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Taccuino
di viaggio |
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Le Lavagne delle varie Porte sono destinate ad
accogliere contributi speculativi, ovvero domande che li sollecitino.
Questi Taccuini sono invece a disposizione di chi voglia
illustrare con testi ed immagini le conoscenze e le conclusioni
cui sia pervenuto non solo mediante il pensiero e la lettura, ma
attraverso l'azione ed il contatto diretto. Il Cavalleresco Ordine
rispetta in tal modo la propria duplice natura, insieme filosofica
e guerriera. In tutte le Porte viene offerto questo spazio, in cui
chiunque potrà intervenire direttamente seguendo le istruzioni
in calce.
Una visita ad un museo, la partecipazione ad un evento
o ad un convegno, un viaggio, un incontro od un'avventura che Vi
abbiano rivelato una verità utile alla comprensione ed alla
difesa (o attacco) di una delle nostre Porte potranno essere lo
spunto per commentare qui il vostro punto di vista, arricchito da
una foto presa "sul campo". La Vostra esperienza
ed il Vostro punto di vista sono sovrani e comunque benvenuti, anche
come commento a testi ed immagini già pubblicati nel Taccuino.
Intendiamo rispettare ogni contenuto, favorevole o meno
al nostro pensiero ed alle nostre partigianissime premesse concettuali.
Non pretendiamo di essere in possesso della verità assoluta,
ma nella forma vi chiediamo di voler tenere conto delle abitudini
dei padroni di casa. Vi preghiamo quindi di non fare uso delle abbreviazioni
comunemente usate nella scrittura elettronica e di utilizzare foto
consone allo spirito dell'Associazione. Non vorremmo che proprio
queste pagine contribuiscano ad aiutare i nostri principale nemici:
la Volgarità e l'Approssimazione.
Io
non intingo le mie parole nella menzogna;
l'azione è la verifica di ogni uomo.
Pindaro (518 - 438 a.C.) Odi, Quarta olimpica, 21-2
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Appunti Inseriti
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| Titolo:
Cronache del 25-I
Data: 2010-06-18
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
5246
Testo:
Particolare del Blazer. Notiamo che questa giacca a due petti sarebbe portabilissima ed estremamente elegante anche oggi, a ben ottantacinque anni (e mezzo) di distanza.
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| Titolo:
Cronache del 25.
Data: 2010-06-18
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
5245
Testo:
Dalla raffinata (allora) rivista "Vanity fair" del Gennaio 1925,ecco alcuni interessanti figurini di moda con le "ultime" tendenze.Vanity Fair ci informa che "In alternativa ai pantaloni di flanella grigia,stanno incontrando un grande successo i pantaloni di flanella color avena (giallo-grigio) o color biscotto,portati su blazer blù scuro o su giacche in lana grigia.I pantaloni tendono ad essere un pò più larghi per offrire un maggior comfort. Spectators cuoio e bianco o scarpe in camoscio si abbinano alla perfezione all'insieme sopra descritto,di gran moda quest'inverno a Palm Beach.In alternativa alla paglietta,molto apprezzato perchè confortevole è il panama a larghe falde.Grande successo stanno riscontrando le cravatte in foulard di seta a pasticche fitte, chiare su fondo scuro o scure su fondo chiaro".
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| Titolo:
Italia 61
Data: 2010-06-12
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
5244
Testo:
Negli interessanti commenti all'articolo del Duca di Windsor ,pubblicato sul N. 37 de "L'Europeo" del 10 Settembre 1961, è stata avanzata la conclusione,forse un pò affrettata, che il declino dell'Uomo elegante sia databile propio all'inizio degli anni 60. Temo di non condividere questa opinione,che per altro mi sembra non coincidere nemmeno con quella espressa all'epoca dal Duca nel suo brillante scritto. L'Augusto personaggio infatti più che denunciare un declino, sottolinea come un corretto abbigliamento debba armonizzarsi a mutate condizioni sociali, ed individua più luci che ombre,specie nel suo elogio allo (ancora per poco) saldo tradizionalismo vestimentario Inglese. Egli ascrive al mondo degli sport e del tempo libero (specie a quello "continentale" e mediterraneo) un preoccupante imbarbarimento, e giustamente nota come quest'ultimo rischi di debordare dai suoi spazi deputati per invadere gli altri luoghi del vivere civile.Non vi è dubbio che dall'altissimo punto di osservazione del Duca il mondo elegante fosse molto cambiato dai suoi verdi anni. Pure egli ci dice con sagacia e ironia che i suoi Reali predecessori si "sarebbero scandalizzati moltissimo" del suo abbigliamento,e non vi è ombra di dubbio che agli occhi di un osservatore della "belle epoque" gli anni 30 sarebbero apparsi ineleganti,chiassosi e volgari.Nello stupendo film Francese del 1952 "Le belle della notte" ,Gerard Philippe viaggia in sogno da un epoca all'altra convinto di trovare ogni volta la perfetta età dell'oro dello stile e della grazia ,solo per sentirsi dire da un anziano e distinto Signore che "L'Epoca di Napoleone III era incomparabile con questo volgare 1900", e "l'Età di Luigi Filippo! quelli erano tempi.,altro che questo usurpatore cafone di un Bonaparte" (e così via,fino alla preistoria). Detto questo a mio giudizio i primi anni 60 (e gli anni 50 prima di loro) occupano un posto di non piccolo rilievo nei decenni di dominio dell'Elegans. Soffermando lo sguardo soltanto al nostro paese notiamo che ,nel 1961 i principi e le leggi dell'eleganza formale erano rispettati,non si era ancora creata la frattura insanabile nel modo di vestire delle diverse generazioni,i sarti in Italia erano ancora innumerevoli, con punte di eccellenza già superiori a Saville Row. I tessuti erano per tipologia e qualità eccelsi,in molti casi persino superiori a quelli degli anni 30 (si pensi ad esempio agli eccelzionali Shantung ed a stoffe come il "Frigidus"),la silhouette degli abiti del tempo era improntata a misura e buon gusto classico,evitando i coevi eccessi minimalisti Anglosassoni ,lo smoking non era mai stato tanto indossato,da così tanti ed in tante occasioni. Ovvio poi che le pagliette fossero già sparite,i frac relegati al mondo della diplomazia,dell'alta politica o alle prime alla scala,e che nelle occasioni informali durante la canicola ferragostana belle camicie in lino o cotone su pantaloni in ottimo popeline avessero preso il posto di abiti completi di panciotto.
