Giunge presto il tempo dell’azione. In giacca e cravatta, come suggerito dalle consuetudini dell’Ordine e dalla natura aristocratica dell’argomento, il maestro brandisce un bastone ed esegue una rapida serie di movimenti in risposta ad un attacco immaginario. Il suo corpo sembra trasmettersi da una parte all’altra come trasportato da un’energia esterna. Nessuno sforzo traspare, soprattutto nelle estremità, mentre il bastone raggiunge una velocità Il Risanatore, che provvede a ricucire le ferite fisiche e cosmiche generate da ogni conflitto. Ancor oggi si può essere guerrieri individuando le leggi profonde dell’universo, seguendole e lavorando per la loro affermazione. Il guerriero al servizio delle verità naturali sarà colui che combatte il mostro dell’inerzia, come Indra che con la sua spada liberò le acque e permise loro di fluire. Il maestro, con pochi gesti, mostra come rendere inoffensivo un
spaziale che lo fa sibilare ad ogni movimento. Spiegherà poi che i movimenti del corpo avevano da un lato lo scopo di portarsi in una posizione da cui l’avversario potesse essere colpito, ma non colpire, dall’altro di trovare in ogni colpo l’equilibrio che permettesse al gesto di trarre forza direttamente dal suolo. Tocca ora al dottor Marco Venanzi, omeopata e maestro di Tai Chi Chuan. Esordisce affermando che la salute è oggi assai sopravvalutata, o per meglio dire incompresa. Non va confuso il benessere, stato esteriore e passeggero, con la salute, condizione durevole che è difficile da perdere come da acquisire. Ma la salute più importante è quella mentale, intesa come armonia. Qualche malanno non comporta alcuna menomazione e possiamo convivere con essi molto a lungo, conservando tutte le facoltà. Più che cercare una salute perfetta, quindi, occorre trovare un perfetto equilibrio. La via del guerriero, seguita con sincerità, porta in quella direzione. Nelle antiche società vi erano tre ruoli ben definiti. Il Sovrano, mitico o divinizzato creatore delle leggi. Il Guerriero, che quelle leggi rispetta e fa rispettare.   malintenzionato, usando il bastone o l’ombrello con micidiale efficacia. La semplicità dell’azione è sorprendente e permette a tutti di accennarne una replica. Gran finale con un vero e proprio show di coppia. Tiziano Grandi e Silvia Dal Prà si combattono con due lunghi bastoni giapponesi e la sala si fa subito piccola. L’agilità del gesto li porterebbe in un attimo ben oltre lo spazio a disposizione, ma anche così la determinazione e la destrezza di Silvia conquistano tutti. I nostri relatori si sono molto compiaciuti del modo con cui era stata ascoltata ogni parola e seguito ogni gesto, ma credo che quel silenzio fosse in parte dovuto allo stordimento dei Cavalieri, che soccombevano ad una grazia irresistibile. La serata terminava dal Bolognese, che merita una menzione al merito. Il gran tavolo a ferro di cavallo occupava tutta una saletta, dove ci siamo sentiti perfettamente a nostro agio.
Cucina tradizionale emiliana, ottima per qualità e resa perfettamente fruibile da un servizio solerte e cortese. Infine, cosa irrinunciabile per il Cavalleresco Ordine, fumo senza problemi.
IN ALTO TIZIANO GRANDI CON SILVIA DAL PRA'. IL MAESTRO HA SCRITTO DUE LIBRI SULL'ARGOMENTO TAI CHI CHUAN:
"IL DITO E LA LUNA", TRADOTTO ANCHE IN SPAGNOLO, E "FONDAMENTI DI TAI CHI CHUAN" (EDITRICE LUNI).
PER MAGGIORI INFORMAZIONI: L'OSSERVATORIO - LA SPEZIA, TEL. 0187.732019.
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