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TAPPA FRIULANA
PER L'ORDINE DELLE 9 PORTE
I Cavalieri del Buon vivere da tutta Italia si sono dati appuntamento
a Mortegliano
Niente
spade lucenti, robuste armature o nobili duelli. E’ l‘art
de vivre che muove i cavalieri del terzo millennio. Almeno quelli
dell’Ordine delle nove porte, quotidianamente alla ricerca
del buon gusto in tutti i campi. Gentiluomini impegnati a raggiungere,
da qui il nome che si sono dati, nove porte, nuove mete: della gola,
delI’abbigliamento, del fumo dell’azione, motori e agomsmo,
del gioco, della tauromachia, delle donne, infine, dei piaceri ignorati.
Un universo tutto maschile che evoca un’aria di d’annunziana
memoria, Un cavalleresco ordine che ha molto il sapore del club
britannico. Una regola su tutte: soltanto uomini. <<Un’esclusione
- sottolineano i paladini del meglio della vita - che è a
tutti gli effetti valorizzazione del gentil sesso, in un connubio
di ammirazione e di rispetto delle differenze>. Organizzati in
tutta Italia in 7 prefetture regionali, quella dei Friuli e del
Veneto, con un’appendice in Slovenia, si è creata lo
scorso anno. <<Ma l’Ordine - Spiega il prefetto friulano
Francesco Ferro - nasce nel 1997 a Napoli, fondato dall’avvocato
Giancarlo Maresca, nostro gran maestro>>. Tra le schiere
dei cavalieri ci sono professionisti affermati e politici. Che non
amano far di quest'appartenenza un fattp pubblico, <<trattandosi
- afferma Ferro - di una condizione del proprio intimo e della propria
vita privata>. Per entrare nel l’Ordine i soldi non contano.
<<L’associazione - assicurano i prefetti - è
aperta a persone di tutti i ceti sociali. Tra noi ci sono anche,
a esempio, un tabaccaio, un albergatore e un pizzaiolo>, nel
senso di proprietario di una pizzeria. Alcuni giorni fa, in una
cena esclusiva, una trentina di cavalieri da tutta Italia si sono
dati appuntamento a Mortegliano. <<Una regione il Friuli Venezia
Giulia - dicono ltalo Borrello e Sante Speranza, prefetti di Roma
e Bologna - che è patria del vino. Ma che è, soprattutto,
una regione molto civile, il cui giusto aggettivo e “educata”.
E di questo, oggi, c’è tanto bisogno>>. Con un
menu che parlava del territorio, nientemeno che Ivan Uanetto della
trattoria da Nando ha affascinato i Cavalieri, offrendo ai nobili
palati alcuni tra i più tipici prodotti del Friuli: dall’oca
al Montasio,
dal prosciutto al “radìc di mont”, dai “cjalcions”
alla “polente cuinciade” rigorosamente a base di <blave
di Mortean”. Il tutto annaffiato con vini Doc e grappa stravecchia.
Troneggiante sullo sfondo della sala, l’aquila in campo azzurro
di bertrandiana tradizione. . A decorare la lunga tavola, tre grandi
candelabri argentei a cinque bracci, corolle di rose rosse in calici
con ghiaccio e quattro secchi decorati in rame per l’acqua
della tradizione friulana. Questo lo scenario che ha ospitato a
Mortegliano le conversazioni dei Cavalieri delle noveporte, che
amano occuparsi <<Con estrema serietà - come dice il
prefetto Speranza - delle cose superflue della vita>>. E che
hanno anche delle figure cui ispirarsi: Vittonio De Sica, il Gattopardo,
Edoardo VIII, James Bond e l’inimitabile pnncipe de Curtis,
il Totò del <<signori si nasce, e io lo nacqui>.
Silvia Pusiol
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