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Taccuino
di viaggio |
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Le Lavagne delle varie Porte sono destinate ad
accogliere contributi speculativi, ovvero domande che li sollecitino.
Questi Taccuini sono invece a disposizione di chi voglia
illustrare con testi ed immagini le conoscenze e le conclusioni
cui sia pervenuto non solo mediante il pensiero e la lettura, ma
attraverso l'azione ed il contatto diretto. Il Cavalleresco Ordine
rispetta in tal modo la propria duplice natura, insieme filosofica
e guerriera. In tutte le Porte viene offerto questo spazio, in cui
chiunque potrà intervenire direttamente seguendo le istruzioni
in calce.
Una visita ad un museo, la partecipazione ad un evento
o ad un convegno, un viaggio, un incontro od un'avventura che Vi
abbiano rivelato una verità utile alla comprensione ed alla
difesa (o attacco) di una delle nostre Porte potranno essere lo
spunto per commentare qui il vostro punto di vista, arricchito da
una foto presa "sul campo". La Vostra esperienza
ed il Vostro punto di vista sono sovrani e comunque benvenuti, anche
come commento a testi ed immagini già pubblicati nel Taccuino.
Intendiamo rispettare ogni contenuto, favorevole o meno
al nostro pensiero ed alle nostre partigianissime premesse concettuali.
Non pretendiamo di essere in possesso della verità assoluta,
ma nella forma vi chiediamo di voler tenere conto delle abitudini
dei padroni di casa. Vi preghiamo quindi di non fare uso delle abbreviazioni
comunemente usate nella scrittura elettronica e di utilizzare foto
consone allo spirito dell'Associazione. Non vorremmo che proprio
queste pagine contribuiscano ad aiutare i nostri principale nemici:
la Volgarità e l'Approssimazione.
Io
non intingo le mie parole nella menzogna;
l'azione è la verifica di ogni uomo.
Pindaro (518 - 438 a.C.) Odi, Quarta olimpica, 21-2
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Appunti Inseriti
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| Titolo:
Doppiopetto neo-edoardiano-II
Data: 2009-06-10
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
4580
Testo:
Arriviamo dunque ai pieni anni 60,all'epoca dei Beatles, un attimo prima della "rivoluzione lisergica" e del periodo più barocco di Carnaby street.Siamo dunque nel 1963-1966,e la vecchia Inghilterra,grazie ai suoi giovani musicisti ,e a James Bond, ritorna prepotentemente di moda in tutto il mondo.Affascina sopratutto la straordinaria commistione tra vecchio e nuovo,tra i Beatles ed i gentiluomini in bombetta,tra la belle ragazza le cui gonne iniziano sempre più ad accorciarsi e le guardie della Regina (che nel frattempo crea Baronetti i quattro ragazzi di Liverpool).La moda neo-Edoardiana sembra fatta apposta per incarnare questo magico equilibrio,e anche se questo stile non varcherà mai realmente i confini di Albione,molte sue suggestioni vengono accolte negli armadi dei giovanotti alla moda di Parigi,Roma,New York,Bonn.Ma torniamo al doppiopetto.Il primo stile neo-Edoardiano ne aveva fatto a meno per le giacche,troppo compromesso col taglio modellato per essere recuperato sia pure in chiave inizio secolo.All'inizio degli anni 60 sartorie come Blades iniziano a proporlo nella foggia che abbiamo imparato a conoscere ai tempi del buon Re Edoardo:proporzioni snelle,piccoli revers a lancia,sei bottoni tutti utili,bottoniera ravvicinata.Volendo esso può accompagnarsi alla bombetta dalle piccole ali all'insù,o a cappelli a lobbia dalle falde strette e dalla cupola alta.Nell'immagine a fianco possiamo accostare il doppiopetto Edoardiano con quello neo-Edoardiano di sessanta e più anni dopo.Una silhouette del genere,invero molto piacevole,conoscerà,come vedremo,un certo successo anche fuori dall'Inghilterra.
