Indietro Gioia, 14-05-2002

L’ARMA VINCENTE E' LA FEMMINILITA'
Paolo Vergnani, 46 anni, psicologo e scrittore
I gay come consulenti per sedurre una donna? Perché no, è un’ipotesi che mi convince sotto diversi punti di vista. Mi convince per la tesi del distacco: è più facile osservare con lucidità quando non si è troppo coinvotti. Spesso i gay diventano i confidenti delle donne, > le quali - se riescono a superare a tenta- zione del “io ti salveròe ti ricondurrò sulla retta via” - aprono il loro cuore con lo stesso tipo di sincerità che si usa con una persona del proprio sesso. Di conseguenza, un uomo gay può possedere una serie di informazioni norrnalmente precluse agli altri. E poi, gli omosessuali in qualche modo finiscono per imrnedesimarsi con alcuni tratti delI’immaginario femminile e per farli propri. Però, è anche vero che nell’universo gay i modelli di inesistenti.




Per loro il rituale di approccio è estremamente semplificato, garantito da una sorta di etichetta che abolisce le ambiguità se è si,è sì e allora si agisce subito; se è no, è no senza la possibilità di segnali contraddittori. E’ possibile, quindi, che a un gay che non abbia un passato etero sfuggano alcuni aspetti della corn- plessità del corteggiamento: in particolare, quella tensione al limite del doloroso - ma, in fondo, fonte di un piacere sottile - che è data dalla schermaglia, dai senso della conquista, dalla preparazione di strategie che vanno “aggiornate” a seconda delie varie fasi della seduzione.

ATTENZIONE, CYRANO INSEGNA CHE...
Giancarlo Maresca, 42 anni, avvocato Mi fa piacere vedere che i gay si schierano dalla parte giusta: quella dell’uomo. Che ha deciso, o ha voluto credere, di essere luil a conquistare la donna e non viceversa. A me sta bene cosi, ma vorrei sottolineare come la consulenza che il nostro autore gay offre al popolo etero già presupponga questo punto di vista ben preciso. Poiché rimaniarno nel cliché delI’uomo cacciatore, devo subito dichiarare di non essere m possesso di licenza. Sono infatti un convinto monogamo e, come tale, ho da tempo dedicato la mia attenzione alla seduzione lenta piuttosto che a quella accelerata. Cioè a conservare vivo l’amore della stessa donna. Nel discorso delI’autore tutto mi sembra convincente. II punto di vista del gay è veramente privilegiato, Ia loro visione è più dettagliata, più vicina alla sensibilità femminile di quanto un eterosessuale possa mai sperare di raggiungere. Quello che non mi convince è il principio stesso del consiglio. Per due motivi. Innanzitutto, la mia espenenza mil insegna the ben poche persone sono disposte ad accettare e mettere in pratica i consigli altrui. In secondo luogo, l’assistenza degli altri in materia di seduzione rischia di portare alle conseguenze dimostrate da un illustre esempio: Cyrano di Bergerac. Nel corteggiamento si anche può mentire, fingere, utilizzare materiale estraneo per costruire una maschera efficace. In amore non c’è altra scelta: bisogna essere se stessi.