Concezione
Un paio di scarpe è il ponte che introduce ai quartieri
centrali della cittadella maschile, poggiato da un lato sul
pilone della bellezza e dall’altro su quello della funzione.
L’uomo ama le cose durevoli e tende naturalmente a rendere
durevole qualsiasi cosa: con il ricordo o con la cura. Le scarpe
si adattano al piede ed a quel punto divengono così fisiologiche
da essere dismesse con rimpianto. Questa storia che si conclude
con la morte piuttosto che con l’abbandono in favore di
un amore più fresco, ha qualcosa di naturale e di epico
che ci rende l’oggetto familiare e ci spiega perché
proprio su esso l’uomo abbia esercitato tanto collezionismo,
passione e, diciamolo, feticismo. Vediamo come si fa ad allontanare
il più possibile la fine di una |
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è
il momento di passare alla seconda fase.
Ceratura
Per mantenerne il pellame vivo, non bisogna mai usare
prodotti coprenti, a base di siliconi. Facili da applicare,
sono quasi impossibili da rimuovere e soffocano il tessuto vivente
determinando crepe e distacchi. Occorre del lucido fresco e
di gran qualità, un paio di pezzuole pezzuole pulite
e di grana fitta, un po’ d’acqua. Agite energicamente
per tutta la tomaia, sempre prendendo alternativamente un’ombra
di lucido e qualche goccia d’acqua. Nelle giuste dosi,
collaboreranno egregiamente al Vostro servizio. Con movimenti
circolari, stendete al massimo la minor quantità possibile
di prodotto.
La cera non deve restare in superficie, |
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scarpa.
Manutenzione
Il corpo umano emette grandi quantità di vapore acqueo,
soprattutto attraverso i piedi. Se un paio di scarpe ha lavorato
un’intera giornata, sarà bene lasciar loro un
giorno di riposo per liberarsi dell’umidità.
Le scarpe vogliono stare appoggiate sulla suola, quindi non
in scatole che le costringano a stare riverse su un lato,
come balene morte. Sempre, anche per brevi periodi, va sistemato
un tendiscarpa di adeguata misura. Di plastica o di legno?
Non fa molta differenza, purché abbia un’azione
ben distribuita. Una scarpa in buona salute, cioè ben
nata e ben nutrita, non teme l’acqua più di quanto
debba temerla un pinguino. Le conseguenze peggiori non sono
dovute all’acqua in se stessa, ma ad una carente manutenzione
o ai comportamenti successivi: subito una forma e molto riposo,
ma senza cercare di accelerare il processo di essiccamento
avvicinandole a fonti di calore, che provoca facilmente screpolature.
Le scarpe vanno calzate sempre con l’aiuto di un calzascarpe
e tolte dopo averle diligentemente slacciate.
Lucidatura
Una vera e propria arte, i cui dettagli tecnici non trasmettono
che una parte del sapere, al di là del quale vi è
una sensibilità che si acquisisce solo dopo lunga pratica.
Per ottenere effetti durevoli, tutte le operazioni sono condotte
con pezzuole. Per un pronto effetto, di breve durata, si usano
le spazzole. Innanzitutto va detto che c’è una
differenza sostanziale tra lucido e crema. Quest’ultima,
venduta in tubi o vasetti, contiene pochi solventi, è
a base grassa ed ha un forte potere colorante.
Il lucido è invece a base di cera carnauba e contiene
solventi volatili che richiedono che la confezione –
generalmente in
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metallo - sia tenuta ben chiusa. La crema nutre, ma non brilla
molto, perché non crea una patina che si possa “laccare”
come la cera. Si usa una volta ogni tanto, magari per ammorbidire
la pelle dopo che la scarpa si è bagnata in profondità
e seccando si è irrigidita.
La lustratura si effettua quindi con le cere o lucidi, che usati
frequentemente hanno insieme una funzione estetica e protettiva.
Per ottenere sfumature particolari, se ne possono usare contemporaneamente
di due o più colori. Parleremo qui di una lustratura
che possa durare alcuni mesi, riprendendola quotidianamente
solo con qualche colpo di spazzola o pezzuola. Pulitura
Ogni scarpa è sulla sua forma ed è allacciata
con lacci in buone condizioni. Anch’essi verranno lucidati,
per assumere le tonalità della scarpa. Si parte da una
pulizia di tacco, lissa e guardolo, rimuovendo con uno spazzolino
i detriti. Immediatamente dopo, con l’uso di una cera
neutra dalle proprietà detergenti ed una pezzuola, è
bene rimuovere da tutta la scarpa il lucido in eccesso delle
lustrature precedenti e dei ritocchi successivi.
Questa sgrassatura viene effettuata con prodotti diversi. Luciano
Barbera usa la marmellata delle susine del suo giardino, confezionata
dalla moglie. Dice che la loro naturale acidità ha un
potere detergente inimitabile e prepara le scarpe nel modo migliore.
Se chiedete un prodotto detergente, facilmente vi offriranno
qualche sapone da selleria o cremine miracolose. Esistono invece
delle cere bianche destinate a questo scopo. Chi avrà
pazienza, le troverà. Con una pezzuola ben tesa su indice
e medio, prelevare piccolissime quantità di prodotto
per poi bagnarla con un po’ d’acqua, che si terrà
a portata di mano.
Quando la scarpa non rilascia più colore, |
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ma prima penetrare nel pellame e poi creare la sottilissima
patina che verrà laccata nel finale. L’acqua ha
soprattutto una funzione di politura. Quando si lucida un pavimento,
la macchina ha spazzole rotanti che si muovono su un velo d’acqua
costantemente ripristinato. Il sistema è lo stesso e
anche l’effetto, se l’operazione è ben condotta.
Quando si sarà ben lavorata la parte anteriore, senza
togliere la forma si potrà massaggiare il cuoio con le
mani e far scomparire o ridurre pieghe e rughe. Col tempo e
l’uso potranno riformarsi, ma curandole ogni volta non
si aggraveranno. La ceratura termina quando, esplorate tutte
le zone, si sente la pezzuola scorrere docilmente su tutta la
scarpa e non la si vede raccogliere eccessi di lucido.
La Laccatura
A questo punto si passa alla laccatura finale, che può
giovarsi anche di tecniche molto fantasiose. Un sistema collaudatissimo
utilizza una pezzuola imbevuta in qualche goccia di vino. La
piccola percentuale di alcool basta a detergere al meglio la
superficie. Se le prime fasi sono state corrette, la pezzuola
sembrerà scorrere su un vetro. Il Club Swann, cui mi
onoro di appartenere, adopera nella riunione annuale lo champagne,
il cui vantaggio sta nella temperatura cui esso viene servito.
Il freddo solidifica la cera, serra i pori, distende la cera
come uno specchio ed in più disseta e rinfranca. Alcuni
calzolai usano invece un attrezzo grande poco più di
un pugno e facile da realizzare in casa, costituito da una spugna
su cui si tende una vecchia calza femminile di medio peso. Deve
la sua funzionalità all’estrema sottigliezza, regolarità
e pulizia delle fibre usate per le calze. La spugna all’interno
assorbe poi umidità e cere ancora in eccesso. Un segreto
di un’efficacia strabiliante. |