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Merolla & De L’Ero. Sono venuti entrambi, Gabriella De L’Ero e Francesco Merolla. Da poco hanno rinnovato i locali di via Calabritto, ma sempre in quel loro stile alieno da eccessi patinati, dal rapporto anonimo, dalla prevalenza del profitto immediato sulla soddisfazione di essere ricordati a lungo. Che bella figura facciamo noi napoletani, quando sono questi i nostri ambasciatori! Il pubblico indugia, chiacchiera, approfondisce, chiede più di quanto avrebbe pensato di poter fare. Pochi selezionati tessuti, una scelta di bottoni e qualche campione di colletto. Tutta una grande camiceria su un banco di due metri quadrati. E il resto è intuizione, attenzione, sicurezza.
Solito. Il maestro Gennaro Solito è una vera star della sartoria partenopea, anche se per nulla incline a recitare il ruolo del primo attore. Semplice e sciolto, come il taglio dei suoi abiti, nonostante la naturale modestia è perfettamente a suo agio anche qui a Grado. Ha portato una giacca già completa, per poter esprimere nei fatti quello che sarebbe stato difficile dire a parole. Mentre la fa indossare ai nuovi clienti, li osserva con lo sguardo sornione di un gatto. Quando Roberto Marin, sindaco di Grado, si appresta a calzarla, gli dice: “Signor Sindaco, con questa sarà un’altra persona”. Di quello che è successo dopo fornisco la versione abbreviata, purgata degli aggettivi: aveva ragione.
La cena delle fiabe. Alle 20 il trio napoletano ripone le armi e rimanda la battaglia al giorno successivo. Ora c’è voglia di festeggiare, per una vittoria che è stata di tutti. Francesco Ferro, prefetto cavalleresco della regione, ci attende a bordo di una grande barca bianca. Gli altri Soci e gli ospiti giungono alla spicciolata, attraversando il porto già immerso nel silenzio. Si va a Mota Safon, un’isolotto dove il Comune ha ricostruito un casone e l’ha affidato ai Graisani de Palù (Gradesi di laguna), associazione che si interessa in modo veramente lodevole della cultura popolare locale. Roberto Marin mi spiega come Grado sia speciale in tante cose. Ha la gestione in proprio delle spiagge, grazie ad un editto di Mariateresa mai revocato sia dal regno che dalla Repubblica.
Ed è l’unico comune proprietario delle sue acque, che si estendono per molte decine di chilometri quadrati. La traversata durerà almeno un’ora e si è reso necessario predisporre generi di conforto.
Per lo champagne, indispensabile, i Cavalieri non si interessano molto alle temperature consigliate dai sommelier. |
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Lo amano gelato. Le calve teste argentate del Billecart-Salmon spuntano numerose dal ghiaccio, cadendo ad una ad una sotto i colpi di Luca Seculin, gran conoscitore di vini e virtuoso sciabolatore, capace di far saltare capo e collo ad una magnum con il tocco di un semplice cucchiaino da mixing glass. Il Grado, a questo punto, si fa piuttosto alcolico. Occorre correre ai ripari e sulle tartine imburrate grandinano alici sott’olio di impareggiabile sapore e consistenza. La barca avanza lentamente, lungo il percorso disegnato dalle briccole e illuminato dalla luna. Giunti a Mota Safon, il fiabesco ha definitivamente il sopravvento. Al posto del bosco vi è acqua a perdita d’occhio, ma la casa è proprio quella dei sette nani. Nella realtà fu di Pasolini e alcune foto sue e della Callas ricordano che lì venne girato Medea. Il pescaggio della barca non permette di approdare direttamente e così una piccola lancia trasborda i convitati in piccoli gruppi. Marinella e Solito scendono inzuppati, ma donna Renata di Bert provvede a soccorrerli con premura. Sarà lei a servire gli aperitivi e infine si renderà indimenticabile offrendo, come viatico, il sorprendente Santonego. Un cordiale asciutto, asprigno, singolarmente rustico, che ha riportato alla luce utilizzando una ricetta di famiglia. Intanto, sebbene alla spicciolata, siamo sbarcati tutti. Anche Enrico Bertossi, superassessore regionale con deleghe al Turismo, Industria e Commercio. Socio dell’Ordine da molti anni, promotore di iniziative eccezionali come il concerto di Bruce Springsteen a Villa Manin, è un personaggio la cui capacità e simpatia incarnano perfettamente questa terra ricca di personalità. Dietro un gran buffet di mare, apparecchiato all’aperto, ci attende Silvano Bigari Dovier, Grande Astatore del mercato del pesce di Grado. Lui, che con un solo sguardo fissa il prezzo di partenza nell’incanto ittico più importante dell’Adriatico e più pittoresco d’Europa, ci ha portato il branzino e provvede personalmente ad aprire i dondoli, i tartufi di mare. Un onore inaspettato. Dentro, la cena predisposta da Allan Tarlao della Tavernetta all’Androna, viene servita su due tavole illuminate da monumentali candelieri. I trenta convitati, trascinati lontano dalle consuetudini, disorientati da un’atmosfera che oscilla continuamente tra il solenne e il goliardico, finiranno per risvegliarsi da questo sogno quando le due del mattino sono già suonate. Il saluto è uguale per tutti, semplice e chiaro: arrivederci. |
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IL CASONE APPARTENUTO A PIER PAOLO PASOLINI A MOTA SAFON (IN ALTO A SINISTRA), TRASFORMATO
NELLO SFONDO PER UNA FOTO DI GRUPPO DEI PARTECIPANTI ALLA CENA DI GALA. A DESTRA, I MAESTRI
DELL'ARTIGIANATO TESSILE PARTENEOPEO FANNO ONORE ALLA GOLOSA OSPITALITA' DEI GRADESI.. |
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