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Taccuino
di viaggio |
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Le Lavagne delle varie Porte sono destinate ad
accogliere contributi speculativi, ovvero domande che li sollecitino.
Questi Taccuini sono invece a disposizione di chi voglia
illustrare con testi ed immagini le conoscenze e le conclusioni
cui sia pervenuto non solo mediante il pensiero e la lettura, ma
attraverso l'azione ed il contatto diretto. Il Cavalleresco Ordine
rispetta in tal modo la propria duplice natura, insieme filosofica
e guerriera. In tutte le Porte viene offerto questo spazio, in cui
chiunque potrà intervenire direttamente seguendo le istruzioni
in calce.
Una visita ad un museo, la partecipazione ad un evento
o ad un convegno, un viaggio, un incontro od un'avventura che Vi
abbiano rivelato una verità utile alla comprensione ed alla
difesa (o attacco) di una delle nostre Porte potranno essere lo
spunto per commentare qui il vostro punto di vista, arricchito da
una foto presa "sul campo". La Vostra esperienza
ed il Vostro punto di vista sono sovrani e comunque benvenuti, anche
come commento a testi ed immagini già pubblicati nel Taccuino.
Intendiamo rispettare ogni contenuto, favorevole o meno
al nostro pensiero ed alle nostre partigianissime premesse concettuali.
Non pretendiamo di essere in possesso della verità assoluta,
ma nella forma vi chiediamo di voler tenere conto delle abitudini
dei padroni di casa. Vi preghiamo quindi di non fare uso delle abbreviazioni
comunemente usate nella scrittura elettronica e di utilizzare foto
consone allo spirito dell'Associazione. Non vorremmo che proprio
queste pagine contribuiscano ad aiutare i nostri principale nemici:
la Volgarità e l'Approssimazione.
Io
non intingo le mie parole nella menzogna;
l'azione è la verifica di ogni uomo.
Pindaro (518 - 438 a.C.) Odi, Quarta olimpica, 21-2
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Appunti Inseriti
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| Titolo:
Rif. Appunto 3134
Data: 2007-03-09
Nome Cognome: Stefano Bellucco
E-mail:
stefano.bellucco@alice.it
Cod.
rif:
3136
Testo:
Gran Maestro,
perdoni le continue intrusioni dovute alla mia imperizia di fotografo, ma spero che questa foto, scattata ad una distanza meno ravvicinata della macro precedente (qui siamo sulla quindicina di centimetri), riesca a rendere meglio l'immagine dei tessuti.
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| Titolo:
Un tre pezzi per il cavalier Poerio
Data: 2007-03-08
Nome Cognome: Giancarlo Maresca
E-mail:
gran.maestro@noveporte.it
Cod.
rif:
3135
Testo:
Dopo le opportune congratulazioni al professor Pugliatti per gli utlimi, significativi interventi, tiro fuori una foto che lui stesso aveva pubblicato in allegato all'Appunto n. 695. Si tratta di una giacca che De Sica indossava ne "Il conte Max" e che il Cavaliere Poerio ha citato recentemente nella mia area di Posta come fonte di ispirazione per un suo tre pezzi con giacca a due bottoni. Nel collage qui a fianco si vede, a destra, la foto così come era stata pubblicata. L'aspetto generale era leggermente travisato da una deformazione non rara nell'estrazione di immagini singole da flussi video e non vorrei che proprio la linea risultante, basata però su un tronco irreale, avesse influenzato il nostro Poerio. A sinistra vediamo la stessa giacca, con una semplice modifica ai rapporti base/altezza. Notiamo che il sarto, per aprire giacca e gilet al massimo, ha tenuto bassi il "bottone morto" e la tasca. Al centro propongo una rivisitazione del capo che ne mantiene lo spessore e linea dei baveri apprezzata da Poerio, ma porta un po' più in alto la tasca ed il bottone morto. Con la vita centrata e la conseguente maggiore accollatura del gilet, l'insieme assume un aspetto più solenne, qui potremmo dire "dorico". Non so se continuerà a piacere all'ottimo Poerio, ma i baveri, massicci per dimensioni e linea, nonché la tipologia a tre pezzi, sembrano portare in questa direzione.
