TUTTI QUEI SEGRETI
NASCOSTI NELLO SCRIGNO
Palazzo Ruspoli di Roma ha ospitato Scrigno, la rassegna di alto artigianato che per la sua seconda edizione
ha scelto di svelare il mondo del lusso. Auto, gioielli, accessori in pelle, ecco gli esclusivi protagonisti.


[ DI GIANCARLO MARESCA ]
Luigi Michielon è cortese, distinto, misurato nel linguaggio, corretto nell’abbigliamento, alieno da quella vis competitiva che costringe l’interlocutore ad una faticosa vigilanza. Quello che si dice una persona ben educata. Rare, forse, ma è anche vero che ne bastano poche. Ciascuno ne ricorda un buon numero, praticamente tutte quelle che ha incontrato, per il semplice fatto che il solo conoscerle ci fa sentire migliori. Dimenticarle non significherebbe perdere qualcosa di estraneo, quanto una parte di noi. Poiché l’educazione è costanza, madre di molte qualità, a quelle dell’ottimo Michielon possiamo aggiungere la tenacia e il coraggio. Trascuravo la fantasia, ma questa è una dote che non si acquista, piuttosto si conserva.   Quest’anno toccava al secondo, affrontato da un panel internazionale tra cui spiccavano Anton Moonen, scrittore olandese residente a Parigi di cui Castelvecchi ha da poco tradotto e distribuito in Italia un paio di titoli sullo snobismo; Eric Aliamus, ex dirigente sia del gruppo Hermes che LVMH ed ora patron del geniale portico virtuale di artigianato www.private-avenue.com; Celso Fadelli di Herbarium e Carthusia, Luca Gargano della Velier; Fran Botré; Salvatore Parisi. Tre ore di dibattito non sono bastate a trovare la formula del Lusso ed anzi si è scoperto che esso può nascere, evolversi, estinguersi, sicché bisogna vederlo in termini parzialmente relativi. Contrariamente a quanto appaia dalla diffusa locuzione di “oggetto di lusso”, il
Bene, tracciato un profilo dell’autore, sarà più facile descriverne l’opera. Luigi Michielon è infatti l’anima di Scrigno, rassegna romana di alto artigianato la cui leggerezza e originalità non avrei saputo descrivere senza andare alle loro origini.
Ma se Michielon è il motore, Carlo D’Amelio è telaio, strategia di gara e soprattutto gomme, sempre ben aderenti al suolo. Questa la squadra della Rodin Grandi Eventi, società che in autunno ha curato la grande mostra Collezionismo Internazionale a Palazzo Venezia ed a metà Marzo ha riproposto, sempre a Roma, la seconda edizione di Scrigno. L’evento si tiene nel centralissimo Palazzo Ruspoli, con scopi e metodi che il suo stesso nome descrive in maniera non perfettibile.
Trattandosi di uno spaccato inevitabilmente mutevole e temporaneo, lo scintillio di tanta meraviglia è quello che si presenta a chi Non si tratta solo dei gelidi “operatori del settore”, ma di appassionati del bello che vengono a vedere, a imparare, a comprare, o ancor meglio ad ordinare, visto che questa è la patria del su-misura. In ossequio al ruolo culturale e non solo commerciale dell’appuntamento, già dall’anno scorso Scrigno sta fisicamente ospitando un ciclo triennale di convegni che il Cavalleresco Ordine dedica nell’ordine a tre argomenti strettamente collegati, o che almeno sono stati tali: Qualità, Lusso e Prezzo.
  lusso non è tutto nelle cose, ma anche nella capacità di cogliere certe sfumature, nello stato soggettivo, nel contesto. E’ creazione, almeno quanto distruzione. E’ fruizione senza mezzi termini, ma anche spreco senza sensi di colpa. Prima di recarmi alla conferenza, che si teneva nelle scuderie dello stesso Palazzo Ruspoli, ho condotto una visita alla rassegna ed ora ne riporto qualche impressione. Mi scuso con quanti non citerò e coi tanti che, avendo visto le stesse cose, saranno stati colpiti da ben altre.
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