DAL CULTO DEL SIGARO AL BACIAMANO Roma, 10 aprile 2011 - Adnkronos |
Anche in tempi di crisi, i Cavalieri delle Nove Porte difendono la loro scelta. E rilanciano la dignità del piacere e dell’estetica per una più profonda consapevolezza del vivere. Possono sembrare dei dandy, ma loro si sentono più degli accademici guerrieri, o per lo meno agguerriti. A guidarli è Giancarlo Maresca, Gran Maestro del Cavalleresco Ordine dei Guardiani delle Nove Porte e presidente delParlamento Internazionale dei Fumatori, nella vita avvocato. “Agli inizi del 2012 - spiega all'ADNKRONOS Maresca - organizzeremo un corso di galanteria che durerà due anni. “Le nove porte sono accessi privilegiati da cui si accede alla comprensione dell’armonia e quindi al senso universale del gusto, rimarca Maresca. Tra esse sottolineiamo il ruolo dell’abbigliamento come arte e della cucina tradizionale come cultura. Ilcompito del Cavaliere è elevare la propria esistenza, ma non una volta tanto come vezzo, bensì ogni giorno come missione. Così il sogno di una vita intera non si svilisce, come accade per i comuni mortali, in una vincita al Superenalotto o in una bella serata con qualche velina”.E dalla terra di Giordano Bruno, che invitava ad amare tutte le 'minuzzarie', le piccole cose che danno piacere, il Gran Maestro spiega che “a vivere si impara, il che richiede una certa disciplina. Il segreto non è A chi li definisce Epicurei, Maresca replica: ''Vivaddio! Il piacere che non danneggia il prossimo, se liberato dai sensi di colpa indotti dalla società postclassica è un'elevazione, che si raggiunge attraverso la conoscenza. La differenza tra il piacere e il puro appagamento degli appetiti è che il primo resta nell’ambito del buon senso in quanto la conoscenza e la disciplina morale consentono di leggere e rispettare i limiti. Il secondo porta rapidamente al vizio, se non alla perversione. La dignità è il primo lusso, perché l’indigenza può esigere che la si baratti con generi di prima necessità. Il primo compito sociale del sovrano dovrebbe essere quello di tenere i cittadini affrancati da questa condizione, ma non abbiamo ricette per questo. Non ci interessiamo di politica''. Il suo nome misterioso non tragga in inganno. Il Cavalleresco Ordine – precisa - non è una società esoterica come la massoneria. Non è nemmeno un ordine in senso proprio, che conferisca titoli o onorificenze. Noi diamo l’occasione di trovare un ubi consistam, un posto dove so chi sono. L'uomo è radicalmente diverso dalla donna e non ha nulla da guadagnare nell’assumere atteggiamenti effeminati. Il messaggio è chiaro: “Vogliamo custodire il tesoro dello stile contro la volgarità dell’approssimazione. I politici - sottolinea Maresca – sembrano pensare che più pongono divieti e obblighi e meglio, i cittadini si sentono guidati. Per quanto riguarda il nostro Paese, suggerirei a tutti di non prendere così alla leggera i divieti, nemmeno quelli più piccoli. E soprattutto stiamo attenti al patrimonio gastronomico: è da lì, da queste avventure della differenza che sono i piatti delle cucine regionali, che inizia il sentiero di inesorabilmente ci porta ad avere un gusto meglio sviluppato di altri popoli. E questo è un potere. Il grande esercito dell'Italia, quello che ha conquistato il mondo, non è quello degli stilisti. E’ l’immensa legione delle specialità gastronomiche. Il resto viene dopo, perché se le persone vengono in Italia per l'arte, di certo tornano per la pastasciutta”. E a chi gli chiede un aforisma per il percorso dello stile, il Gran Maestro replica rifacendosi alla Bibbia: “Ciascuno viva all’ombra della sua vite e del suo fico”. Gkd/Opr/Adnkronos |