Ai Visitatori

  Nobili Signori che giungete al nostro castello,
sotto queste torri troverete angoli di quiete, portici ombrosi, ma anche il clangore di scudi e di spade. Non ci sono ignoti l'ozio e la bellezza, ma sempre privilegiamo la disciplina dell'acciaio. Se nostro oggetto di studio è il Piacere, la nostra legge è la Dignità. La difesa di ideali come questi richiede un addestramento continuo, e la rinuncia ai facili consensi. Questo castello, questa nostra rocca che sorge tra le vette, è aliena da ogni vile commercio. Chi ha occhi acuti non vede solo ciò che c'è, ma anche quello che manca. Ebbene, non troverete qui collegamenti che non siano giustificati dallo spirito stesso che ci anima. Il dovere ed il piacere dell'ospi-talità ci rendono gradita ogni visita, ma nell'ospite vediamo un pellegrino, non un cliente.
Normalmente, in rete non si producono che testi di poche righe. Noi, che ci rivolgiamo a chi ha tempo per sé stesso, non abbiamo di questi problemi. Facciamo quindi pieno affidamento sulla Vostra pazienza per chiarire meglio gli scopi, i metodi e la storia del nostro particolarissimo sodalizio. Gli atti riportati in calce rivelano il nostro segreto, che è nel considerare normale ciò che per molti è eccezionale, nel consumare ciò che per altri è eterno. In questo senso, il nostro motto è illuminante.
Prima che Vi accingiate alla lettura, è doveroso fornirVi un'importante istruzione per l'uso. Onde non contribuire a quell'opera di sdrammatizzazione, che di scalino in scalino ci ha fatto discendere alla più piatta banalità, abbiamo rinunciato nella seguente prolusione all'uso dell'indispensabile condimento dell'ironia. Ne poniamo il prezioso flacone qui sulla tavola, perché possiate essere Voi stessi ad aggiungene a piacimento. In fondo, il nostro stile ed il nostro segreto è nel fare del Piacere una cosa seria e viceversa. Ciò significa che, non appena il gioco si sia fatto importante, occorre nuovamente ridimensionarlo e così via.

Nessuna cosa compare all'improvviso,
nemmeno l'uva, nemmeno i fichi.
Se ora mi dici:"Voglio un fico", ti rispondo:
"Ci vuole tempo. Lascia innanzitutto che vengano i fiori,
poi che si sviluppino i frutti e, poi, che maturino".


Epitteto (ca. 50 - ca. 125 d.C.) - Dissertazioni, I, 15, 7


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Atti