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Taccuino
di viaggio |
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Le Lavagne delle varie Porte sono destinate ad
accogliere contributi speculativi, ovvero domande che li sollecitino.
Questi Taccuini sono invece a disposizione di chi voglia
illustrare con testi ed immagini le conoscenze e le conclusioni
cui sia pervenuto non solo mediante il pensiero e la lettura, ma
attraverso l'azione ed il contatto diretto. Il Cavalleresco Ordine
rispetta in tal modo la propria duplice natura, insieme filosofica
e guerriera. In tutte le Porte viene offerto questo spazio, in cui
chiunque potrà intervenire direttamente seguendo le istruzioni
in calce.
Una visita ad un museo, la partecipazione ad un evento
o ad un convegno, un viaggio, un incontro od un'avventura che Vi
abbiano rivelato una verità utile alla comprensione ed alla
difesa (o attacco) di una delle nostre Porte potranno essere lo
spunto per commentare qui il vostro punto di vista, arricchito da
una foto presa "sul campo". La Vostra esperienza
ed il Vostro punto di vista sono sovrani e comunque benvenuti, anche
come commento a testi ed immagini già pubblicati nel Taccuino.
Intendiamo rispettare ogni contenuto, favorevole o meno
al nostro pensiero ed alle nostre partigianissime premesse concettuali.
Non pretendiamo di essere in possesso della verità assoluta,
ma nella forma vi chiediamo di voler tenere conto delle abitudini
dei padroni di casa. Vi preghiamo quindi di non fare uso delle abbreviazioni
comunemente usate nella scrittura elettronica e di utilizzare foto
consone allo spirito dell'Associazione. Non vorremmo che proprio
queste pagine contribuiscano ad aiutare i nostri principale nemici:
la Volgarità e l'Approssimazione.
Io
non intingo le mie parole nella menzogna;
l'azione è la verifica di ogni uomo.
Pindaro (518 - 438 a.C.) Odi, Quarta olimpica, 21-2
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Appunti Inseriti
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| Titolo:
Scuole sartoriali e dettagli stilistici. I
Data: 2010-05-30
Nome Cognome: Arcangelo Nocera
E-mail:
angelonocera@yahoo.it
Cod.
rif:
5233
Testo:
Ad ulteriore sostegno dell'ipotesi da me avanzata nell'appunto 5230 mi permetto di allegare nel collage a fianco un nuovo gruppo di immagini:
inserto a - nella foto del 1934 un abito doppiopetto pinstriped del Duca di Kent George , fratello minore del Duca Di Windsor; in entrambi i revers della giacca le righe piu' esterne ne incrociano i bordi.
inserto b - nella foto del 1951, raffigurante il Duca di Windsor con lo stesso abito grigio gessato già mostrato nell'inserto c dell'appunto 5230, è possibile apprezzare meglio come le ultime due righe del rever di sinistra della giacca doppiopetto vadano ad intersecare il bordo esterno;
inserto c - in questa immagine del 1955 il Duca di Windsor è ritratto con un abito gessato piu' scuro del precedente; anche in questo caso nel rever di destra della giacca la linea piu' esterna non è parallela al bordo.
Osservando attentamente i revers delle giacche doppiopetto del Duca di Windsor ,soprattutto quelle indossate dalla fine degli anni '40 in poi, è possibile apprezzare come i revers risultino piu' imponenti e caratterizzati da una magnifica curvatura/bombatura nella parte superiore . Credo pertanto che la realizzazione di tale particolare forma nella parte finale dei revers rendesse non fondamentale la ricerca di un parallelismo perfetto delle righe nelle giacche gessate doppiopetto. Per quanto riguarda l'affermazione del Sig Pugliatti (appunto 5231) circa l'incomparabilità e l' irraggiungibilità della linea degli abiti usciti da Savile Row nel periodo classico (cosi' come qui' inteso) essa mi trova perfettamente d'accordo e credo che gli abiti indossati dal Duca di Kent e dal Duca di Windsor stiano a rappresentarne le testimonianze piu' sublimi ed autorevoli.
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| Titolo:
Fuori luogo? Forse, si..