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| Titolo:
Doppiopetto Windsor.
Data: 2010-06-10
Nome Cognome: Carmelo Pugliatti
E-mail:
carpu65@hotmail.com
Cod.
rif:
5243
Testo:
Vorrei fornire un breve corollario all'interessantissimo taccuino del Cavalier Nocera, inserendo questa immagine che mi pare molto interessante. Si tratta di una fotografia scattata durante uno scalo all'aereoporto di Parigi dell'allora Principe del Galles Edoardo.Notate,vi prego la foggia della giacca doppiopetto con revers "trasformabili" di SAR, differente da quella consueta delle giacche di Scholte che abbiamo imparato a conoscere. Ebbene,il mio sospetto è che si tratti di uno degli abiti che Domenico Caraceni fece in gran segreto per Sua Altezza nella prima metà degli anni 30. Mi pare inoltre in carattere con la natura dell'Augusto personaggio la possibile scelta di vestire un abito di fattura non Inglese fuori dall'Inghilterra,come segno di rispetto per le sartorie britanniche.
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| Titolo:
Tutte le giacche doppiopetto del Duca di Windsor.
Data: 2010-06-10
Nome Cognome: Arcangelo Nocera
E-mail:
angelonocera@yahoo.it
Cod.
rif:
5242
Testo:
Il ritorno del tema delle giacche con revers trasformabili strettamente legato alla tipologia di giacche doppiopetto con abbottonatura sulla linea inferiore alla “Duke of Kent” (DK) mi ha fatto ritenere interessante ( e credo anche utile per chi volesse ad essa ispirarsi per il proprio guardaroba personale) riesaminare tutta la tipologia delle giacche doppiopetto indossate dal Duca di Windsor dagli anni '30 fino agli anni '60. Come si è già detto all'Appunto 5060 la tipologia di giacca DK venne introdotta da George Duca di Kent, fratello minore del Duca di Windsor, intorno al 1930. A tale tipologia ben presto si converti' anche il Duca di Windsor (passando dalla tradizionale configurazione di giacca a doppiopetto completamente abbottonata vedi inserti f e g)) senza praticamente abbandonarla piu' ,tranne qualche rara eccezione, pur con eleganti variazioni sul tema come mostrato dalle immagini del collage a fianco.
Inserto a:Londra 1960 – giacca doppiopetto a 6 bottoni con abbottonatura sulla linea inferiore (6 x1 DK) con asola della linea intermedia ben visibile sul rever di sinistra;
inserto b:1940 – giacca doppiopetto a 4 bottoni con abbottonatura sulla linea inferiore (4 x1 DK) con asola della linea superiore ben visibile sul rever di sinistra;
inserto c: Parigi 1959 – dinner jacket doppiopetto a 4 bottoni con abbottonatura sulla linea inferiore (4 x1 DK); la linea superiore è solo di mostra mancandp l' asola nel rever di sinistra. Da notare l'assenza di allineamento verticale del bottone superiore di destra, spostato piu' lateralmente, che permette di esaltare l'apertura e la rollatura dei revers;
inserto d: Florida 1956 – stesso dinner jacket dell'inserto b;
inserto e: white dinner jacket doppio petto in seta del 1944 a due bottoni (2x1 DK), già mostrata all'appunto 5042, messa recentemente all'asta dalla Casa d'ate inglese Kerry Taylor Auctions. Interessante anche la variante rispetto alla tradizione di asola apicale per boutonnière solo sul rever di sinistra;
inserto f: Inghilterra 1936 – giacca doppiopetto a 4 bottoni con abbottonatura su entrambe le linee (4x2 non DK);
inserto g:Glasgow 1930 – giacca doppiopetto a 4 bottoni con abbottonatura su entrambe le linee (4x2 non DK).
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