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Taccuino
di viaggio |
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Le Lavagne delle varie Porte sono destinate ad
accogliere contributi speculativi, ovvero domande che li sollecitino.
Questi Taccuini sono invece a disposizione di chi voglia
illustrare con testi ed immagini le conoscenze e le conclusioni
cui sia pervenuto non solo mediante il pensiero e la lettura, ma
attraverso l'azione ed il contatto diretto. Il Cavalleresco Ordine
rispetta in tal modo la propria duplice natura, insieme filosofica
e guerriera. In tutte le Porte viene offerto questo spazio, in cui
chiunque potrà intervenire direttamente seguendo le istruzioni
in calce.
Una visita ad un museo, la partecipazione ad un evento
o ad un convegno, un viaggio, un incontro od un'avventura che Vi
abbiano rivelato una verità utile alla comprensione ed alla
difesa (o attacco) di una delle nostre Porte potranno essere lo
spunto per commentare qui il vostro punto di vista, arricchito da
una foto presa "sul campo". La Vostra esperienza
ed il Vostro punto di vista sono sovrani e comunque benvenuti, anche
come commento a testi ed immagini già pubblicati nel Taccuino.
Intendiamo rispettare ogni contenuto, favorevole o meno
al nostro pensiero ed alle nostre partigianissime premesse concettuali.
Non pretendiamo di essere in possesso della verità assoluta,
ma nella forma vi chiediamo di voler tenere conto delle abitudini
dei padroni di casa. Vi preghiamo quindi di non fare uso delle abbreviazioni
comunemente usate nella scrittura elettronica e di utilizzare foto
consone allo spirito dell'Associazione. Non vorremmo che proprio
queste pagine contribuiscano ad aiutare i nostri principale nemici:
la Volgarità e l'Approssimazione.
Io
non intingo le mie parole nella menzogna;
l'azione è la verifica di ogni uomo.
Pindaro (518 - 438 a.C.) Odi, Quarta olimpica, 21-2
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Appunti Inseriti
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| Titolo:
Viaggio nel doppiopetto - 12
Data: 2007-05-03
Nome Cognome: Giancarlo Maresca
E-mail:
gran.maestro@noveporte.it
Cod.
rif:
3280
Testo:
La storia sembra dunque questa. L' "ottava cattiva" del doppiopetto, quella che come abbiamo detto comincia subito dopo l'autorevolezza e giunge sino alla prevaricazione, fu messa a punto negli anni '30 negli ambienti della malavita americana. Sprezzo, esibizione, fiducia in se stessi, questi ne erano i principali ingredienti. Negli anni '30 e '40 il fenomeno gangster aveva un ruolo importante a livello di orientamento stilistico, Oggi molti lo negheranno o troveranno sconvenienti queste affermazioni, ma il numero di pagine che la stampa dedicava al fenomeno era così alto da costituire una vetrina sempre illuminata. Nell'iconografia del periodo, il doppiopetto si identifica anche, seppur non esclusivamente, col potere conquistato ed esercitato senza mezze misure e senza freni etici. Fu poi Onassis, nei più leggeri anni '50, a raffinare questa ricetta togliendone il marcio. Lasciò però l'acido ed altri sapori forti, non sempre gradevoli.
Eccolo, nel 1954. Fu tra i primi ad amare i tessuti leggeri e ad usarli in tutte le stagioni e quindi non ci meraviglia vedere che il teso maestrale greco gli prende i pantaloni, peraltro troppo lunghi,appiccicandoli alle gambe. Nello stesso vento, la giovane moglie Athina Livanos affonda il volto sorridendo. Tra l'altro, la bella ed elegante ragazza che qui ha meno di trent'anni avrà un destino importante. Athina Mary Livanos (1926-1974), dopo il matrimonio con Onassis nel 1946, da cui nascerà Cristina, sposerà nel 1961 John George Vanderbilt Spencer-Churchill (1926 - vivente), 11° Duca di Marlborough, e diventerà così Marchesa di Blandford. Figlia di armatori, non poteva starne lontano. Nel 1971, infatti, ne impalmerà un altro: Stavros Spyros Niarchos (1909-1996) .
Il poderoso, sfrontato magnate si presenta in estate, a casa propria, in doppiopetto. Non è l'unico, ma nemmeno il suo portamento ed il suo abito sono esattamente quelli di un conte inglese che riceva ospiti nella sua tenuta. Come sempre, lo porta in modo che si deformi e si contorca. La giacca non gli interessa come opera d'arte, o d'artigianato, ma come sigillo formale della sua potenza. Egli possiede, questo è il suo verbo. Basta guardare intorno a lui per notare come la sua sola presenza faccia presa su tutto. Questa casa, questa donna, questa collina, sono cose mie! Ecco cosa dice il fermo sguardo. Silenziosamente, il doppiopetto assorbe nelle falde profonde questa forza dominatrice e si prepara a restituirla, goccia a goccia, per decenni.
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| Titolo:
Viaggio nel doppiopetto - 11
Data: 2007-05-03
Nome Cognome: Giancarlo Maresca
E-mail:
gran.maestro@noveporte.it
Cod.
rif:
3279
Testo:
Con un'intraprendenza che, pur essendo spietata, era grosso modo legale, Onassis sdoganò il cipiglio più fiero del doppiopetto. Lo perfezionò e lo stabilizzò con la costanza di un uso continuo, lo diffuse con il carisma ed il livello delle frequentazioni, ma non lo inventò. Era già nato negli anni '30 con lo stile gangster di Al Capone e compagnia, sulla cui importanza abbiamo già sviluppato un carrellata ancora incompleta.
