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Taccuino
di viaggio |
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Le Lavagne delle varie Porte sono destinate ad
accogliere contributi speculativi, ovvero domande che li sollecitino.
Questi Taccuini sono invece a disposizione di chi voglia
illustrare con testi ed immagini le conoscenze e le conclusioni
cui sia pervenuto non solo mediante il pensiero e la lettura, ma
attraverso l'azione ed il contatto diretto. Il Cavalleresco Ordine
rispetta in tal modo la propria duplice natura, insieme filosofica
e guerriera. In tutte le Porte viene offerto questo spazio, in cui
chiunque potrà intervenire direttamente seguendo le istruzioni
in calce.
Una visita ad un museo, la partecipazione ad un evento
o ad un convegno, un viaggio, un incontro od un'avventura che Vi
abbiano rivelato una verità utile alla comprensione ed alla
difesa (o attacco) di una delle nostre Porte potranno essere lo
spunto per commentare qui il vostro punto di vista, arricchito da
una foto presa "sul campo". La Vostra esperienza
ed il Vostro punto di vista sono sovrani e comunque benvenuti, anche
come commento a testi ed immagini già pubblicati nel Taccuino.
Intendiamo rispettare ogni contenuto, favorevole o meno
al nostro pensiero ed alle nostre partigianissime premesse concettuali.
Non pretendiamo di essere in possesso della verità assoluta,
ma nella forma vi chiediamo di voler tenere conto delle abitudini
dei padroni di casa. Vi preghiamo quindi di non fare uso delle abbreviazioni
comunemente usate nella scrittura elettronica e di utilizzare foto
consone allo spirito dell'Associazione. Non vorremmo che proprio
queste pagine contribuiscano ad aiutare i nostri principale nemici:
la Volgarità e l'Approssimazione.
Io
non intingo le mie parole nella menzogna;
l'azione è la verifica di ogni uomo.
Pindaro (518 - 438 a.C.) Odi, Quarta olimpica, 21-2
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Appunti Inseriti
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| Titolo:
Mustafa Kemal Atatürk
Data: 2007-12-20
Nome Cognome: Paolo Tarulli
E-mail:
folgore73@hotmail.com
Cod.
rif:
3734
Testo:
Allego un foto del grande Ataturk, presa negli anni venti. Il motivo dell'inserimento della foto e' il gilet. In occasione del matrimonio di HRH il principe Carlo, fui stupito dalla "guarnizione" del gilet, ovvero dalla striscia di tessuto bianco che rifinisce lo scollo del panciotto. Chiesi qui che cosa fosse, io avevo pensato ad una sorta di "sotto gilet". L'illuminato GM, spiegò che invece si trattava di un vecchio sistema , ideato per completare il gilet. Mi sono prodigato nel cercare altri esempi, a parte quello di SAR, ma non avevo trovato nessuno che avesse usato detta soluzione per il gilet. Oggi, cursiosando sul wikipedia mi sono imbattuto nella foto allegata. Ecco il visionario Ataturk sfoggiare un gilet con la peculiare "guarnizione". SAR il principe Carlo non finirà mai di stupire! Sapeva della cosa e si e' fatto confezionare il gilet per il suo secondo matrimonio proprio con la specifica della speciale finitura. Davvero un portento!
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| Titolo:
Hacking jacket: in normal day ready to wear
Data: 2007-12-16
Nome Cognome: Dante De Paz
E-mail:
dantedepaz@hotmail.com
Cod.
rif:
3732
Testo:
Altro splendido esempio di come la hacking jacket possa diventare un capo quotidiano di vera eleganza semplice e sportiva.
Dante De Paz
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| Titolo:
Woman hacking jacket: Amazing!
Data: 2007-12-16
Nome Cognome: Dante De Paz
E-mail:
dantedepaz@hotmail.com
Cod.
rif:
3731
Testo:
Nonostante la porta dell' abbilgliamneto si dedichi da sempre all'immagine maschile, per quanto riguarda i taccuini soprattutto, piuttosto che di quella femminile, dal momento che esiste la porta delle donne per parlare del settore prettamente femminile di questa arte, è qui doveroso inviare questi taccuini, dopo che nel corso della mia ricerca mi sono imbattuto in alcuni modelli di hacking jacket contemporanei a mio giudizio davvero strabilianti,amazing per l'appunto.
Questo è un modello londinese , che a un solo aggettivo ad esso adatto: bellissimo!
