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Taccuino
di viaggio |
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Le Lavagne delle varie Porte sono destinate ad
accogliere contributi speculativi, ovvero domande che li sollecitino.
Questi Taccuini sono invece a disposizione di chi voglia
illustrare con testi ed immagini le conoscenze e le conclusioni
cui sia pervenuto non solo mediante il pensiero e la lettura, ma
attraverso l'azione ed il contatto diretto. Il Cavalleresco Ordine
rispetta in tal modo la propria duplice natura, insieme filosofica
e guerriera. In tutte le Porte viene offerto questo spazio, in cui
chiunque potrà intervenire direttamente seguendo le istruzioni
in calce.
Una visita ad un museo, la partecipazione ad un evento
o ad un convegno, un viaggio, un incontro od un'avventura che Vi
abbiano rivelato una verità utile alla comprensione ed alla
difesa (o attacco) di una delle nostre Porte potranno essere lo
spunto per commentare qui il vostro punto di vista, arricchito da
una foto presa "sul campo". La Vostra esperienza
ed il Vostro punto di vista sono sovrani e comunque benvenuti, anche
come commento a testi ed immagini già pubblicati nel Taccuino.
Intendiamo rispettare ogni contenuto, favorevole o meno
al nostro pensiero ed alle nostre partigianissime premesse concettuali.
Non pretendiamo di essere in possesso della verità assoluta,
ma nella forma vi chiediamo di voler tenere conto delle abitudini
dei padroni di casa. Vi preghiamo quindi di non fare uso delle abbreviazioni
comunemente usate nella scrittura elettronica e di utilizzare foto
consone allo spirito dell'Associazione. Non vorremmo che proprio
queste pagine contribuiscano ad aiutare i nostri principale nemici:
la Volgarità e l'Approssimazione.
Io
non intingo le mie parole nella menzogna;
l'azione è la verifica di ogni uomo.
Pindaro (518 - 438 a.C.) Odi, Quarta olimpica, 21-2
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Appunti Inseriti
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| Titolo:
Specchio specchio...
Data: 2008-10-29
Nome Cognome: Stefano Bellucco
E-mail:
stefano.bellucco@alice.it
Cod.
rif:
4143
Testo:
Chiedo venia per la considerazione svolta nel mio intervento precedente relativa all'orologio "al contrario": guardando e ritoccando l'immagine dell'impeccabile Signor Barbera, l'ho pensata come riflesso di uno specchio piuttosto che come scatto fotografico.
L'orologio, se di quello in effetti si tratta, è indossato correttamente sul polso sinistro.
Cavalleresche scuse,
Stefano Bellucco
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| Titolo:
Inconciliabilità...conciliabile.
Data: 2008-10-29
Nome Cognome: Stefano Bellucco
E-mail:
stefano.bellucco@alice.it
Cod.
rif:
4142
Testo:
Egregio Signor Corbey,
mi permetto di frappormi tra Lei e l'ottimo Cavaliere Villa con un rapido collage.
Ho evidenziato i dettagli incriminati: indicato dalla freccia blu mi sembra di vedere un bottone (al quale, per comodità, ho attribuito una B blu) che chiude un normale polso singolo; a destra invece, a mio avviso, pare scorgersi la carrure di un orologio (indicato appunto con una O) portato sopra il polsino stesso, il che potrebbe fugare un ulteriore dubbio.
Personalmente non amo gli orologi indossati al contrario - a meno che non siano espressamente stati progettati con corona di carica al 9 anziché al 3 - ma questa stravaganza appare meno inconciliabile di quela da Lei evidenziata.
Cavallerescamente,
Stefano Bellucco
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| Titolo:
Inconciliabilità fra colli botton down e polsini da gemello
Data: 2008-10-28
Nome Cognome: Augusto Corbey
E-mail:
acorbey@hotmail.com
Cod.
rif:
4141
Testo:
Cavalier Villa,
senza entrare nel merito della sua analisi mi permetto di farle notare un'omissione nella descrizione della mise del signor Barbera (che peraltro non conosco).
L'abbinamento fra collo botton down e polsini da gemello è a mio modo di vedere inconcepibile. Se poi, come temo in questo caso, si tratta di una stravaganza, allora il peccato vale doppio.
Cari saluti.
AC
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| Titolo:
Soprabiti per abiti formali da sera
Data: 2008-10-25
Nome Cognome: Arcangelo Nocera
E-mail:
angelonocera@yahoo.it
Cod.
rif:
4140
Testo:
Ripropongo per intero l'immagine già presentata come particolare nel Collage dell'appunto 4136. Altre volte si è già discusso del colore ideale per soprabiti da indossarsi con abiti formali da sera quali il dinner jacket. Il soprabito al braccio dl gentiluomo in dinner jacket (da un numero di Apparel Arts del 1933) è a mio modestissimo avviso, davvero degno di commento. Di un bellissimo colore grigio medio ,in un tessuto che sembra per le rigatura diagonale in un twill di lana , il soprabito monopetto ha un colletto in velluto nero di grande eleganza, il cui contrasto ne richiama uno analogo tra il nero del cappello e la relativa fascia in grigio.
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| Titolo:
Terminologia ed abiti
Data: 2008-10-25
Nome Cognome: Arcangelo Nocera
E-mail:
angelonocera@yahoo.it
Cod.
rif:
4139
Testo:
Nel collage allegato a sinistra la smoking jacket presentata dalla Casa Henry Poole alla mostra The London Cut. Savile Row Bespoke tailoring –Pitti Uomo Firenze nel 2007 ; tale giacca in velluto verde ,con allacciatura ad alamari, riproduce esattamente quella originale prodotta dalla stessa Henry Poole per Edoardo VII. A destra una dinner jacket doppiopetto presentata sempre a Pitti Uomo da Anderson & Sheppard. Su questo taccuino si è molto parlato di smoking jacket e dinner jacket e sono state ben sottolineate le differenze non solo stilistiche tra i due capi che vedono , almeno cosi' come consolidatosi nella tradizione, per il primo un uso esclusivamente riservato all'ospite in occasione di cene, feste e parties formali all'interno delle proprie mura domestiche e per il secondo invece un uso per analoghe occasioni al di fuori della propria casa. Il Sig. Mocchia di Coggiola, anche se in maniera molto elegante, rimproverava la mia ostinazione nell'usare la terminologia inglese per indicare molti dei capi e degli accessori dell'abbigliamento classico maschile, cosa del resto molto frequente su queste pagine anche da parte di altri Cavalieri ed Appassionati (non ultima la discussione su Crombie e Cover Coats) .Nel caso in oggetto sarei molto in difficoltà se si dovessero indicare l'uno e l'altro capo con lo stesso termine di “smoking”, rischiando di essere totalmente incompreso da un interlocutore colto parlando delle due tipologie o di fornire suggerimenti un po' stravaganti a chi chiedesse dettagli sartoriali (come mi è già successo) per un'ideale giacca da smoking non sapendo a quale delle due questi intendesse riferirsi. Richiami alla mia adolescenza (all'inizio degli anni '60) mi hanno fatto ricordare che a Napoli sentivo amici di mio padre parlare dei loro dinner jacket (e non di smoking) indossati per recarsi al Teatro San Carlo per le “prime” di importanti opere liriche.
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