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Per vezzo o per necessità...

Da Peppino de Filippo in Totò e le donne (1952) a Giovanni Agnelli, indiscusso arbitro d'eleganza per la sua capacità di rompere le regole dello stile e riformarle a sua imma gine e somiglianza. L'abitudine di portare l'orologio sul polsino non stupisce più. Ma continua a dividere gli uomini in due partiti: i fautori (per vezzo o per necessità) e i detrattori. "Nel mio caso sono costretto, dato che non sopporto alcunchè sulla pelle", spiega Luciano Barbera, 62 anni, amministratore delegato del lanificio Carlo Barbera, presidente e stilista della Luciano Barbera, più volte nominato da Robb Report, bibbia americana del lusso e dello stile, uomo più elegante dell'anno. "Così, d'inverno indosso camicie su misura con il polsino molto stretto, in modo che l'orologio non scivoli, mentre d'estate prefe-

UNA QUESTIONE ESTETICA. O IL DESIDERIO DI NON ROVINARE CAMICIE E GIACCHE. IN OGNI CASO, L'OROLOGIO SUL POLSINO E' UN SEGNO DI STILE

Luciano Barbera,62 anni, stilista e imprenditore tessile:porta l'orologio sul polsino perchè non tollera il metallo sulla pelle.

 
 

risco tenerlo direttamente nel taschino dei pantaloni".Diversa la scelta di Giancarlo Maresca, 44 anni, avvocato napoletano, cultore di un'eleganza antica e virile.