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| Titolo:
Consigli sul primo vere
Data: 2007-03-08
Nome Cognome: Stefano Bellucco
E-mail:
stefano.bellucco@alice.it
Cod.
rif:
3134
Testo:
Gran Maestro,
mi duole abbassare i toni dai sapidi appunti del Signor Pugliatti alle mie semplici richieste, ma invoco il Suo aiuto, anche alla luce dei Suoi ultimi contributi.
Ho ancora gli occhi illuminati dalla Sua risposta di questa mane (alla quale darò adeguato seguito) e già mi sorgono ulteriori dubbi.
A lato Le espongo due tessuti presi di recente: con il punta di spilli (se non erro) marrone avrei in animo di fare tagliare un monopetto tre bottoni con le tasche a toppa (in tal caso, come risolvo la ticket pocket?) con pantalone asciutto con risvolto, senza pinces, mentre con l'altro tessuto (grigio scuro, non come appare nella mia foto) preferirei forse dar vita a quel doppiopetto di cui Le chiedevo. Sono scelte secondo Lei valide e compatibili con i tessuti o dovrei modificare qualche variabile nella progettazione?
Naturalmente, se vi fossero altri suggerimenti oltre ai Suoi consigli, sarei ben felice di potermene appropriare.
La ringrazio e La saluto con la Stima di sempre,
Stefano Bellucco
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| Titolo:
A proposito della "moda"-II
Data: 2007-03-08
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
3133
Testo:
Un altra eloquente immagine tratta da una pubblicità di una casa di confezioni Americana. Il testo recita:" Avete un rappresentante di commercio del 1953 che vende prodotti del 1963"? Le foto mostrano un signore ,con borse di cuoio grasso e completo doppiopetto tagliato secondo la foggia e le proporzioni del 53,accanto ad un altro uomo abbigliato con la linea snella e longilinea tipica della prima metà degli anni 60. E' evidente che questo secondo personaggio oggi all'ultimo grido ,sarà del tutto fuori moda tra pochissimi anni,ma ciò non importa.Quel che conta veramente secondo questa logica non è il valore intrinseco dell'abito,la sua qualità,la sua eleganza,il suo taglio,le sue rifiniture,ma il fatto che sia moderno,attuale.L'abito diviene un semplice oggetto di consumo,peggio,diviene un costume da indossare su una scena.Come tale esso è fragile,relativo,obbediente alla dittatura del pensiero dominante,in una parola "conformista".L'uomo elegante non segue la moda,la interpreta.Accoglie quei suggerimenti che di volta in volta giudica più validi e li fa suoi alla luce del suo gusto e della sua cultura.I suoi abiti sono senza tempo;egli potrebbe andare in giro in una mattinata di primavera del 1928 o del 1930 o del 1955 oppure di oggi senza risultare una nota stonata.
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| Titolo:
A proposito della "moda"-I
Data: 2007-03-08
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
3132
Testo:
Continuiamo a parlare di moda.Torino 1961.All'esposizione sul centenario dell'unità di Italia Gianni Agnelli accompagna Ted Kennedy,fratello dell'allora Presidente degli Stati Uniti d'America JFK. L'abito di Kennedy ,con la sua abbottonatura alta, i revers stretti,la cravatta a nastro segue la moda del momento.Agnelli al contrario non concede nulla alla foggia del periodo.Il taglio dell'abito (probabilmente di Caraceni) è modellato,i revers generosi sono a lancia,la cravatta è per quegli anni insolitamente larga.Agnelli veste come nel 1939,nel 49,o come farà negli anni 70 ed 80.Il suo stile non è immutabile,nè impermeabile a future evoluzioni,ma ha dei precisi punti fermi.L'avvocato non ama la foggia snella degli anni 50-60,e il timore di apparire fuori moda per seguire i suoi gusti non lo turba minimamente.In questo Agnelli è forte , libero e supremamente elegante.
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