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| Titolo:
Doppiopetto neo-edoardiano-I
Data: 2009-06-10
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
4579
Testo:
Gli anni 10 furono dal punto di vista della moda maschile un decennio di ardite sperimentazioni.Dalla pulita silhouette Edoardiana si passò a giacche fortemente a clessidra,a monopetti con quarti anteriori dritti,con allacciature ad asola,o a tre bottoni fortemente ravvicinati,o ad un solo bottone,Nel campo del doppiopetto si videro dei quattro bottoni più due di mostra,o dei quattro bottoni tutti utili (alti ravvicinati orizzontalmente ma molto spaziati verticalmente) o addirittura giacche due petti con due soli bottoni.L'inizio degli anni 20 fece in gran parte giustizia delle fantasie sartoriali del decennio precedente, attestando i modelli su solide tipologie tutt'ora in vigore.La linea degli abiti rimase più o meno snella,ma già a metà dei "roaring twenties" si potè assistere ad un progressivo allargamento di baveri,giacche,pantaloni ,fino ad arrivare verso il 1928 alla rivoluzione di Frederick Scholte,che ebbe il suo più grande testimonial in un altro Edoardo,l'allora Principe del Galles e futuro Edoardo VIII (poi Duca di Windsor).Il taglio più o meno modellato dominò per tutti gli anni 30 e 40 anche se ,come in passato abbiamo visto in queste pagine, nel biennio 1939-40 si registrò una timida,e probabilmente prematura, tendenza al ritorno di una linea snella.Nel 1947 Ecco giungere da Parigi la grande novità del "New look" di Christian Dior,reazione agli anni della guerra,alla penuria di stoffa,alle donne in tailleur dalle spalle imbottite e dalla gonna dritta, corta al ginocchio.Si trattava di un autentica restaurazione,di un ritorno alle linee della belle epòque:spalle arrotondate,ampie gonne a corolla a venti centimetri dal suolo,sottogonne,corsetti a stecca,cappellini,ombrellini.Qualcosa di analogo al "New look" in campo maschile andava contemporaneamente sviluppandosi al di là della manica,nella città di Londra. Intorno al 1947-48 alcuni Ufficiali della Guardia abbandonarono il taglio modellato per ordinare ai propi sarti abiti la cui linea richiamava fortemente quella di quarantacinque anni prima.Si trattava di giacche lunghe e aderenti al corpo,con revers snelli a due o tre bottoni,I pantaloni erano asciutti, senza risvolti col fondo rigorosamente tagliato "a scalino".I gilè erano alti con piccoli revers,e potevano essere nello stesso tessuto di giacca e pantaloni,o in panno rosso o giallo, o in seta a piccole fantasie per lo più paisley.L'immancabile bombetta aveva le falde piccole e fortemente arcuate,e veniva declinata in colori differenti dal nero: in grigio,in tortora,in marrone.A volte colletti in velluto,neri,marroni grigi o cognac, venivano aggiunti ai baveri delle giacche (sempre a quelle dei soprabiti Crombie).Le cravatte erano in sete spesse,lucide,drammatiche e frequentemente arricchite da una spilla con perla."New Look" e stile Edoardiano (come venne ribattezzato) rappresentavano due fenomeni identici;erano elitari tentativi di fuga verso quello che veniva percepito come "il buon tempo andato",la Parigi della belle epòque nel primo caso,la Londra del buon Re Edoardo nel secondo,lontano dagli orrori di due guerre mondiali,rivoluzioni,dittature populiste,e dalla nascente guerra fredda.Entrambe le due restaurazioni ebbero vita estremamente lunga,arrivando per il New look alle soglie degli anni 60 e per il neo-Edoardiano al 1966 circa.Tuttavia mentre il New look conobbe un successo planetario,finendo negli armadi di ogni donna dell'epoca e nelle vetrine dei grandi magazzini,lo stile Neo-Edoardiano rimase elitario e confinato all'Inghilterra,anzi quasi alla sola città di Londra.Nell'ambito Inglese esso ebbe certamente grande influenza finendo per essere imitato persino da ragazzi della working class,i cosidetti "Teddy boys" (da "Teddy",diminutivo di "Edward",ossia Edoardo).Questi ultimi adottarono i baveri di velluto ed i gilè operati visti sui raffinati dandies neo-Edoardiani.Particolari neo-Edoardiani travasarono anche nello stile proposto da molte sartorie Londinesi (ad esempio pantaloni di proporzioni più snelle, o panciotti fantasia,o ancora bottoni ricoperti nella stessa stoffa della giacca).I primi Mods della fine del decennio,rimasero inizialmente estranei alle suggestioni neo-Edoardiane guardando più alla contemporanea moda Italiana che a quella Inglese d'inizio secolo.Tuttavia,all'alba degli anni 60 si verificò una fruttuoso dialogo e interscambio tra stile Mod e Neo-Edoardiano, nel corso del quale quale il primo assimilò parecchie soluzioni del secondo (baveri di velluto,bottoni ricoperti,piccoli paramani stondati).La sartoria "Blades", aperta all'inizio del decennio dall'ex etoniano Rupert Lycett-Green fu uno dei templi di questo rinnovato stile neo-Edoardiano portato poi al successo dal personaggio di John Steed nel celebre telefilm "The Avengers" (ma gli abiti di Patrick McNee provenivano da sartorie meno costose,ed in seguito da Pierre Cardin anch'esso convertitosi nel biennio 1965-66 al neo-Edoardiano.
