. Per il tessuto? <Inglese>, che dubbio c’è. A presentare un prezioso campionario di stoffe doc, Giovanni Celentano, napoletano a Roma con il gravoso compito, domani sera, di mostrare ai convitati <cosa l’uomo abbia perso negli ultimi cinquant’anni di trascuratezze>, continua Maresca. Domanda d’obbligo: ma chi è l’uomo più elegante della città? Prima chiede qualche minuto, Maresca. Poi, incalzato, sfoglia Ia rosa dei papabili e vincendo le esitazioni, risponde risoluto: <Pippo Dalla Vecchia>. Il presidente del Circolo Savoia è <un vero intenditore, assolutamente elegante e ricco di personalità>.
RIGOROSO Nicola Pagliara: <Ho due sarti e alla giacca non rinuncio, indosso il donegal in inverno e il gabardine nei periodi freschi>.
IMPECCABILE Carlo Guanlascione: <usavo lagiacca anche a diciotto anni, ai tempi della contestazione. Oggi non indosserei mai quadretti e righe, anche se di moda.
YACHTMAN PippoDalia Vecchia:<Niente fanfasie, solo tinte unite e completi di sartoria. La mia mole,d’altraparte, non mi consente il pret à porter>
SPORTIVO Sandro Cuomo: <Vesto in maniera informale, non amo ricorrere al sarto, vedo quello che mi piace in vetrina e lo compro>