Data: 2010-05-28
Nome Cognome: Arnaldo Amato
E-mail:
contact@naplesmade.it
Cod.
rif:
5232
Testo:
Gentile Sig. Fontana, purtroppo la polemica non è il mio forte e mi faccio da parte volentieri. Il mio punto di vista è che le contraddizioni siano il sale della vita e dei tempi fluidi come questi. Mi creda, le contraddizioni in questo caso sono molto meno evidenti di quanto si creda. Solo una piccola precisazione: certo, non in tutti i modelli proposti le asole sono rifinite a mano, per una questione di costo finale. L'importante è saperle rifinire a mano a regola d'arte per chi le richiede, e questo non è da tutti. Non è come dirlo. Vorrei darle modo, comunque, di giudicare pienamente la qualità di quello che offro, non solo attraverso una foto: prenda le misure (è facile, mi creda, lo fanno in tanti) e si registri al sito. Sarà mia cura spedirle una camicia su misura, che sarà sua scelta successivamente se pagare o meno (o non pagare affatto...) se riterrà di qualità non conforme al prezzo. Lo prenda come un simpatico invito, non come una provocazione.
Mi scuso con tutti, ad ogni buon conto, se ho invaso uno spazio di confronto neutrale del sito con una iniziativa personale.
Cordialità infinite da Napoli.
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| Titolo:
Sartoria Britannica-II
Data: 2010-05-28
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
5231
Testo:
Egregio Signor Nocera,concordo con i suoi giudizi sull'attuale condizione non brillante della sartoria Britannica,eccezion fatta per le punte di eccellenza,indiscussa in talune botteghe, nel campo degli abiti da sera e da società.Circa all'interessante questione dell'allineamento delle righe al bordo dei revers degli abiti gessati,prendo atto di quanto Ella mi dice. Evidentemente per i sarti di Albione questa caratteristica non è una priorità.Devo tuttavia rilevare che i più severi strali al mancato allineamento nel doppiopetto Huntsman (taccuino n 5225) sono state riscontrate propio in forum e blog di lingua Inglese. Ecco quanto è stato scritto in proposito: "The one big fault is that the stripes fail to run parallel to the lapel edge (see red arrow in third picture). Not good, and it should not have been allowed out of the store like that. However, they seemed to have managed to pattern match at the shoulders (which is not necessary). Anderson & Sheppard,sicuramente una delle migliori case della Row,sembrano prestare grande attenzione a questo dettaglio (foto accanto),anche se a volte ( probabilmente a causa di clienti mediocri e non stimolanti) pure il lavoro della grande bottega superstite presta il fianco a critiche (si veda a tal proposito L'esame di una giacca di A&S di cui si da conto in un interessante blog; mi permetto di inserire il link alla pagina in questione: http://tuttofattoamano.blogspot.com/search/label/Anderson%20and%20Sheppard ). Circa il Duca,se la datazione della fotografia sa Lei inserita non è errata,l'immagine dovrebbe essere stata scattata nel 1925. E' possibile che a quell'epoca (come tra l'altro rilevato dal Gran Maestro in alcuni interventi sulla moda degli anni 20) il taglio dell'abito maschile non fosse ancora arrivato a quel vertiginoso vertice (mi si perdoni il gioco di parole) cui si giungerà negli anni 30,e che alcune (mi si passi il termine) finezze di esecuzione non fossero ancora state elaborate. Di sicuro,a fronte di questi dettagli (pure importanti) ai tempi la sartoria Inglese si distingueva per l'incomparabile linea dei suoi abiti; una silhouette inseguita,vagheggiata,a volte faticosamente raggiunta dai migliori sarti d'Italia e del mondo. Oggi,Esimio Nocera,al di là di questioni di allineamento,è propio la "linea" che manca.
