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ELEGANZA II meglio partenopeo
scelto da Maurizio Marinella (sotto)
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VERACITA ’ Guida di Marinella
e Maresca
Ecco
dove Napoli è ‘nu babbà
Gli ombrelli di Talarico,
il caffè di Mexico le camicie di Merolla & De L’Ero, la barba in via
Crispi. Pizza da Di Matteo
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A vederla
con gli occhi di oggi forse
l’eredità piu
tangibile che i Borboni hanno lasciato ai napoletani è quella
di un gusto estetico decisamente aristocratico, che li spinge alla ricerca
dell’eccellenza in tutti i sensi: la qualità del cibo, la raffinatezza
degli oggetti di cui si circondano, la maniacale cura del dettaglio degli
abiti che indossano. Non e un caso che l’eleganza maschile inglese, un
tempo così up to date,
sia stata d'apprima affiancata e in molti casi superata dalla scuola
napoletana, e questo è solo l'esempio più eclatante delle
incredibili capacità artigianali locali. Per raccogliere
e preservare, quindi, tutta l’esperienza pratica, unita alla teoria della
cultura artigianale partenopea, due personaggi in statale del Regno delle
due Sicilie si sono messì d’accordo per rinfocolare e ravvivare
quelle antiche gustose abitudini di casa. Innanzitutto Maurizio Marinella,
discendente della prestigiosa casa omonima, il minuscolo negozio a piazza
Vittoria 287 dove i grandi del mondo si riforniscono di cravatte fatte
su misura e altre meraviglie.
Nonché Giancarlo Maresca, Gran Maestro del Cavalleresco Ordine dei Guardiani
delle Nove Porte che egli stesso ama definire un cenacolo di esteti, un
sodalizio esclusivo fondato sulla comune pratica del "Buon Gusto"
e del "Gusto del Buono". Basandosi quindi unanimamente sul dictat
che l’artigianato, per essere grande, si deve giovare di tre cose fondamentali
tradizione, passione e un bacino di utenza
esigente ed estremamente competente - i due hanno
stilato una lista di artigiani d’eccellenza che devono rispondere a queste
precise caratteristiche.
L’elenco comincia con il piccolo e modesto negozio-laboratorio
di Mario Talarico, maestro ombrellaio di vico Due Porte 4 a Toledo, un’autorità
assoluta in materia. Erede di tre generazioni di ombrelli, da piccolo
dormiva già nel cassetto del bancone sopra i tessuti. Oggi a poco più
di settant’anni lavora ancora sul banchetto del bisnonno, oggetto di culto,
con l’aiuto della sua famiglia. I suoi ombrelli sono i migliori in senso
assoluto: manici selezionati nei legni più rari (ginestra, frassino, malacca,
betulla, limone e cosi via), tessuti di alta qualità, assemblaggio e
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cuciture puntigliosamente fatte a mano, dettagli in corno
e una garanzia di assistenza a vita. Dagli ombrelli al sarto il salto
è breve. Gennaro Solito, in via Toledo 256, secondo gli esperti interpreta
una linea napoletana attuale, morbida e sobria. "Stile superbo e
riconoscibile, ma senza eccessi - dice Maresca- e se i
suoi abiti parlano, i suoi cappotti impongono il silenzio". Stesso
concetto anche per Meroila & De L’Ero, camiceria artigiana di via
Calabritto 20 (a due passi da Marinella). Anche qui lo stile è
quello della
tradizione napoletana, cioè rilassato e rigoroso al tempo
stesso. A volte si riesce a
ottenere da loro la camicia su misura in giornata.
Sul capitolo gioielli e orologi a Napoli bisogna fare un
diiscorso a parte perché le variazioni sono di livello altissimo. Caso,
gioielleria antiquaria in piazza Domenico
Maggiore 16, da decenni
rintraccia gioielli d’epoca in
corallo, pietre e perle di gusto straordinario. Knight di
piazza dei Martiri 52, gioielliere da
cinque generazioni, ha pezzi di incredibile valore, specialmente
d’argenteria inglese come il
bicchiere epoca di Elisabetta l o
il tankard del tempi di Carlo II. I Ventrella al numero 11 di via
Carlo Poerio, invece, i gioielli li disegnano in proprio.
La loro
ultima collezione ha come tema i labirinti ed è stata esposta
quest'anno al Museo Acheologico Nazionale. Poi c’è Trucchi, piccola e non
abbastanza conosciuta orologeria di piazza Trieste e Trento
49, che insieme alle migliori marche, produce e vende orologi splendidi
con la propria firma. Anche le maioliche e i marmi intarsiati hanno una
storia e un artigianato di pregio. Le prime, magnifiche riedizioni delle
antiche riggiole napoletane, si trovano da Giallo di Napoli in via Carlo
Poerio 114, mentre le lastre di marmo lavorate a mano sono in vendita
da "mastro" Russo in via Bisignano 51. E poi non si può
evitare un salto dalla Barberia in via Crispi 13, dove si respira il clima
dei vecchi saloni da barbiere e tutto è incentrato, come solo a Napoli
può succedere, sul benessere e sul
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relax oltre che sul classico taglio di barba e capelli.
Infine, finalmente, arniviamo alla pizza: ricetta che, grazie
all’incredlbile estro locale, da piatto miserabile si è trasformato in
un capolavoro conosciuto in tutto il mondo. Secondo la pregiata lista,
chi batte tutti in casa è la pizzeria Di Matteo in via dei Tribunali
94. Un locale molto semplice, affollato e rumoroso, nella tradizione di
Spaccanapoli, il centro storico d’epoca greco-romana (dove ci sono, tra
l’altro, anche gli artigiani del presepe più famosi, come i fratelli
Scuotto della Scarabattola, al 50 della stessa via), la pizza però
è sublime:
"quella vera napoletana, sottile e morbida come piaceva
al presidente De Nicola, che la mangiava arrotolata nella cartusciella",
rievoca Gaetano Afeltra, giornalista partenopeo. Qui è iI caso di ordinarla
nella versione a ruota, la più grande. Poi, se c’è ancora un po’
di spazio nello stomaco, si possono gustare le fritture
tradizionali cioè pizze fritte, ciurilli, zeppole, panzerotti e melanzane.
E per dessert? Il babà di Augustus, naturalmente, in via Toledo 147, l’emblema
della pasticceria classica napoletana dove il babà è giudicato
sommo perché "cresciuto" tradizionalmente col lievito di birra.
Qui nel periodo pasquale vengono preparate e spedite in tutto il mondo
le pastiere più buone e a Natale si fanno, secondo le antiche ricette,
paste reali, sapienze, susamielli, mustacciuoli, roccocò. Aquesto punto
ci vuole un buon caffè da Mexico, una catena di bar in piazza Garibaldi
71, piazza Dante 86 e via Scarlatti 69, dove le miscele hanno alle spalle
la passione, la cura e la ricerca delle materie prime della torrefazione
Passalacqua. Indimenticabile il frappé al caffè della casa. Ultima
preziosa segnalazione è Il Parteno, via Partenope 1, un piccolo hotel
"bed & breakfast" nato da poco, che affaccia sul lungomare
più bello e cantato del mondo.
Paola Valerla Jovinelli
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