Dante De Paz
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| Titolo:
Hacking jacket: what a style!
Data: 2007-12-16
Nome Cognome: Dante De Paz
E-mail:
dantedepaz@hotmail.com
Cod.
rif:
3730
Testo:
Un semplice taccuino per fare apprezzare ancora una volta questo capo di abbigliamento sportivo, la cui tradizione è talmente radicata nella storia dei tagli che si può dire sia la giacca che nel corso degli ultimi duecento anni ha subito il minor numero di modificazioni sartoriali. Nella storia dell'abbigliamento sportivi la giacca da equitazione conserva e preserva un'aura speciale, sia nel taglio che nei tessuti ad essa più adatti: tweed e covert, sia da uomo che da donna.
Non è facile , soprattutto per un uomo, indossare con disinvoltura una hacking jacket ,ma con un po' di fantasia e di educazione all'eleganza, il portare questo capo è indice di grande classe, una giacca fuori dal tempo, della quale pochi riconoscono la bellezza e la portabilità, nonostante i canoni sartoriali così rigidi, che pare ne rendano difficile la portabilità.
Come sempre i consigli dei maestri renderanno abbatsanza semplice l'adattabilità quotidiana di questo capo davvero straordinario.
Dante De Paz
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| Titolo:
Abiti formali e relativi soprabiti
Data: 2007-12-16
Nome Cognome: Arcangelo Nocera
E-mail:
angelonocera@yahoo.it
Cod.
rif:
3729
Testo:
ll quesito posto dal Sig.Giacomelli ai gessi 5393 e 3600 circa la possibilità di associare correttamente un soprabito blu doppiopetto con un dinner suit, quesito a mio avviso rilevante e che credo molti di noi si siano gia altre volte posto, mi ha sollecitato alla ricerca di una possibile risposta che potesse basarsi su alcune immagini relative all'abbigliamento maschile nel periodo aureo degli anni '30. E' in genere opinione diffusa che con abiti formali quali tail o dinner coats vadano esclusivamente indossati soprabiti di colore nero o grigio scurissimo, ma tale opinione ,pur correttissima, puo' essere affiancata ed integrata con alcune varianti, anch'esse consacrate dalla tradizione. A supporto di cio' mi permetto di accludere a fianco un collage di immagini, apparse sulla rivista Esquire in quegli anni. La prima da sinistra , da un numero di Esquire dell' inverno del 1934 , raffigura un gentiluomo con cilindro (topper) e tail coat a cui è abbinato un soprabito blu scuro.La seconda, da Esquire dell'Ottobre 1935 , ritrae un gruppo di giovani universitari ( è da sottolineare a tale proposito che le prestigiose università americane ed inglesi rappresentarono negli anni '30 i templi ed i principali centri di diffusione di tutte le nuove tendenze dell'eleganza maschile) pronti, nei loro elegantissimi evening coats , per recarsi ad una serata mondana. Il giovane di spalle al centro della scena indossa , al di sopra del suo tail coat (l'abito è tale per la presenza di un cilindro nella sua mano destra), un soprabito anch'esso dal colore blu scuro . Entrambi i soprabiti blu delle due immagini sono del tipo guards coat , un soprabito di derivazione militare a doppio petto e dalla vita molto alta ed aderente con martingala posteriore. Tali testimonianze, presenti nella grande tradizione, dell'associazione di soprabiti blu scuro con tail coats (abiti al vertice della formalità) credo che ne legittimino ampiamente l'uso anche con dinner jackets. L'ultima immagine a destra degli inizi del 1936, sempre da Esquire, rappresenta una vera rarità , in quanto in essa viene proposta l'associazione di un dinner jacket con un soprabito dalla tonalità chiara . Il gentiluomo qui' raffigurato è appoggiato al parapetto sul ponte di una nave ( probabilmente da crociera), e credo che sia proprio tale situazione di vacanza a giustificare la validità di un tale abbinamento ,apparentemente poco ortodosso. Il soprabito in leggerissima lana cammello e con profili guarniti da impunture, richiama alla mente uno analogo, confezionato nei primi anni '50 dalla Sartoria Rubinacci, che alcuni di noi hanno avuto il privilegio di ammirare nel corso della visita alla London House di Mariano Rubinacci il 17 Novembre di quest'anno in occasione delle giornate napoletane associate all'Adunanza Generale.
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