Nessun attività umana racchiude una carica simbolica ed emotiva pari a quella della Corrida. L'uomo moderno ha deciso di abbandonare la strada della conoscenza di sé, di rifiutare quella natura complessa, tesa tra il sublime e l'oscuro, che testimoni come Eschilo e Shakespeare hanno documentato in un passato in cui oggi esso stenta a riconoscersi. Nato individuo, si sta educando sempre più a pensare come gruppo: religioso, politico, nazionale, aziendale, sindacale, calcistico. Non ci sarebbe nulla di male, se quest'uomo collettivo non fosse nato spacciando il suo scopo sociale per un presupposto già realizzato. Se non avesse preferito dimostrare con artificiose formule e dogmatici postulati di essere migliorato, evitando così di dover veramente migliorare. Poiché la logica del gruppo lo richiede, ha dichiarato di essere all'improvviso divenuto pacifista ed egalitario. Ipnotizzato dai propri stessi slogan, ha presto finito per crederci. Dopo la padella del male di vivere, esplorato dai talenti letterari del novecento, l'Uomo ha così conosciuto una brace ancor più perniciosa: la gioia obbligatoria di vivere. Noi ci dichiariamo fuori da questo coretto di voci bianche, da questo treno ad una sola classe, da questa platea tutta bacetti e applausi, da questo corteo senza Eroi. Crediamo che qualsiasi processo di elevazione civile possa partire dai singoli ed estendersi a tutto il genere umano, ma non viceversa. Le chiarine della Plaza de Toros infrangono al primo fiato ogni squallida contraffazione e pongono l'Uomo, il singolo ed ogni singolo, di fronte a sé stesso e alle cose che veramente contano. La serietà del tutto è garantita dalla presenza della Morte, di fronte alla quale la retorica delle epigrafi tombali o dei gesti toreri, che senza di essa cadrebbero entrambe nel ridicolo, acquista una dignità incontestabile.

   I piani di lettura della Corrida sono infiniti. Essa è tragedia, seduzione, fasto, iniziazione, riscatto, rito, comunione, passione, arte, identificazione. La corrida è scandita e regolata in modo rigido non solo dalla tradizione, ma addirittura da leggi dello Stato. Protetto da una ritualità così solida, lo spettatore trova il conforto per abbandonare il piano reale e tuffarsi nel magico. Egli viene così investito dal simbolo, raggiunge nel torero e nel toro la visione chiara dei valori ancestrali del coraggio e della bellezza, partecipandone sino all'esaltazione. In astratto ogni cosa è schematizzata ed avviene allo stesso modo. In concreto, la differenza è nella sensibilità dei singoli spettatori, nell'interpretazione del torero, nella casta del toro e nel modo imprevedibile in cui tutto ciò viene mescolandosi.

  Nel toro parla il dio più antico, quello che non ha mai parlato per mezzo di profeti. Il suo linguaggio, quello del Cosmo, ci risulta incomprensibile. Solo il torero sa tradurne qualche breve parola ed il loro suono solenne insieme ci esalta e ci commuove. Quale appassionato non ha sentito l'urgenza delle lacrime, non si è sentito trasfigurare nel tributare al torero o al toro un meritato trionfo?

  Ogni spettacolo tende a suscitare un'emozione attraverso l'immedesimazione. Nell'arena questo meccanismo è così potente che noi non possiamo limitarci a dire che la Corrida sia lo spettacolo più bello, ma che è l'unico. Innanzitutto, per la sovrannaturale puntualità. Nell'arena, il paseo * entra con precisione cronometrica. Solo qui, dove si rispetta veramente l'Uomo, si rispetta in lui anche lo spettatore. Se avete pagato per uno spettacolo che inizi alle diciotto, è alle diciotto in punto che lo vedrete cominciare. Chi c'è, c'è. Non è cosa da poco e dimostra sin dall'inizio che si fa sul serio, non ci si sta a baloccare con cosucce da stiracchiare prima o dopo, tanto è l'istesso. Non ci sono scuse per chi sbaglia, né bis per chi trionfa. E' tutto lì, consegnato alla memoria, la vera madre del toreo. Anche col migliore cartello di toreri ed il migliore allevamento di tori, nessuno potrà seriamente prevedere se lo spettacolo andrà più vicino all'estasi o ad una macellazione.
L'improvvisazione del torero consegna agli spettatori un ricordo, ma esso può risultare così vivido da estendersi in racconti di decine di minuti per una tanda ** che in realtà si svolse in pochissimi secondi. La corrida non è riproducibile. L'opera dei grandi toreri si conserva misteriosamente nella memoria di chi l'ha vista e si tramanda nei racconti tra aficionados. I video servono a poco, se non a dimostrare l'esistenza di uno spettacolo ben più aristocratico del torneo di Wimbledon o dell'Open degli Stati Uniti. Vedete e credete, Voi che sapete notare anche quello che non c'è: in quasi tutte le arene non viene esposta la più piccola pubblicità, nonostante la presenza di quindici/ventimila persone e di reti televisive nazionali. Signori, in piedi, questa grandezza altrove è già morta!

   L’amore per la vita vissuta e quello per la Corrida vanno spesso insieme. Ernest Hemingway, che fu un grande conoscitore dell'una e dell'altra, al momento di introdurre l'argomento scrisse che la Corrida non si può giustificare. Ciò è vero solo se per farlo si intende utilizzare lo stesso metro dei suoi detrattori. Se ci atteniamo ad una moralità diversa, quella che si usa nei momenti importanti, la cosa cambia aspetto. I tristi animalisti, incapaci di vedere nell'animale o nell'uomo altra cosa che non sia la vita del singolo individuo, non possono accedere a questo punto di vista. Stare sempre dalla parte dei deboli è un sistema facile per avere ragione, sicché a noi non resta che quella del torto. Ci sta bene, perché noi difendiamo la Bellezza ovunque si trovi ed essa è spesso nei posti più scomodi. Nonostante sia una battaglia difficile, qui e sempre noi Cavalieri sosterremo come gli scopi dell'esistenza vadano oltre il semplice esistere e che pertanto anche la vita possa essere giocata e persa con ottime ragioni. Spesso, andando al cinema, spenderete qualche decina di Euro per condividere questa opinione, vedendo l'Eroe di turno rischiare o sacrificarsi per l'amico, la patria, i figli, l'amore. Sono soldi mal spesi, se uscendo avrete già cambiato idea alla prima desolante lagna alla De Amicis. A proposito, persino nel libro Cuore gli episodi più belli si illuminano o si concludono con la morte.

  * Il paseo è il corteo con cui inizia la corrida, formato da tutte le figure che vi partecipano.
** La tanda è una serie di passi collegati tra loro. I singoli passi sono quindi come parole isolate, che l'artista sceglie e riunisce per ottenere una frase. A sua volta questa potrà essere brillante o retorica, inespressiva o poetica.

   E’ ormai prossima linizio della grande stagione taurina. Come ogni anno, alcuni nostri soci si recano a Siviglia per la Feria de Abril e poi a Madrid per San Isidro. Esortiamo gli appassionati a spedirci qualche loro impressione, utilizzando il Taccuino di Viaggio o la Lavagna. Forniamo qui il cartello della Feria di Abril, cui affiancheremo appena disponibile quello di San Isidro, le principali Ferias europee. In calce troverete un link al più completo sito sulla tauromachia: Portal Taurino. Raccomandiamo anche ai non aficionados di dare uno sguardo a questo mondo, del quale forse ignorano la vastità e bellezza.



www.portaltaurino.com


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