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| Titolo:
Scuole sartoriali e dettagli stilistici
Data: 2010-05-27
Nome Cognome: Arcangelo Nocera
E-mail:
angelonocera@yahoo.it
Cod.
rif:
5230
Testo:
I recenti Appunti del Sig. Pugliatti (5255,5228 e 5229) relativi all'attuale stato della Sartoria britannica hanno messo bene in evidenza la bassa qualità della recente produzione sartoriale di Savile Row , che fatta eccezione per la supremazia a mio avviso ancora incontrastata nell'esecuzione di abiti formali quali morning ed evening coats dovuta ad una storica tradizione ed ad una robusta richiesta, risulta ormai abissalmente inferiore a quella italiana ed in particolare a quella napoletana. Chiunque frequenti siti/blogs dedicati all'abbigliamento maschile di influenza britannica quale ad esempio” the londonlounge.net” diretto da Michael Alden, dove vengono pubblicate foto di abiti “bespoke” per la gran parte prodotti da grandi firme di Savile Row o comunque da sarti cresciuti a quella Scuola, puo' verificarne la loro modesta quando non addirittura scadente qualità come documentato nelle immagini allegate all'Appunto 5229. L'aver elencato da parte dello stesso Pugliatti tra gli attuali difetti sartoriali britannici, in aggiunta a quelli importantissimi di una mancanza assoluta di linea e scarsa qualità di taglio , anche il particolare della mancanza di allineamento delle righe al bordo dei revers negli abiti gessati mi fornisce lo spunto per alcune ulteriori riflessioni su tale dettaglio stilistico. Infatti ,come documentato nel collage di immagini a fianco allegato , a differenza della scuola italiana ed in particolare di quella napoletana , nella tradizione di Savile Row tale allineamento al bordo dei revers, a differenza di quello tra righe del collo e quelle della parte posteriore della giacca , non sembra avere un'importanza fondamentale. Le immagini del collage ritraggono tre diversi abiti gessati indossati in anni diversi dal Duca di Windsor: in quelle numerate come a e c, rispettivamente risalenti al 1925 ed al 1951 ,è possibile apprezzare come le righe piu' esterne non corrano perfettamente allineate al bordo dei revers (in entrambi I revers in a e nel rever di sinistra in c come indicato dalle frecce) mentre nell'immagine b l'allineamento risulta perfetto, indicando a mio giudizio cio' una certa casualità nell'esecuzione dovuta all'assenza di un reale must stilistico. Viceversa nella sartoria napoletana, e mi sento di affermare cio' sia per esperienza diretta che per l'attenta osservazione di capispalladi gessati di alta fattura napoletana, l'attenzione per il dettaglio stilistico dell''allineamento corre all'opposto di quella britannica. Infatti mentre risulta maniacale la realizzazione di un perfetto allineamento delle righe al bordo dei revers quale segno di altissima perfezione stilistica, scarsa importanza viene data non solo pratica e quindi nella realizzazione, ma anche come affermazione di principio e quindi teorica come da dichiarazioni da me raccolte da un'attuale grande esponente della Scuola sartoriale Napoletana , all'allineamento delle righe tra collo e parti posteriori, che in maniera anche qui casuale puo' o non esserci.
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| Titolo:
Sartoria Britannica-I
Data: 2010-05-27
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
5229
Testo:
Veniamo adesso ad un altro punto,a mio avviso interessante. Per noi Italiani, tre sono i requisiti fondamentali di un buon abito: primo che sia su misura,secondo che sia tecnicamente ben realizzato ,terzo che abbia una grande "linea"(o silhouette,che dir si voglia). I primi due requisiti sono basilari e vengono dati per scontati da chiunque in Italia ami vestire.Il terzo è quello considerato più importante,e che ha fatto la fortuna di alcune botteghe piuttosto che di altri. Perchè in passato si andava da Domenico Caraceni, da Ciro Giuliano, da Rubinacci o da Blasi? Per la "linea" degli abiti di queste sartorie.Il fatto che fossero su misura e senza difetti era la premessa; anche le giacche di "Don Gennaro o di "Don Ciro" sotto casa erano realizzate a mano e senza macroscopici difetti,ma non avevano la stessa "linea". Perchè oggi si va da Pirozzi,da Solito o da Sciamat piuttosto che dal sartino di provincia? Per la "linea". Nell'Inghilterra di oggi il fatto che un abito sia tagliato e cucito (relativamente) a mano sembra molto più importante dell'assenza di difetti e di una grande linea. "Bespoke" è una parolina magica che copre tutto (l'altra è "Savile Row"),e che giustifica il pagare costi esorbitanti per una giacchetta che anche il "Don Ciro" sotto casa sarebbe in grado di cucire (forse meglio).
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