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I "Nodi
d'amore" di Marinella
L'uomo extravagante. La definizione, che indica il soggetto ideale
della rivista di costume e
pensiero maschile monsieur, si adatta perfettamente
ai canoni a cui si ispira il Cavalleresco Ordine del Guardiani delle
Nove Porte, promotore di un'intigrante incontro nel salone degli affreschi
di Maurizio Marinella artefice di molti momenti moda, stavolta il
gentilissimo imprenditore napoletano celebra - a porte aperte con
i più quotati rappresentanti del gusto e dell'eleganza - un'importante
ricorrenza di famiglia. I novant'anni di attività della premiata
ditta "Marinella" portano subito alla mente il ricordo del
padre di Maurizio, il cavalier Eugenlo, distinto gentiluomo che riceveva
le signore che entravano nell'atelier con un perfetto baciamano e
con quell’affabilità che non denota affettazione ma nobiltà
istintiva d’animo e genuina cortesia: la sua figura è
rimasta indelebile nella mente di chi l'ha conosciuto e aprezzato
per la capacità professionale e le qualità umane che
ha saputo trasmettere al figlio e che hanno reso il suo negozio un
punto di riferimento, davanti al quale si fa pazientemente la fila
nei momenti più caotici dell’anno.
Pogonotomia dunque ovvero l'arte di radersi da soil, ma ancor meglio
dal barbiere di fiducia: e chi, se non Gianni Cirillo titolare de
”La Barberia” a via Crispi, poteva raffigurare il mitico
"Figaro" pronto ad accogliere confessloni e segreti, curando
in contemporanea l'animo e l'aspetto dei clienti? Ritratto nelle foto
d’epocadi Enzo Treppiccione autore di un simpatico libricino
“Quando il barbiere diventa un pezzo di storia della città”,
Cirillo ha infuso nelle pagine la sua filosofia di vita, che l'ha
condotto ad amare sin da bambino un mestiere che richiede - oltre
alle indubbie abilità pratiche anche una notevole predisposizione
verso gli altri e un’apertura ai problemi della psiche e alle
dicotomie del vivere moderno: amico e confidente perciò il
barbiere sa accogliere le persone, mettendole a proprio agio, mentre
scandaglia con occhio acuto anche i risvolti più nascosti dello
spirito, grazie a una frase, un gesto, un momento rivelatore a cui
i clienti si lasciano andare, fra le mura protette del suo accorsato
atelier.
E, in un pomeriggio dedicato alla vanità maschile, non può
mancare il camiciaio - emblema di un vestire su misura che ha portato
Napoli al top dell'eleganza mondiale per l’uomo che non accetta
di confondersi con la massa che compra le confezioni ma esige di scegliere
e di curare la propria immagine in ogni aspetto; Francesco Merolla
e Gabriella del’Ero rappresentano col loro laboratorio artigianale
"Merolla & del'Ero" a Palazzo Calabritto, lo stile insostituibile
che si avvale della cura dei particolari dalla grande qualità
dei materiali alle rifiniture perfette, dal colli personalizzati costruiti
in base alle caratteristiche fisiche del cliente ai bottoni di madreperla
cuciti con ago e filo, dall'esecuzione rigorosamente a mano ai dettagli
vincenti di orli, asole, fazzolettini antistrappo ai margini delle
cuciture.
La rafflnatezza partenopea come scuola di vita ed espressione di un
modello che non vuole uniformarsi alla logica della globalizzazione
e dell’appiattimento generale ne è ulteriore .prova,
"Cinquantadue nodi d'amore”, il volume fotografico che
Maurizio Marinella ha voluto realizzare, per documentare il codice
non verbale dell'abbigliamento che viene dedicato alla cravatta, simbolo
stesso del vestire maschile, vista attraverso le interpretazioni personali
di 52 illustri personaggi ritratti dal maestro Fredi Marcarini senza
compiacimenti estetizzanti né didascalie sovrabbondanti. Il
ricavato della vendita di quest'elegante album in bianco e nero ha
l’obiettivo umanitario di sostenere la ricerca e la cura di
una grave malattia infantile, effettuata in un ospedale pugliese "Giovanni
XXIII" di Bari cosi, la vanità effimera del vestire viene
riscattata dall'intento solidale e il volume rivela con la sua silenziosa
sfilata di volti noti un lato pensoso, un tocco drammatico, uno sguardo
non superficiale che scruta la personalità dei soggetti fotografati
al di là del loro modo di annodare, concepire, indossare la
cravatta.
Mentre si osserva il lavoro di Gianni Cirillo, all'opera col rasoio
a mano libera, di Francesco Merolla con i colli da strutturare, di
Giancarlo Maresca con l’obiettivo, si conversa, si sorseggiano
i vini delle cantine Farro proposti da Michele Farro e si assaggiano
le specialità della Caffettiera di piazza dei Martiri nonchè
la torta magistrale di Augustus - spruzzata di rhum aromatico Damoiseaux
punto 60,4 - la cui ricetta è tuttora segreta: Maurizio Marinella
mostra i richiestissimi costumi Sobaya in fantasie tropicali e illustra
caratteristiche della sua ultima creazione femminile, le borse "Only
for Naples" in morbidissima nappa turchese, gialla, panna e rosa,
spiegando che i futuri incontri avverranno in un’altra ala dello
stabile di cui sta ultimando la ristrutturazione. Fra gli intervenuti,
il presidente del Cavalleresco Ordine dei Guardiani delle Nove Porte
Giancarlo Maresca, il presidente dello Yachting Club di Capri Massimo
Massaccesi, Luisa e Diego Cirillo, il direttore dei Grand Hotel Vesuvio
Enzo Pagano, Carlo Guardascione e Barbara Magistreili, Massimo Lucidi,
Nicola Scotti Galletta, Marco Del Gaizo, Nathalle Peynet, i sarti
napoletani Antonio e Gennaro Solito e Gianni Marigliano, Salvatore
e Antonio Ambrosi, Sabina De Virgiliis, Raffaella Cozzelia, Claudio
Lamberti, Tito Ailegretti, Luigi Capurro, Michele Tamburo, Giancarlo
Ragusa, Antonio Rossi. |