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Taccuino
di viaggio |
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Le Lavagne delle varie Porte sono destinate ad
accogliere contributi speculativi, ovvero domande che li sollecitino.
Questi Taccuini sono invece a disposizione di chi voglia
illustrare con testi ed immagini le conoscenze e le conclusioni
cui sia pervenuto non solo mediante il pensiero e la lettura, ma
attraverso l'azione ed il contatto diretto. Il Cavalleresco Ordine
rispetta in tal modo la propria duplice natura, insieme filosofica
e guerriera. In tutte le Porte viene offerto questo spazio, in cui
chiunque potrà intervenire direttamente seguendo le istruzioni
in calce.
Una visita ad un museo, la partecipazione ad un evento
o ad un convegno, un viaggio, un incontro od un'avventura che Vi
abbiano rivelato una verità utile alla comprensione ed alla
difesa (o attacco) di una delle nostre Porte potranno essere lo
spunto per commentare qui il vostro punto di vista, arricchito da
una foto presa "sul campo". La Vostra esperienza
ed il Vostro punto di vista sono sovrani e comunque benvenuti, anche
come commento a testi ed immagini già pubblicati nel Taccuino.
Intendiamo rispettare ogni contenuto, favorevole o meno
al nostro pensiero ed alle nostre partigianissime premesse concettuali.
Non pretendiamo di essere in possesso della verità assoluta,
ma nella forma vi chiediamo di voler tenere conto delle abitudini
dei padroni di casa. Vi preghiamo quindi di non fare uso delle abbreviazioni
comunemente usate nella scrittura elettronica e di utilizzare foto
consone allo spirito dell'Associazione. Non vorremmo che proprio
queste pagine contribuiscano ad aiutare i nostri principale nemici:
la Volgarità e l'Approssimazione.
Io
non intingo le mie parole nella menzogna;
l'azione è la verifica di ogni uomo.
Pindaro (518 - 438 a.C.) Odi, Quarta olimpica, 21-2
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Appunti Inseriti
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| Titolo:
Evoluzione nell'abbottonatura della manica-3
Data: 2007-03-04
Nome Cognome: Alberto Longo
E-mail:
gentleman.driver@tiscali.it
Cod.
rif:
3123
Testo:
Corredo iconografico al gesso 2932.
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| Titolo:
Evoluzione nell'abbottonatura della manica-2
Data: 2007-03-04
Nome Cognome: Alberto Longo
E-mail:
gentleman.driver@tiscali.it
Cod.
rif:
3122
Testo:
Corredo fotografico al gesso 2932.
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| Titolo:
Evoluzione nell'abbottonatura della manica-1
Data: 2007-03-04
Nome Cognome: Alberto Longo
E-mail:
gentleman.driver@tiscali.it
Cod.
rif:
3121
Testo:
Corredo fotografico al Gesso 2932.
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| Titolo:
Dov'è l'"errore"? Al Signor Pugliatti
Data: 2007-03-04
Nome Cognome: Valentino Ricci
E-mail:
valentino-r@libero.it
Cod.
rif:
3120
Testo:
Egregio Signor Pugliatti,
mi pregio di riscontrare anch’io la Sua domanda del 01.03.2007 per dirLe che, secondo il mio personale orientamento al riguardo, non considero, quanto meno in astratto, “un errore” l’eventuale diversità in altezza tra le linee corrispondenti al taglio delle tasche ed al ricamo delle asole (e relativa cucitura di bottoni). E che, anzi, se guardiamo alla giacca in termini di “opera utile” dovremmo considerare “errate” tutte le usuali altezze di tasche (giacchè, data, appunto, la funzione pratica cui queste ultime sarebbero destinate, la loro distanza media dal fondo – che ci orienta quasi tutti a 25 cm.- le vede collocate in una posizione poco comoda ); e , conseguentemente, “sballato” l’uso di chi (come anche me), tagliando sempre l’asola più bassa in linea col centro dei filetti delle tasche e facendo seguire le successive con una distanza che è in media di 11 cm. per le giacche a un petto e di 14 cm. per quelle a doppiopetto, prescinde puntualmente dall’altezza ideale dei bottoni che, data di nuovo la loro funzione pratica, dovrebbero essere subordinati alla vita naturale della persona (e la vita di una persona – normale, si intende- non sta mai, su una giacca con lunghezza esemplificativa di 76/77 cm., né a 25, né a 36 e/o 39 cm. dal fondo).
Purtuttavia, sempre secondo il mio personalissimo avviso, è proprio la presenza di quegli “errori” e di quegli usi “sballati” a rappresentare ciò che può contribuire a porci di fronte ad una giacca ”normale”, al cui cospetto –paradossalmente lo so- varrà la pena di spendere anche tutta una vita.
Certo non è un caso che giacche come quelle di un tight o di un frack non presentino tasche e di bottoni (nella sola prima ipotesi) ve ne sia uno soltanto e, per giunta, “giustamente” posizionato.
Che non fu proprio la rivoluzione stilistica svolta dal Duca che, introducendo un concetto diverso di giacca, orientò l’uomo vestente alla ricerca di risultati che, se in termini di comodità sembravano destinati alla tutela di una maggiore “praticità” (rectius taglio delle code), presero il sopravvento proprio per via del nuovo e ”più bello” impianto modellistico?
A me pare che il Duca volle proprio “sbagliare” quando decise di far tagliare quelle tasche che non c’erano, di tagliarle così alte e scomode e di ri-posizionare quell’asola e quel bottone; e che quella decisione “sbagliata” non lo preoccupò minimamente, dato che il suo nuovo progetto stilistico, che andò sotto il nome di “giacca a gonna corta”, puntava solo ad offrire proporzioni esteticamente “più belle”.
Mi piacerà di sentire anche il Suo punto di vista e nel salutarLa La ringrazio per i complimenti che ha voluto rivolgermi e Le assicuro che anche quelle che Lei chiama “incomprensioni” sono state per me circostanze di piacevole, divertente e costruttivo confronto.
Tutta la mia stima.
Valentino Ricci
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| Titolo:
Altezza delle tasche nel doppiopetto
Data: 2007-03-01
Nome Cognome: Arcangelo Nocera
E-mail:
angelonocera@yahoo.it
Cod.
rif:
3119
Testo:
Il Sig. Pugliatti si chiedeva nel taccuino precedente se fosse da considerarsi un errore il tagliare le tasche sopra l'ultima coppia di bottoni o addirittura tra la coppia mediana e l'ultima. Nell’immagine allegata vengono mostrati due abiti a doppiopetto a 6 bottoni,apparsi su di un numero di Apparel Arts dell'estate del 1936 : in quello a sinistra, in una flanella leggera chalk stripe , la linea delle tasche della giacca è esattamente in posizione intermedia tra la coppia mediana e quella inferiore mentre in quello a destra, in lino , la linea è poco al di sopra della coppia inferiore.Ritengo pertanto, rispondendo al quesito del Sig. Pugliatti, che entrambe le tipologie possano essere considerate tra quelle classiche degli anni ‘30 , insieme alla variante , forse piu’ adottata , con tasche tagliate esattamente sulla linea della coppia inferiore. Un particolare degno di nota di queste due giacche è rappresentato dall’ uso di tasche applicate associate ad un taschino da petto tagliato: una tipologia poco usata attualmente, che credo sia eventualmente da preferirsi per abiti estivi.
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