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| Titolo:
George Best icona d'eleganza?
Data: 2009-06-10
Nome Cognome: Alec Caprari
E-mail:
caprari.alessandr446@tiscali.it
Cod.
rif:
4578
Testo:
Non avrei mai creduto di rilanciare Geoge Best in qualità di icona dell'eleganza maschile. Noto per la sua abilità in campo e per la sua vita "spericolata", qui è ritratto ancora in doppiopetto. Siamo nel 1970, e si vede: i revers sono più larghi rispetto alla precedente foto, il colletto della camicia ha ali più lunghe, ma le proporzioni sono ancora corrette. Di lì a poco, il povero George prenderà a vestire pantaloni a campana, giacconi di montone dai colli enormi e camiciotti in stile hippie.
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| Titolo:
Quarter brogue: does it exist ?
Data: 2009-06-10
Nome Cognome: Arcangelo Nocera
E-mail:
angelonocera@yahoo.it
Cod.
rif:
4577
Testo:
Nonostante credo non esista nella terminologia canonica , ricordata sapientemente dal Gran maestro all' Appunto 4571, qualcuno ama definire la “ punched captoe oxford” identificata come C nel collage come quarter brogue rappresentando essa , a causa del brogueing presente nel contrafforte, una sorta di via di mezzo tra l'half brogue (D) e la punched captoe oxford (B) sprovvista di brogueing posteriore. In A la plain captoe ed in D la full brogue. Sarebbe interessante conoscere l'opinione del Gran Maestro al riguardo ,in quanto la nuova definizione permetterebbe di definire in maniera piu' precisa questo tipo di calzatura differenziandola sia dalla punched senza brogueing posteriore che dalla plain oxford. Le calzature in B e C sono due splendidi esemplari prodotti dalla Ditta Gaziano&Girling con sede in Inghilterra (Kettering-Northampshire) , in questo momento considerata da molti al vertice internazionale nella produzione di calzature bespoke. I due titolari Toni Gaziano e Dean Girling, prima di mettersi in proprio, avevano negli anni precedenti lavorato sia come artigiani che come top designers in alcune delle piu' prestigiose Case inglesi di calzature tra cui Edward Green.
Foto b: Courtesy of Gaziano&Girling;
c: Courtesy of www.asuitablewardrobe.blogspot.com
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| Titolo:
L'abito mod di Daniele Savarč (V. Appunto n. 4754)
Data: 2009-06-10
Nome Cognome: Giancarlo Maresca
E-mail:
gran.maestro@noveporte.it
Cod.
rif:
4576
Testo:
All'Appunto n. 4754 il Cavaliere Savarè allegava un'immagine troppo grande e per di più un po' sfocata. Trovandomi presente alla prova di quello stesso abito, sono in grado di fornire una testimonianza particolareggiata della giacca, sebbene indossata col pantalone di un altro abito e non con quello del completo. La foto mostra tutti i dettagli di un perfetto stile inglese anni '60, con spalla piccola, lunghezza ridotta, pattine a 45°, manica corta e stirata, il tutto in un tropical di alta qualità e giusta tonalità (credo si tratti di un Crispair di Holland & Sherry). Come si vede dalla pince anteriore lunga, dal cran alto, dalla tornitura della manica e dal giro tondeggiante, il capo è della miglior fattura partenopea e precisamente della sartoria Domenico Pirozzi di via Chiaia. E' costui uno dei maestri indiscussi del tre bottoni puro, in cui riesce a far risalire il collo al massimo pur senza alcuna tensione nelle spalle e lasciando che i davanti cadano sciolti, come appesi agli appiombi naturali. Sono certo il signor Savarè abbia chiesto un bavero ancora più stretto, ma il tic estetico napoletano che lo vuole non più stretto della metà della spalla avrà avuto la meglio sul committente. Un capo comunque notevole, sia per le scelte a monte che per il lavoro a valle. Approfitto dell'occasione per sconsigliare, come del resto fanno le istruzioni, la sistemazione nel Taccuino di foto di grandi dimensioni, che risultano poco leggibili sullo schermo. Si ricordino anche i contribuenti di dare ai file di immagine noi complessi, magari alfanumerici, per evitare ogni possibilità di omonimia. L'archivio di questi dati è unico per questo e per tutti Taccuini ed il sistema richiama quello col nome dato dal contribuente e col nome più recente.In questo modo, in tutti gli Appunti che indicano lo stesso nome comparirà la stessa la foto, la più recente, mentre la più vecchia si perde per sempre.
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