Indietro Corriere del Mezzogiorno, 27-02-02
Napoli tra il classico e l’"extravagante"
II viveur Giancarlo Maresca traccia il suo "who's who" tra sarti, caffè e babà
Non si può dire che a Napoli non sia un vero e proprio personaggio. Gira su una Rolls-Royce Silver Shadow apparte nuta al principe Vittorio Emanuele di Savoia, è Gran maestro dell’Ordine dei Guardiani delle nove porte e presidente del Parlamento intemazionale dei fumatori (memorabili le serate da lui organiz zate in onore dei sigari).
Giancarlo Maresca, nella vita avvoca to, è quel che si può definire il <bon vi vant> e ha tutti ititoli per tracciare un suo personale <who’s who> sull’eleganza partenopea. Detto fatto l’avvocato ha stilato un articolo per il numero di marzo di una rivista nazionale giunta al suo quinto numero: <Monsieur>. Sottotitolo: la rivista dell’uomo extravagante. Quello di Maresca è un vero e proprio viaggio nelle <officine della raffinatezza partenopea>. Peccato
solo per l'abusato titolo, "Loro di Napoli" di "Gargiuliana" memoria. Nell'articolo vengono elencati sapientemente i maestri dell'eleganza a Napoli, dai presidenti dei circolii piu esclusivi ai sarti, dai pasticcieri ai barbieri, fino agli artisti-artigiani. Tutti rigorosamente uomini, visto che Ia rivista ad essi si rivolge. ,Ma chi sono questi "eletti"? Facile. Partiamo proprio dai presidenti dei circoli. "Un posto a! sole" è quello di Pippo Dalla Vecchia, presidente del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, recentemente festeggiato per il "Collared’oro" e ispiratore dell’avventura di "Mascalzone Latino", la barca di Vincenzo Onorato, in Coppa America. Citato anche il presidente del Circolo del Remo e della Vela Italia, il marchese avvocato Guido Imperiali di Francavilla in
compagnia del più illustre iscritto del momento, Francesco De Angelis. Poi è II turno dei sarti-stilisti piü noti, da Maurizio Marinella, ritratto da Fredi Marcarini a piedi nudi sulla spiaggia, e di Mariano Rubinacci, con Vincenzo Attolini, Antonio Panico e Toni Rossi. Fino a Gennaro Solito e ai ca
miciai Francesco Merolla e Gabriella De L’Ero. Non potevano mancare il mastro ombrellaio Mario Talarico, noto per i suoi ombrelli in seta cuciti a mano e garantiti a vita, il barbiere-filosofo Gianni Cirillo e i maghi dei pastori, Lello, Sal vatore ed Emanuele Scuotto e ai maestri dell’arte sacra, Antonio e Rosario Lebro.
Un seguito ai babà del pasticcier Gennaro Lipardi (con l’aiutante
Antonio Esposito) per Maresca è il caffè dei Passalacqua bevuto al Bar Mexico, (o alla Caffettiera), non prima però di essersi accostati ad alcuni ristoranti cittadini. I migliori, secondo il Gran maestro dell’eleganza, sono De Matteo ai Tribunali (ci tato ii pizzaiolo di Clinton, Paolo Mancini), Ia Stanza del gusto al vicoletto Sant’Arpino, gestito dal gastronomo e
"affinatore" di formaggi , Mario Avallone, e last but not least la Terrazza, il ristorante del Grand Hotel Excelsior sul lungomare. Li, oltre allo chef Davide Oldani , che compone Ia carta è citato (e fotografato ben due volte, sempre da Marcarini) il direttore del lussuoso albergo, Vincenzo Pagano, un esempio di cosmopolitismo comugato alla famliarità.

a cura di VANNI FONDI
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