Qui vediamo uno scintillante Bugsy Siegel (1906-1947), tra i più curati ed esteticamente influenti gangster americani. Quando vuole darsi una certa tenebrosa importanza sceglie il doppiopetto, anche se nella maggior parte delle foto che abbiamo lo vediamo col petto singolo. Siegel era bello, o almeno si sentiva tale. Ci teneva molto ad apparire sciolto, preferendo spezzati e gagliardi contrasti, ma quando deve fare la persona seria ricorre al completo a doppiopetto. Esattamente coetaneo di Onassis, almeno su questo la pensa esattamente come lui.
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| Titolo:
Viaggio nel doppiopetto - 10
Data: 2007-05-03
Nome Cognome: Giancarlo Maresca
E-mail:
gran.maestro@noveporte.it
Cod.
rif:
3278
Testo:
Nello studio della giacca a doppiopetto abbiamo investigato alcuni fattori stilistici, cioè le differenze tra una linea e l'altra, nonché alcuni aspetti tecnici. Per comprendere il doppiopetto bisogna però anche scandagliare i suoi serbatoi iconografici, cioè i significati che vi sono stati immessi con l'uso, a prescindere dalla foggia della singola giacca. Da questo punto in poi non vedremo sempre giacche belle, perché il criterio di selezione non sarà l'armonia del capo, ma la sua importanza in termini archetipici. L'entomologo non si limita a osservare gli insetti più simpatici, ma guarda ovunque possa cogliere i segreti della loro natura, il modo con cui essi interagiscono, si riproducono, si evolvono e influenzano l'ambiente.
Un personaggio che ha depositato nel doppiopetto un capitale ancora fruttifero è Aristotile Onassis (1906-1975). Nato da umili origini, arricchito facendosi pochi scrupoli e molti nemici, ebbe sempre la necessità di legittimare la sua potenza. Fece sua la foggia a doppiopetto proprio perché la sua architettura gli appariva una soluzione ottima per apparire solenne ed autorevole. Questo prolungato uso, ben coperto dal sistema mediatico, contribuì a fermare nel doppiopetto una caratteristica che sino ad allora non era stata mai sfruttata con tanta sistematica caparbietà. E' insomma ad Onassis che in parte si deve quell'ottava della tastiera del doppiopetto che va dalla nota autoritaria a quella prevaricatrice.
Qui lo vediamo nel 1955 a Montecarlo, indossare con compiacimento il suo yacht Cristina. Sotto la barca, indossa un completo doppiopetto calzato alla sua tipica maniera: senza allacciare il bottone interno. Il significato di questo vezzo risiede evidentemente nell'insofferenza del personaggio. Onassis voleva che fosse ben chiaro che era la giacca ad essere al suo servizio, non viceversa.
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| Titolo:
Solino - 21
Data: 2007-05-02
Nome Cognome: Massimiliano Mocchia di Coggiola
E-mail:
sperelli8@email.it
Cod.
rif:
3276
Testo:
Una vetrina espositiva della Arrow Collar.
Con questo ultimo gesso saluto chi mi ha letto, ringrazio per la pazienza che ha avuto chi non mi ha letto e mi ha visto monopolizzare crudelmente le righe di questi Taccuini, e mi auguro di essere stato utile nel supportare il discorso fatto dal Gran Maestro su questo particolarissimo e affascinante tema.
Numquam servavi,
scudiero
Massimiliano Mocchia di Coggiola
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| Titolo:
Solino - 20
Data: 2007-05-02
Nome Cognome: Massimiliano Mocchia di Coggiola
E-mail:
sperelli8@email.it
Cod.
rif:
3275
Testo:
Nata nel 1907 quale brand della ditta Cluett, Peabody & Company di Troy (New York), la Arrow Collar produsse solini staccabili d'alta qualità industriale fin dal 1905, con una varietà di modelli che oggi sorprende, considerando la pochezza dei modelli d'oggidì. Le sue esportazioni arrivavano perfino a Jakarta, in Indonesia, Java e Congo Belga.
Ma la Arrow Collar fu celebre soprattutto per le sue affiches, disegnate da J.C. Leyendeker (1874-1951), illustratore e pittore americano autore di altre numerose pubblicità, oltre che di copertine di riviste dell'epoca (specie il Saturday Evening Post); fu pittore di storia politica contemporanea, disegnò vignette satiriche, ed altre illustrazioni rappresentanti la tranquilla e rispettabile vita borghese dell'americano medio. Molti suoi disegni hanno come protagonisti bambini alle prese con animali, o ragazzini innamorati, ma anche flappers al volante di rombanti automobili, marinai e militari (dei quali, pare, Leyendeker apprezzsse molto i toraci possenti), giovani e biondi gentiluomini al braccio delle loro dame durante qualche serata galante alla Grande Gatsby.
L'uomo della Arrow disegnato da Leyendeker, alto bello biondo e giovane, divenne ben presto un'icona per il popolo americano, tanto che solo nel 1920 riceveva più di diciassettemila lettere al giorno, più di una star in carne e ossa dell'epoca. Il presidente Roosevelt lo definì "superbo ritratto dell'uomo comune", e nel '23 l'uomo Arrow fu inspiratore di un musical a Broadway, "Helen of Troy, New York".
Il collage qui a fianco riporta alcune delle pubblicità della Arrow disegnate da Leyendeker (tranne l'ultima in basso a destra, che è della Cluett e si avvale di un altro illustratore, poco importante).
La mitica Arrow Collar chiuse i battenti nel 1930, ufficializzando così la scoparsa dall'uso comune dei solini inamidati che avevano fatto la sua fortuna.
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